jueves, 2 de septiembre de 2010

Settimane Musicali di Stresa 2010: primi due appuntamenti!

Foto: Andrea Sacchi KS -StresaFestival 2010- Vladimir Ashkenazy - Sydney Symphony - Mario Brunello - Brunello Baroque Experience.

Massimo Viazzo



Per aprire la sezione principale delle Settimane Musicali di Stresa 2010, denominata “Visioni”, non poteva essere scelto lavoro più appropriato. La Terza Sinfonia di Alexandr Skrjabin è, infatti, opera utopistica, visionaria dalla prima nota all’ultima, così ardente, incandescente nello svolgimento, in perpetua lotta con se stessa per trovare una via d’uscita al rovello intellettuale che la permea. E Vladimir Ashkenazy con la sua Sydney Symphony, orchestra di cui è dall’anno scorso direttore principale, compagine duttilissima, reattiva, vibrante negli archi e compatta nei fiati, ha realizzato un’interpretazione di forte impatto drammatico, elettrizzante, spasmodica. Ashkenazy più che al colore orchestrale ha puntato alla sviluppo della tensione tra le linee musicali. E’ riuscito, così, a valorizzare quelle sottili congruenze derivanti dall’avvincente laconicità tematica. La serata era iniziata con una proposta insolita, la sconosciuta Rakastava Suite di Jean Sibelius, un’opera di rara suggestione panica, a cui seguiva un ”Imperatore” monolitico, ma timbricamente troppo uniforme. Il pianista Daniele Petralia, alle prese anche con qualche problema tecnico, ha suonato con un fraseggio monotono e una dinamica di spettro ridotto. Il concerto beethoveniano, nonostante la sontuosa parte orchestrale approntata dal direttore (e pianista) di origine russa, è parso, così, come svuotato di energia e la spinta propulsiva che gli è peculiare latitava pericolosamente.
Spinta propulsiva che, invece, può essere eletta ad atout nel secondo appuntamento del festival (il giorno successivo alla Sala Tiffany dell’Hotel Regina) con il Brunello Baroque Experience, ensemble ideato dal violoncellista Mario Brunello. E così, nella prima parte, il solista veneto ci ha restituito un Boccherini rigenerato, quasi reinventato, dove un respiro estrosamente improvvisativo schiudeva tesori inimmaginabili. Le frasi musicali si sviluppavano e si sovrapponevano con entusiasmo consentendo ad ogni strumentista di dare un tocco personale. Successo straordinario, poi, per Spasimo di Giovanni Sollima, brano di una visceralità contagiosa, irresistibile, una miscela esplosiva di mediterraneità (con chiari riferimenti classici e jazz), e reso da Brunello & co. con tensione esaltante ed umanità. Ogni nota, ogni frase musicale era vissuta come fosse il richiamo atavico di qualcosa di preesistente ed universale. Bellissimo!

8 comentarios:

  1. Gentilissimo Dott. Viazzo,
    sono un pianista ed ero presente al concerto del 22 Agosto a Stresa di cui lei recensisce.
    Fermo restando il fatto inconfutabile che ognuno di noi può liberamente esprimere la propria opinione, mi chiedo come si possa liquidare in questo modo l'esecuzione del pianista Petralia.
    Mi chiedo anche come si possa parlare di problemi tecnici, quando ci si è trovati di fronte ad un'interpretazione "volutamente" monumentale e nella quale la scelta del pianista era palesemente in accordo con quella del Direttore; quando il fraseggio del pianista che lei definisce monotono era invece improntato ad una nobiltà e ad una linearità che ben si addicono allo stile beethoveniano, in netto contrasto con la volgarità dilagante che siamo ormai avvezzi ad ascoltare in giro anche da esecutori che fanno parte dello star sistem!
    Se non siamo più in grado di distinguere le difficoltà tecniche o il suono poco variato da una scelta stilistica precisa e da un dominio di essa, credo proprio che faremmo meglio a riascoltare i grandi interpreti del passato, oppure, egregio Dottore, faremmo bene a tacere, evitando di mettere in giro notizie che mal si addicono alla realtà esecutiva che chiunque sia stato presente al concerto del 22 agosto a Stresa ha potuto ascoltare ed ammirare!

