miércoles, 6 de octubre de 2010

Yuja Wang e la Royal Concertgebouw Orchestra diretta da Daniele Gatti - Lingotto, Torino

Foto: Pasquale Juzzolino - Lingotto Musica

Massimo Viazzo

Il debutto torinese di Yuja Wang, una delle nuove stelle mediatiche del pianismo mondiale (battezzata l’anno scorso al Lucerne Festival da Claudio Abbado in persona!), ha soddisfatto solo in parte le attese. Proponendo al pubblico del Lingotto il Terzo di Prokof’ev, la giovane concertista cinese decideva di misurarsi ancora una volta con uno dei suoi cavalli di battaglia. Yuja Wang ha risolto con la consueta spavalderia i problemi strettamente “digitali” presenti in partitura, mostrando in tal senso un virtuosismo “fine” di tutto rispetto. Ma l’ironia e il sarcasmo che innervano questo capolavoro svanivano inequivocabilmente circoscrivendosi in mero atletismo aproblematico. Anche le frasi liriche (del secondo movimento, ad esempio) ricevevano una definizione abbastanza convenzionale e i vorticosi mulinelli ritmici che trascinano tutto e tutti parevano davvero troppo seriosi. Daniele Gatti alla guida di una Royal Concertgebouw Orchestra in gran forma in quello che era il concerto di recupero della chiusura di stagione 2009-2010 ha, invero, tentato di instaurare un dialogo più serrato con la pianista e da questo punto di vista la resa orchestrale è parsa di altissimo profilo, con archi sinuosi e ottoni abbaglianti. Ma in questa esecuzione è mancata da parte della Wang una scelta interpretativa più meditata, più coraggiosa, lontana dalla routine (dorata, ma pur sempre routine… ). Daniele Gatti ha saputo dare, comunque, una forte impronta personale alle altre esecuzioni in programma, proponendo un Brahms particolarmente narrativo, di respiro quasi wagneriano, con un evidente interesse più al contenuto che alla forma. I due celebri poemi sinfonici straussiani hanno, in seguito, messo in luce la straordinaria ricchezza coloristica della compagine olandese pungolata a dovere dal maestro italiano, sempre amante del bel suono e della linea tornita, senza tema di perdere qualcosa in termini di slancio ed estrosità (a tutti i costi). Stacchi di tempo comodi, quindi, per interpretazioni adulte e ben equilibrate. Il 17 ottobre appuntamento da non perdere con John Eliot Gardiner e la sua Orchestre Orchestre Révolutionnaire et Romantique: si apre una nuova stagione che promette faville!

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