domingo, 3 de octubre de 2010

Il Postino di Catán -creazione mondiale- Los Angeles Opera

Foto: Robert Millard
Ramón Jacques

L’Opera di Los Angeles ha inaugurato la nuova stagione 2010-11 colla creazione mondiale Il Postino, opera in tre atti con musica e libretto del compositore messicano Daniel Catán (Città del Messico, 1949). L’opera, su libretto spagnolo, è basata sull’omonimo film italiano di Michael Radford del 1994 con protagonisti Massimo Troisi, Maria Grazia Cucinotta e Philippe Noiret, a sua volta tratto dal romanzo Ardiente Pasión dello scrittore cileno Antonio Skármata. Il Postino, commissionato dall’Opera di Los Angeles, è la quarta opera scritta in spagnolo dal compositore messicano che sia stata messa in scena da un teatro statunitense. La sua prima opera, La Hija de Rappacini, ebbe la sua prima negli USA nel 1994 all’Opera di San Diego (la sua creazione fu nel 1991 al Palacio de Bellas Artes di Città del Messico) e, sia Florencia en el Amazonas (1996) che Salsipuedes (2004), commissionate dall’Opera di Houston, ebbero in quel teatro anche le prime mondiali. Curiosamente, fuori dei patrii confini, le opere di questo compositore non hanno suscutato l’interesse di teatri di altri paesi ispanofoni o della Spagna, e oltre che negli USA, solamente Florencia en el Amazonas ha trovato una messa in scena in Europa, a Heidelberg, in Germania nel 2006. Ad ogni modo si dice già che questa produzione che si apre a Los Ángeles arriverà al Theater an der Wien di Vienna nel dicembre 2010 e a Parigi al Théâtre du Châtelet nel luglio 2011, chissà, forse al Teatro Real de Madrid, al Palau de les Arts de Valencia, al Teatro Municipal de Santiago del Cile, e, naturalmente, all’Opera de Bellas Artes di Città del Messico.

La figura di Placido Domingo era al centro dell’attenzione nel ruolo del poeta Pablo Neruda, il centotrentaquattresimo personaggio della sua carriera. Vocalmente il personaggio è stato creato per la sua voce di tenore, per cui gli è calzato a pennello come tessitura e ha valorizzato il timbro brillante, con un’emissione uniforme. Anche scenicamente il personaggio era credibile e notevole, anche perché il personaggio di Neruda sembra che fosse simile alla sua personalità, alla sua costituzione e, soprattutto, al suo temperamento. Il ruolo dell’ingenuo e romantico postino Mario Ruoppolo è stato interpretato dal tenore Charles Castronovo, con una voce lirica di buone qualità e un’impeccabile dizione spagnola. Degne di nota solo le partecipazioni dei numerosi ruoli minori e del coro, con particolare merito al soprano Amanda Squitieri (Beatrice Russo) e al baritono russo Vladimir Chernov, nel piccolo ruolo di Giorgio, al mezzosoprano spagnolo Nancy Fabiola Herrera, come Donna Rosa l’autoritaria madre di Beatrice, per la ricchezza del suo timbro scuro, e al baritono messicano José Adán Pérez per la sua linea di canto colorita e per il suo impegno nel ruolo di Di Cosimo. Finalmente, Il soprano cileno Cristina Gallardo-Domâs, ha dato una salda prestazione vocale e attoriale per il personaggio di Matilde, la moglie di Neruda (e sia lei che Domingo saranno anche nelle rappresentazioni di Vienna e Parigi).


Dal punto di vista musicale, l’orchestrazione del Postino è armoniosa e gradevole all’ascolto, e, nonostante si tratti di un compositore vivente, Catán non rinuncia a uno stile romantico e musicale di comporre opere in uno stile tradizionale, influenzato da compositori come Puccini, Strauss o Debussy, in un’abile fusione con ritmi innovativi provenienti dalla musica contemporanea, folclorica, latina e caraibica. Inoltre la sua ammirazione per la voce fa che i suoi personaggi abbiano recitativi, arie, duetti, eccetera. A capo dell’orchestra, Grant Gershon, secondo direttore del teatro (dopo James Conlon), ha diretto con mano sicura e precisa, facendo risaltare le sottigliezze liriche della partitura e allo stesso tempo anche i momenti di tensione, dove necessario. La realizzazione visiva è stata del cubano Riccardo Hernández che, in una scena coperta di mosaici e con una brillante illuminazione in toni azzurri e chiari, ha catturato la luminosità, la feschezza e l’ambiente mediterraneo dell’isola. Con pochi elementi scenici in perpetuo movimento con cambi di ambienti e dislocazioni, con l’ausilio di proiezioni di stelle, mari e versi dalle poesie di Neruda sulla scena, era come essere in un film. La trama dell’opera è simile a quella del film e parla dell’amicizia tra Mario, un postino, e Pablo Neruda nell’esilio politico del grande poeta cileno nell’immaginaria isola italiana Cala di Sotto. La regia di Ron Daniels, regista brasiliano, ha dato credibilità e anima ai personaggi.

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