    Se poi lei vuole liquidare in tronco anche le attestazioni di stima che Petralia riceve da interpreti quali Ashkenazy, Noseda, Ciccolini è libero di farlo, ma io starei molto attento ad elargire dichiarazioni che, mi consenta, lasciano il tempo che trovano.

    Con viva cordialità.

    Pianista ascoltatore.

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  2. Buongiorno,
    sono perfettamente d'accordo con il Sig.re che ha lasciato il commento precedente.
    Io non ero presente al concerto a Stresa ahc ese mi sarebbe piaciuto tantissimo esserci, ma ho avuto il piacere di ascoltare in altre occasioni Daniele Petralia.
    Se Daniele Petralia, considerato uno dei migliori pianisti italiani da Aldo Ciccolini e considerato un virtuoso da Vladimir Ashkenazy ha problemi tecnici, io credo che dovremmo davvero fare attenzione a chi affidiamo il pur ingrato compito di scrivere le recensioni dei concerti!

    Grazie.
    EDW

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  3. Hi!
    I was at the Stresa Opening Concert on 22nd of August; the concert was wonderful as well as Mr. Ashkenazy conducting.
    The pianist was simply fantastic!

    Regards,

    Lower

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  4. "Presente in sala durante il concerto del Maestro Petralia e dopo aver sentito anche il parere di altri spettatori presenti, che come me sono assidui frequentatori di sale da concerto europee, purtroppo abbiamo rilevato che "il legato" era sovente solo abbozzato, che la mano sinistra perdeva qualche nota strada facendo e che l'assenza di vigore ha reso vagammente soporifero l'ascolto.
    Indubbiamente il Maestro Petralia è stimato ed apprezzato da famosi pianisti senza alcun dubbio, ma purtroppo in questa occasione strresiana non ha dato il massimo delle sue performances.

    Un assiduo frequentatore di concerti."

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  5. Rispetto naturalmente la decisione del precedente commentatore che si presenta come un assiduo frequentatore di concerti.
    Tuttavia, mi rincresce di sentire dei commenti che deformano la realtà e non riesco a controllare il mio disappunto!
    Mi spiegherò meglio:
    nel mondo della musica e dell'arte accadono dei fatti strani che non accadono in altri settori; nel campo dell'architettura ad esempio, solo chi è architetto si permette di dare giudizi sul lavoro di un collega; così come solo chi è artigiano del legno si permette di criticare e/o valutare chi costruisce mobili di pregio; nel campo musicale, invece, siamo tutti esperti!
    Ci basta essere "assidui frequentatori di concerti" o pianisti con una mediocre carriera per essere in grado di capire cosa sia un "legato" o un cantabile.
    Credo, in tutta franchezza, che dovremmo lasciare ai grandi artisti, pianisti militanti, l'arduo compito di dare giudizi.
    Questa, come premessa generale.
    Se devo entrare poi nello specifico, non posso che appurare esattamente il contrario di quanto affermato nel post precedente!
    Ma è mai possibile che ci sia stato qualcuno in sala che abbia potuto trovare l'esecuzione di Petralia soporifera? Soporifera? Assenza di vigore?
    Vogliamo dire che abbia sbagliato due o tre note?
    Ok, diciamolo! Ma soporifera? Petralia ha suonato con un vigore tale, che all'ascolto della registrazione, uno dei più grandi didatti e pianisti italiani, ha commentato davanti a me che erano anni che non si sentiva più eseguire un Imperatore così granitico e pieno di slancio?
    Il pianista e didatta di cui parlo senza volerne fare il nome, l'Imperatore lo ha eseguito con direttori quali Celibidache!
    Ma stiamo scherzando?
    Non è che a parlare è il pregiudizio nei confronti di un pianista relativamente giovane che riesce, pur non avendo vinto il Busoni o il Van Cliburn (che, oggi vengono vinti solo attraverso la vergognosa mafia dei Concorsi....!)a raggiungere delle vette significative?
    Non è che anche la classe degli assidui frequentatori dei Concerti dovrebbe essere un tantino svecchiata?
    Io, rimango allibito di fronte a simili affermazioni ed auguro davvero al pianista Petralia che ho seguito nella sua evoluzione artistica fin dai primi anni, tutto il successo che merita, contrariamente a tanti altri musicisti che non si sa con quali mezzi si trovino a dare 120 concerti l'anno!
    E poi, pregherei, chi scrive su questi, di fare molta attenzione nell'entrare nel merito e nelle questioni tecniche. Questioni nelle quali occorrerebbe far entrare solo gli addetti ai lavori!

