domingo, 22 de agosto de 2010

Emanuele Carlo Vianelli (Organo) - Chiesa di San Maurizio, Gignese (Verbania)

Foto: Chiesa di San Maurizio a Gignese - Piemonte; Marco Ferrari

Renzo Bellardone


GIGNESE (Verbania) - Chiesa di San Maurizio Lunedì 16 agosto 2010 ore 21,00

Maestro EMANUELE CARLO VIANELLI - Organo

La Chiesa Parrocchiale di San Maurizio (secolo xv) in Gignese conserva le spoglie di San Desiderio martire e nella cantoria vanta l'organo a due tastiere opera egregia della ditta Mascioni di Cuvio costruito in pieno periodo bellico (1940); inaugurato dall’allora Decano del Duomo di Milano Renato Fai, ha visto musicisti di chiara fama alternarsi alle tastiere. Anche Emanuele Carlo Vianelli ha mosso i primi movimenti delle mani e dei piedi sulla doppia tastiera di questo solenne e maestoso “organo sinfonico” che ha talmente tanti e variegati suoni da poterlo realmente paragonare ad una intera orchestra sinfonica, sia per calore che per colore. Il Maestro Concertista è docente presso la Civica Scuola di Musica di Milano ed il Pontificio Istituto Ambrosiano, titolare di Cattedre di Organo, Teoria e Lettura della Musica presso il Liceo Musicale di Varese, Maestro collaboratore presso la Scuola dei Fanciulli Cantori e la Cappella Musicale del Duomo di Milano, dove dal 2005 è stato nominato titolare ai grandi organi. Il programma eclettico propone partiture Barocche trasfigurate da Ulisse Matthey ed inizia con la Sonata in Re maggiore di Baldassarre Galuppi che, composta per clavicembalo, assume toni di straordinaria modernità, lasciando solo trasparire l’impianto barocco. Il limpido suono dell’organo Mascioni (1940) si riconferma con l’adagio in sol minore di G.B.Grazioli esaltato dalla sonorità del flauto che sovrasta tutti gli altri suoni: molto evocatrice, la sonata fa immaginare (evocazione sensoriale) colloqui e dichiarazioni di affetti tormentati , come visto in certa filmografia francese (Un homme, une femme) Con la Toccata in Sol minore di A. Scarlati la completezza armonica offre un brano sinfonico e contemporaneo che incide nel profondo per poi emerge prepotentemente in un suono da clavicembalo, che improvvisamente ed inaspettatamente finisce tronco. Lasciato il Mondo Barocco rivisitato, il Maestro Vianelli esegue composizioni del M° Marco Enrico Bossi (amico di Pascoli, D’Annunzio, Puccini, Duse, stimato da Verdi e da tutto il mondo culturale e musicale dell’epoca) offrendo l’esecuzione dell’ “Ave Maria”: insolita scrittura che più che sacra appare intima e da meditazione con forti accenti introspettivi; seguono “Momenti Francescani” in tre movimenti che raccontano le tappe salienti della vita di San Francesco d’Assisi.

“Fervore”, il primo dei tre movimenti, fa realmente pensare ad una grande orchestra sinfonica dove la musica prende e lascia, tende e distende fino al coinvolgimento “tendineo e nervoso” dell’uditore che implacabilmente avverte il dibattersi interiore fino al gioioso inno esaltante l’elevazione spirituale satura di luminosità. Il secondo movimento “Colloquio con le rondini” è il più facile all’ascolto in quanto “l’imitazione della voce delle rondini e degli uccelli” è di immediata e sconvolgente percettibilità. Il terzo movimento “Beatitudine” è l’esaltazione del sentimento che solenne seppur umilmente segna il colloquio del frate con “Sora Morte”, con la terrena confessione di umane sofferenze che conduce alla strada verso l’infinito, rilucente della certezza della speranza: musicalmente è un momento particolarissimo in quanto i suoni che partono dall’organo si irradiano per tutta la chiesa e riecheggiando creano l’effetto di diversi strumenti posizionati nei vari angoli dell’edificio…(inevitabile il rimando alle orchestre degli inferi e degli angeli nell’”Orfeo” di Monteverdi). Con le “Improvisation” op.134b che Bossi improvvisò alla fine della cerimonia nuziale della figlia e che trascrisse solo il giorno successivo il concertista fa cantare l’organo con festosa e solenne religiosità ed il trionfo maestoso che ne scaturisce ben si confà all’immagine di San Maurizio a cavallo, che sovrasta l’altare ed il quadro della deposizione di Cristo del pittore Gambini.

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