sábado, 16 de julio de 2011

baROCK. Il furore di Vivaldi - Baveno Festival Umberto Giordano XIV Edizione 2011

Foto: Dolce&Tempesta; Gemma Bertagnolli (soprano)


Renzo Bellardone

Baveno Festival Umberto Giordano. XIV Edizione 2011. Vibrazioni della terra. Giovedì 14 luglio - ore 21,15. Baveno, Chiesa dei SS. Gdervaso e Protaso. baROCK. Il furore di Vivaldi. Antonio Vivalfi (1678-1741) IL FURORE DI VIVALDI. Antonio Vivaldi. Concerto per archi e continuo in sol minore RV 156 Dal timor, dallo spavento da Montezuma. Lo seguitai felice da Olimpiade. Concerto per due violini, liuto e b.c. in re maggiore RV 93. Dolce fiamma e Destino avaro da La fida ninfa. Concerto per archi e continuo in sol minore RV 157. In furore justissimae irae. Mottetto per soprano, due violini, viola e basso RV 626. GEMMA BERTAGNOLLI soprano. DOLCE&TEMPESTA. Elisa Citterio e Monica Toch, violini. Gianni Maraldi, viola. Marco Testori, violoncello.Vanni Moretto, contrabbasso. Craig Marchitelli, liuto. STEFANO DEMICHELI clavicembalo.

Dopo un repertorio tutto italiano, il concerto si è chiuso con divagazioni europee (Haendel –Trionfo del tempo: ‘Tu del ciel ministro eletto’, Purcell da Dido and Eneas :‘When I’m laid in earth’), per ritornare al tema della serata, ovvero Vivaldi con ‘La speranza verdeggiante’ da ‘Orlando finto pazzo….’ Il leitmotiv della serata però non è stato solo Vivaldi, ma anche il ‘furore’ ovvero l’impeto della vita che in una certa letteratura musicale ha contrassegnato l’epocale momento. Stefano Demicheli, in questo caso clavicembalista, continuista e direttore dell’ensemble da lui stesso creato,  ‘Dolce e Tempesta’ (piano e forte), sa offrire un suono di tutta eccellenza pur in un contesto di non superba acustica. Il piccolo ensemble vanta degli strumentisti abili ed efficaci che in armonica sinergia contribuiscono alla ricerca del ‘miglior suono’. Alternativamente preponderanti, i vari strumenti sono voce solista o diventano accompagnatori, riuscendo ad esprimere la derivazione liturgica piuttosto che l’evocazione del fuoco irruente. Con la tipicità del ‘continuo’ si crea un incessante vortice elicoidale senza fine: fuoco e fuga.

Ogni concerto vanta una sua perla e quella del concerto in questione porta il nome dell’affermata soprano. Gemma Bertagnolli che ancora un volta canta con la voce, gli occhi, il corpo e tutto il suo essere in un tutt’uno con la musica ed il personaggio che di volta in volta vive e propone. Partecipativa e coinvolta non si estranea un attimo e con profondo e luminoso sentimento fa vibrare all’unisono la sua voce, la terra e la vita che da questa scaturisce. Spontaneità e coinvolgimento, allegrezza e vivacità sono le sensazioni che si creano all’ascolto.

Non di meno l’orchestra si profonde in sottolineature ritmate e danzanti a proporre pagine che inevitabilmente hanno segnato la storia della musica italiana nel mondo. Un mix di qualità all’insegna della luce, della vita, delle vibrazioni e del furoreggiante coinvolgimento emotivo, che vagheggia un Vivaldi fantasiosamente rock.  Latinità e virtuosismo si confondono in un paesaggio che va oltre i confini cartografici, ma si proiettano in un tempo indefinito dentro spazi illimitati. La Musica vince sempre.

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