    Con viva disapprovazione e con un rammarico profondo nei confronti di un pubblico, quello italiano, ormai poco educato all'ascolto, chiudo questo mio commento con l'unica espressione possibile: Vergogna!
    Vergogna a chi scrive queste cose!
    Dirò anzi di più: se il precedente commentatore ha avuto il consenso di altri spettatori presenti, ve ne erano tanti altri spettatori presenti che non si sono risparmiati nei "bravo" e nei "bis".
    Era senza vigore anche quel Rachmaninov del quarto momento musicale??

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  6. Pur rispettando naturalmente il commento del precedente signore che si definisce un assiduo frequentatore di concerti, non posso non esprimere il mio disappunto!
    Mi spiego meglio.
    Accade nel campo della musica e delle arti in genere uno strano fenomeno che non si verifica invece in altri campi:
    nel campo dell'architetture, ad esempio, solo un collega architetto si permetterà di criticare un lavoro; solo un artigiano del legno si permetterà di giudicare e/o criticare un mobile di pregio; nel campo musicale invece, siamo tutti "esperti"!
    Tutti in grado di entrare nel merito di questioni tecniche.
    Questa come considerazione generale.
    Se devo entrare nello specifico, essendo io un pianista con una discreta attività e tanti anni di studio alle spalle, grido sinceramente allo "scandalo" quando sento simili affermazioni!
    Soporifera l'esecuzione di Petralia? Ma stiamo scherzando? Un esimio pianista e didatta italiano (forse tra i più grandi) dopo avere ascoltato la registrazione del Concerto di Stresa ha dichiarato davanti a me che erano "anni che non ascoltava un Imperatore così monumentale, granitico e pieno di slancio!". Il pianista - didatta di cui parlo e che non cito per rispetto, l'Imperatore lo eseguì anche nientemeno che con Celibidache!
    Non è che questi commenti nascono dal pregiudizio nei confronti di un pianista relativamente giovane che, pur non avendo vinto il Busoni o il Van Cliburn (a via di spintoni e attraverso i vergognosi meccanismi dei Concorsi che tutti conosciamo...) riesce a condurre una dignitosa carriera?
    Io credo, in tutta franchezza, che utilizzare dei termini così tecnici, entrare nel merito di questioni così specifiche è un compito che dovrebbe essere lasciato ai grandi pianisti, ai grandi artisti militanti.

    Concludo con il rammarico e la profonda indignazione di chi crede che in Italia anche il pubblico debba subire un processo di svecchiamento.
    Il precedente commentatore afferma di avere trovato consenso alle sue opinioni anche in altri spettatori presenti in sala.
    E tutti gli altri (la gran parte direi) che gridavano "bravo", "bis", non saranno come lei "assidui frequentatori di concerti"?
    E quel quarto Momento musicale di Rachmaninov, era anch'esso soporifero secondo il suo esimio parere?

    Che tristezza...e che vergogna leggere simili affermazioni...!

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  7. Buondì!
    Io riguardo a questo concerto ho letto altrove frasi del tipo "vibrante esecuzione del pianista Petralia" ed anche "magistrale interpretazione di Petralia". Certo che la musica è davvero un'opinione...
    Allora Petralia è stato soporifero o vibrante....?
    io purtroppo non ero presente al concerto..

    music23

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  8. Buongiorno a tutti!
    Petralia è stato GRANDIOSO!!
    Non ci sono altri commenti da fare!
    Ha inchiodato alla poltrona 800 persone con la sua energia, con il peso sonoro e con il temperamento musicale!
    Chi non è stato in grado di percepire in questo modo o ha problemi acustici o ha pregiudizi!

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