jueves, 16 de septiembre de 2010

“ I CONCERTI CIANI A 5 STELLE” -QUARTETTO MADA’S , Stresa

Foto: Quartetto Mada's

“ I CONCERTI CIANI A 5 STELLE”
Stresa - Regina Palace Hotel - Sala Azalea - 13.SETTEMBRE.2010


QUARTETTO MADA’S

Renzo Bellardone

I quattro giovani musicisti, maturate le singole esperienze come allievi modello del Conservatorio “L.Perosi” di Campobasso, hanno mostrato da subito un precoce talento ed interesse per la musica d’insieme che vede proprio nel quartetto d’archi la sua forma più colta e raffinata , come si evince dal programma di sala per il concerto proposto dall’Associazione Musicale “Dino Ciani”, diretta da M.L.Bertola. F.Mendelssohn è il primo autore eseguito ed il suo Capriccio op 81 dà subito la misura dell’affiatamento dei quattro giovani artisti; raffinati esecutori imprimono dolcezza o forza con naturale manualità talentuosa. Con un attacco intimistico di riflessione iniziano l’op. 59 n.3 “Rasumovsky” di L.V Beethoven. L’entusiasmo giovanile della viola di Alberto Albino ben dialoga con il puntuale pizzicato del violoncello di Maria Miele, che con il secondo movimento segna imperiosamente il tempo non escludendo l’intenzione di essere “voce”. Dialogo all’unisono anche per il violini di Antonella d’Andrea e di Antonio Mastroianni che mai si prevaricano, ma affiatati si congiungono nella ricerca dell’ esecuzione perfetta in un botta e risposta con la viola esaltato dal sottofondo del violoncello. Il “pizzicato” è il filo conduttore del programma , ritrovandolo infatti ancora anche nel quartetto op.96 n.12 “American” di A. Dvorak. I bravi musicisti riescono a trasferire tutta la descrittività ed evocazione che la scrittura contiene: la città, il movimento, il traffico, la gente, l’acqua ed il vento che creano le onde, l’aria, la luce, il ticchettio della pioggia il tutto in una sarabanda di colori allegri e briosi. Molto vicina al “nostro sentire” contiene tutta l’atmosfera ed i colori della Sinfonia del Nuovo Mondo” con un nostalgico ricordo della terra natia, come si avverte nei movimenti successivi: gli affetti, i ricordi, i profumi……..fino alla poesia ispirata fatta di vibrati e vibrazioni. Poi il tempo del valzer che lascia il passo ad una scrittura più complessa fino al ricordo delle danze popolari western che si incrociano come in un misterioso destino con le ballate popolari dell’Est. I giovani musicisti sanno tenere l’atmosfera giusta e sicuri interpreti sanno ottenere molti e meritati consensi dal pubblico eterogeneo.Quale continuità esecutiva, ma rottura temporale delle partiture, concedono due repliche di cui l’aria celebre da “Rugantino” e un conosciutissimo brano di Bakalov. Un incoraggiamento a continuare nasce spontaneo: davvero bravi, volonterosi, tenaci ed abili.


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