martes, 31 de agosto de 2010

Premio Lirico Internazionale Mario Tiberini (XIX edizione) 2010 - San Lorenzo in Campo

Foto: Serena Gamberoni, Francesco Meli, Enrico Reggioli. Lorenzo Regazzo (basso)

SAN LORENZO IN CAMPO – TEATRO TIBERINI - 7 agosto 2010

PREMIO LIRICO INTERNAZIONALE MARIO TIBERINI
(XIX edizione)


Il pubblico si è divertito molto la sera del 7 agosto 2010 al Teatro Tiberini di San Lorenzo in Campo (PU), perché il programma della XIX edizione del Premio Lirico Tiberini comprendeva molti brani del repertorio buffo sette/ottocentesco e alcune pagine di stampo romantico. Cantanti del calibro di Francesco Meli (tenore), Lorenzo Regazzo (basso), Serena Gamberoni (soprano), oltre che cantare, hanno sceneggiato pagine da Le Nozze di Figaro, Il Barbiere di Siviglia, L’Elisir d’amore, Don Pasquale, Werther, portando il pubblico in un crescendo di gradimento, fino a farlo partecipare attivamente al bis finale: tutti insieme alla fine abbiamo cantato Non ti scordar di me. Esilaranti i duetti Figaro/Susanna delle due prime scene dell’atto I de Le Nozze di Figaro, Nemorino/Dulcamara da L’Elisir d’amore, Ernesto/Norina da Don Pasquale, con un Lorenzo Regazzo dalla mimica facciale inimitabile e dalla voce ampia e timbrata, una Serena Gamberoni bella e civettuola e vocalmente deliziosa in ogni registro, un Francesco Meli in grado di aderire in modo eccellente alle esigenze sceniche e vocali dei personaggi. I due uomini hanno presentato anche arie solistiche: “Se vuol ballare” da Le Nozze e “La Calunnia” da Il Barbiere, nelle quali Lorenzo Regazzo ha fatto sfoggio di una vocalità estesa, possente e ricca di colori, di un fraseggio accuratissimo, di una capacità interpretativa fuori dal comune, “Pourquoi me réveiller” da Werther e “Una furtiva lacrima” da L’Elisir, delle quali Francesco Meli ha comunicato la passione, il dolore, la poesia, l’afflato romantico con voce dal timbro bellissimo, con accento incisivo, perizia tecnica nell’uso delle mezze voci e della messa di voce. Li ha accompagnati al pianoforte con visibile entusiasmo e partecipazione Enrico Reggioli, pianista e direttore d’orchestra, attualmente aiuto di Daniel Oren.

Ha arricchito la serata una rappresentanza del coro di voci bianche Piccoli Cantori di Gio’ di Fano. I bambini, accompagnati al pianoforte da Rosita Tassi, pianista e soprano, hanno cantato Le coeur des gamins da Carmen, Tintinno gradito da Il Flauto Magico, Le Zingarelle da Traviata e Suoni la tromba da I Puritani. E come intermezzo è stato ricordato il baritono Giuseppe Taddei, mostrando il video con la sua performance al teatro Tiberini nel 1996, quando al suo ottantesimo compleanno ricevette il Tiberini d’oro alla carriera. Ha condotto la serata la stessa organizzatrice del Premio, Giosetta Guerra, coadiuvata dal corista Edoardo Gamurrini per la presentazione dei brani corali, e da Chiara Gamurrini per l’illustrazione dei brani al pubblico. La serata si è conclusa con la consegna a Lorenzo Regazzo del Premio Tiberini d’oro con la seguente motivazione:

Per il felice connubio di notevoli doti vocali,
padronanza scenica e perizia tecnica
nell’aderire alla prassi esecutiva barocca e belcantistica,
qualità che lo rendono valido esecutore del canto di coloratura
ed apprezzato interprete dei ruoli di carattere
dell’opera buffa e del dramma giocoso sette-ottocentesco.

Gli altri due cantanti erano stati premiati l’anno scorso come coppia lirica dell’anno in occasione del 150° anniversario delle nozze del tenore Mario Tiberini con il soprano Angiolina Ortolani e, siccome Francesco Meli non aveva potuto essere presente per improvvisi motivi di lavoro, ci ha onorato quest’anno della sua presenza e sua moglie Serena Gamberoni lo ha seguito con piacere. Ma il piacere è stato soprattutto nostro.


XIX edizione del Premio Lirico Internazionale Mario Tiberini.
Commenti degli spettatori.

