viernes, 19 de marzo de 2010

Le Poème Harmonique - Lezioni di Tenebre di Couperin, Città del Messico

Fotos: Le Poème Harmonique - Crédito: Benedicte Desrus / Festival del Centro Histórico

Ramón Jacques

L’esibizione de Le Poème Harmonique, gruppo francese specializzato nell’interpretazione della musica dei secoli XVII e XVIII, era uno degli eventi della XXVI edizione del Festival de México (FMX), importante festival che si svolge sempre nei luoghi più antichi del centro di Città del Messico. La sede di questo concerto è stata il cortile centrale del Antiguo Convento y Hospital de Pobres y Convalecientes de la orden de los Betlemitas, edificio del XVII secolo che ospita oggi un museo di storia economica e dove, alla luce di qualche candela dietro il palcoscenico, si è creato un ambiente estremamente evocativo per l’esecuzione delle Leçons de ténèbres pour le mercredi Saint del compositore francese François Couperin. Le leçons de ténèbres sono degli adattamenti polifonici delle lamentazioni del profeta Geremia, que piangeva la distruzione di Gerusalemme da parte dei babilonesi e furono composte per le liturgie della Settimana Santa del 1714 nell’Abbazia di Longchamps, in Francia.

La splendida e commovente esecuzione del brano da parte dell’ensemble sotto la direzione di Vincent Dumestre, che suonava anche la tiorba, è riuscita a estrarre costantemente la serenità e la spiritualità insiti nel brano con un suono compatto e omogeneo. Nella prima delle tre parti, per soprano e basso continuo, è emersa l’intensità contenuta della linea vocale, senza che si perdessero il carattere e la tranquilla continuità del brano. Nelle due parti restanti si è aggiunta la voce di un secondo soprano e sia Eugénie Warnier che Claire Debono hanno esibito un timbro purissimo, nitido ed emozionante, in particolare nella più nota Troisième Leçon de Ténèbres à 2 voix che, con un ripieno armonico più ricco grazie alla viola da gamba e l’organo, è arrivata a toccare nel profondo l’ascoltatore, trasportandolo in un’altra dimensione e, forse, in un’altra epoca.

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