sábado, 22 de mayo de 2010

Edgar di Puccini - Teatro Regio di Torino, DVD

G.Puccini
Edgar
Cura, Nizza, Gertseva, Vratogna, Cigni
Direttore Yoram David
Regia Lorenzo Mariani
Torino, Teatro Regio 2008
Produzione Rai Trade – Metis Film 2009
Arthaus Musik 101 377


Roberta Pedrotti


Per l’ottima collana video del Teatro Regio di Torino si segnala anche l’uscita di Edgar nella prima ripresa della versione in quattro atti che debuttò a Milano nel 1889. L’interesse è più che altro filologico, giacché la partitura, di per sé non la più felice di Puccini, non trarrà che giovamento dalla riduzione in tre atti, essendo il quarto superfluo drammaticamente e musicalmente meno ispirato dei precedenti (l’unica vera idea sarà ben altrimenti sviluppata nell’ultimo duetto fra Tosca e Cavaradossi). Il valore dell’operazione è quindi ancor maggiore perché la rarità è proposta con una convinzione e una dedizione che permettono di apprezzarne e valutarne pienamente le peculiari caratteristiche. Lo spettacolo ruota intorno al protagonista José Cura, che si identifica entusiasticamente con lo spirito scapigliato di Edgar, bizzarro personaggio che in impeto ribelle brucia senza motivo la casa paterna, fugge con la reproba Tigrana e a lei si accompagna fra orge e violenze per poi diventare un eroe nella guerra d’indipendenza della Fiandra, fingersi morto per scontare i propri peccati e osservare le reazioni dei compaesani, infine tentare di ricongiungersi alla dolce Fidelia, trafitta per gelosia dall’antica demoniaca amante. A poco varrebbe, per essere Edgar, un canto forbito e sorvegliato, ben lo sa il tenore argentino, che con consapevole e studiata irregolarità modella un suo antieroe dallo scatto bruciante e dalla fisicità prorompente. Quel che in altri ruoli e in altro repertorio potrebbe essere considerato un difetto risulta in realtà la carta vincente della sua interpretazione ed è chiaro come questa derivi da un’analisi approfondita e da una piena adesione intellettuale alla temperie culturale in cui l’opera è radicata. Non per nulla Lorenzo Mariani, regista, colloca l’azione nell’Italia umbertina, allude al giovane Carducci ribelle, a Boito, al primo Verga; è l’epoca della giovinezza di Puccini stesso e di D’Annunzio, che occhieggia nel boudoir della donna fatale. L’eroismo di cartapesta in cui Edgar cerca redenzione guarda all’avventura e al sogno risorgimentale della generazione precedente e se si inneggia alla Fiandra si innalza il tricolore sabaudo, pur sapendo che di cotanta speme non resterà che la delusione di un nuovo stato rigidamente borghese, cui il nostro inquieto eponimo mal s’adatta. Anche quando l’accetta ed è pronto, mercé l’eterno femminino salvifico, ad integrarsi nella società, il passato e la femme fatale stroncheranno ogni ambizione di normalità. Il maledettismo nostrano di Edgar è comunque domestico, si muove tra distinti cittadini che vanno in chiesa vestiti di lino chiaro fra verdi prati e colonne neogotiche e sfogano vizietti privati in bordelli d’alto bordo color cremisi. Mariani e Cura si muovono in totale sintonia e traducono alla perfezione l’intreccio indissolubile di inquietudine ribelle e ambiziosa ingenuità con una convinzione e una partecipazione tanto incondizionate da presupporre uno studio tanto accurato quanto non priva d’ironia. Il resto è in ombra, anche se Fidelia è ruolo particolarmente congeniale ad Amarilli Nizza, che ne fa una creatura palpitante e accorata; Julia Gertseva, invece, ha precisi limiti vocali, gli estremi della tessitura non sono onorati con sufficiente timbratura, e spiace che all’indubbio physique du role non corrisponda una personalità artistica tale da restituire la travolgente carica demoniaca di Tigrana. Marco Vratogna nasaleggia un po’ troppo ma è un Frank tutto sommato efficiente, molto bene, nel suo breve intervento nel finale primo, il Gualtiero di Carlo Cigni. Oltre alle maestranze tutte del teatro Regio, merita una lode particolare il concertatore Yoram David, subentrato all’ultimo momento in questo titolo inconsueto (e in versione pressoché inedita) al collega previsto inizialmente e autore di una prova pienamente convincente per ritmo teatrale ed equilibrio dinamico. L’esecuzione è chiara, fluida e rende giustizia alla partitura, trasmettendone con onestà i pregi, i difetti, l’impeto ingenuo e schietto che la caratterizza. Elevata la qualità audio e video, di livello la regia di Tiziano Mancini, ricco e ben curato il libretto d’accompagnamento, come già abbiamo rilevato con piacere per questa serie di DVD dal Regio di Torino.

No hay comentarios:

Publicar un comentario