Da Polverigi (AN)
Nella sua prefazione alla “Storia della Musica”, il grande pianista Arturo Benedetti Michelangeli scriveva che “…fare musica vuol dire, sì, viverla attentamente e intimamente in sé, coltivarla nei silenzi della propria anima, ma anche - e soprattutto - riuscire a farla vivere agli altri, riuscire a suscitare, negli altri, la stessa commozione e lo stesso incanto che commuovono e incantano il musicista”. E questo è ciò che avviene ogni volta che assistiamo al premio lirico “TIBERINI D’ORO”, ideato dalla signora Giosetta Guerra a San Lorenzo in Campo (PU). Solamente 3 anni fa abbiamo scoperto questa importante iniziativa e confessiamo che eravamo abbastanza increduli: ci sembrava strano che cantanti lirici del calibro della Dessì, di Armilliato, di Pertusi e personaggi dello spettacolo come Simona Marchini venissero ad esibirsi in questa piccola cittadina marchigiana.
Così decidemmo di andare a vedere, non immaginando che avremmo vissuto una serata indimenticabile. Quando in quel piccolo, ma bellissimo teatro stile Liberty, hanno risuonato le splendide voci dei tre cantanti, un’atmosfera di magia e meraviglia ha avvolto gli ascoltatori. Ma quel che ci ha colpiti, oltre al talento che già conoscevamo, è stato sentirli parlare, anzi diremmo “chiacchierare” piacevolmente con la signora Guerra: ci sembrava quasi di essere nel salotto di casa, a fare quattro chiacchiere con amici, a ridere con loro, tra un brano e l’altro di bella musica. Mai avremmo pensato non solo di godere in quel teatrino dell’arte di grandi artisti, ma anche di venire a conoscenza di episodi e aneddoti della loro vita, sconosciuti al grande pubblico; tutto ciò ci ha permesso di apprezzarli anche dal punto di vista umano e questo grazie al modo intelligente e colloquiale con cui la signora Giosetta conduce la conversazione: un vero Salotto Musicale. E così da quella sera il Premio Tiberini è diventato per noi un appuntamento importante, da non perdere assolutamente e Giosetta un’amica dalla travolgente passione per la musica lirica, con cui scambiare notizie e commenti. Siamo quindi tornati ogni anno, ma non più nel loggione come nel 2007 (unico settore che trovammo allora disponibile), ma sempre in seconda fila e c’è sempre una corsa con il tempo per assicurarci i posti migliori.
Anche nelle successive edizioni, quando è sceso il buio in sala, siamo stati presi dal fascino della musica. Gli artisti sono sempre riusciti a suscitare in noi forti emozioni e, soprattutto, loro erano lì, così vicini, che sembrava cantassero solo per ognuno di noi. Quest’anno alla magia si è aggiunto il puro divertimento, per la presenza del versatile basso Lorenzo Regazzo, specialista del repertorio buffo, del tenore Francesco Meli e sua moglie, il soprano Serena Gamberoni, che hanno eseguito con Regazzo duetti del repertorio buffo, ma hanno poi colorato di romanticismo la serata con arie di ampio lirismo: lui dotato di una voce agile e tendente alla purezza, lei con un timbro vocale suggestivo e cristallino ed entrambi capaci di suscitare profonde emozioni, come quando si sono esibiti nel duetto amoroso “Tornami a dir che m’ami” dal Don Pasquale di Donizetti.
Quest’ultima edizione ci ha riservato una piacevole sorpresa iniziale: l’esibizione del coro di voci bianche Piccoli Cantori di GIO’, che hanno cantato alcuni cori di opere liriche. Che bravi!!! … Una vera e propria rarità, che ci ha fatto capire come questi bimbi siano stati educati ad ascoltare e a cantare musica di ottima qualità, soprattutto per neutralizzare la valanga di scadenti produzioni musicali che i mass media ci propinano ad ogni ora del giorno e della notte. Questa bellissima serata, infine, ha avuto una conclusione inaspettata che mi ha coinvolto emotivamente: il brano concesso come bis “Non ti scordar di me” mi ha fatto ricordare mio padre, valido tenore della corale “Bellini “ di Ancona, che amava cantare spesso questa bella melodia. Grazie a lui io sono cresciuta con l’amore per la musica lirica e per i suoi interpreti. Percio’, quando i cantanti hanno invitato il pubblico a ricantare il brano con loro, l’ho fatto con gioia e commozione, anche se, purtroppo, non sono dotata di una bella voce. Il merito di tutto quello che abbiamo provato va attribuito a Giosetta che, con la Sua passione e la Sua tenacia, riesce ogni volta a sorprenderci per ciò che realizza. Ma non solo. E’ anche talmente brava, con la sua briosa “verve”, a condurre lo spettacolo che sa stabilire tra gli artisti e il pubblico un feeling particolare, che permette di apprezzare ancora di più tutto quello che avviene sul palco.

Grazie Giosetta e alla prossima edizione del “Tiberini d’oro”.

Cari saluti da

Maria Angela Ceccati
Fernando Ferro
Polverigi 20 agosto 2010














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