martes, 26 de julio de 2011

La creazione impaziente di Pier Luigi Pizzi innova il teatro musicale - Sferisterio Opera Festival 2011, Macerata

Foto: Sferisterio Opera Festival 2011
Renzo Bellardone

SFERISTERIO OPERA FESTIVAL 2011.Teatro Lauro Rossi 24 luglio - ore 21.00. Così fan tutte. Musica di Wolfgang Amadeus Mozart. Libretto di Lorenzo da Ponte. Direttore: Riccardo Frizza. Regia, Scene e Costumi: Pier Luigi Pizzi. Disegno luci Vincenzo Raponi. Complesso di palcoscenico: Banda "Salvadei" Orchestra: Fondazione Orchestra Regionale delle Marche. Coro: Coro Lirico Marchigiano "V. Bellini" Maestro del Coro: David Crescenzi. Fiordiligi: Carmela Remigio. Dorabella: Ketevan Kemoklidze. Guglielmo: Andreas Wolf. Ferrando: Juan Francisco Gatell. Despina Giacinta Nicotra. Don Alfonso: Andrea Concetti.

LA CREAZIONE IMPAZIENTE DI PIER LUIGI PIZZI INNOVA IL TEATRO MUSICALE

Ultimato nel 1772 il Teatro Lauro Rossi di Macerata – vero cofanetto prezioso- ospita questa sera un gioiello dell’opera mondiale, la quasi coetanea ‘Così fan tutte’ mozartiana., in uno dei suoi più belli, ma certamente il più movimentato e raffinato allestimento. Virili e camerateschi o femminili e complici, scherzi, frizzi lazzi prendono vita in uno spazio luminoso: una bella dimora sul mare sopra agli scogli e un pattino a remi arenato sulla sabbia. L’amato ‘bianco’ di Pizzi risalta sui muri della casa, sulle persiane, sulle tende raffinate, sulla scaletta che porta alla spiaggia, sul giardino pensile ed è interrotto solo dalla macchia verde delle piante di limoni e dal giallo dei pochi frutti: unico elemento di definizione l’essenziale ringhiera in ferro micato Se l’elemento scenografico è la luminosità, quello registico è indubbiamente il movimento: corse rocambolesche per le scale, flessioni a dorso nudo, capitomboli e gestualità da teatro di prosa, al limite dell’acrobatico. I soggetti coinvolti nella messa in scena dimostrano tutti bravura non comune, ma sopra tutti aleggia la sensibilità da ricercatore di Pizzi, che nel tempo trova ulteriori chiavi di lettura. Con questa regia dona una svolta al teatro di tradizione innovandolo, non con una rivisitazione forzata come talvolta capita di incontrare, ma con la semplicità dell’essenziale e dell’attorialità. Il sipario, un impalpabile e morbidamente trasparente telo bianco, viene teatralmente tirato giù da Andrea Concetti che rivestiti i panni di Don Alfonso, appare all’angolo sinistro del palco già all’ouverture e quasi come in una novella commedia dell’arte, inizia a dialogare mimicamente con l’orchestra e con il pubblico.
Il basso sa essere ammiccante e scanzonato e per nulla parruccone; con voce allenata al ruolo, timbro pulito e profondo e chiarissimo fraseggio dona al personaggio una chiave di lettura insolita che si conclama nel ‘…cosi fan tutte..’ Il tocco registico dell’ombrello rosso portato da Concetti, coadiuva ad entrare nello spirito burlesco di un Don Alfonso più scanzonato che diabolico. Le luci disegnate da Vincenzo Raponi passano dalle trasparenze del bianco brillante od ovattato all’azzurro luminoso od offuscato che coinvolge anche la platea in un tutt’uno con il palcoscenico. La luce è protagonista anche nelle voci: Dorabella , ovvero la frizzante Ketevan Kemoklidze ha timbro pieno ed arrotondato, ma sempre civettuolo e non delude neppure nella parte più alta del rigo; convince sia quando è amante fedele che quando velocemente muta l’oggetto dei suoi più intimi desideri ‘Smanie implacabili..’ e quando con voce morbidamente spiritosa ‘..E’ amore un ladroncello..’ Il ruolo di Fiordiligi è affidato ad una indiscussa Carmela Remigio : presenza scenica, timbro cristallino, liricità vivace, diverte ed appassiona dipingendo nell’aria con colori definiti e brillanti i vari momenti di eclettica espressività. Risulta fin troppo facile parlare di brillantezza cristallina e di arcobaleni acquerellati tra un sorriso ed un capriccio….. Alternativamente in casto bianco ‘purezza e amore’, o in rigido nero ‘gramaglie e disperazione’ e con giochi vocali di alti e bassi le due interpreti regalano bei momenti di ascolto non disdegnando sospiri, stupori e gioiosi divertissements. L’orchestra regionale delle Marche è diretta da Riccardo Frizza che con passo equilibrato pone attenzione alla buca da cui sa ricavare tutta la briosità della partitura facendo risaltare l’italianità del libretto attraverso la cura del palcoscenico; la non corposità numerica della formazione trova momenti di tutta bellezza anche nei concertati e nei recitativi accompagnati da clavicembalo e violoncello. Il coro, preparato da David Crescenzi, è posto in fondo alla platea concretizzando l’ascolto delle ‘voci fuori campo’. ‘Bella vita militar…’. I due ruoli degli amanti sono affidati ai giovani ed atletici Andreas Wolf, il baritono che da voce a Guglielmo ed il tenore Juan Francisco Gatell che interpreta Ferrando. Anche per loro –come per gli altri ruoli- il canto mozartiano è più impervio di quanto possa apparire ad un superficiale ascolto.
Oltretutto entrambi vengono impegnati a cantare dopo un buon numero di flessioni a terra, piuttosto che dopo atletici balzi tra gli scogli. Gatell è definito a buon diritto uno dei migliori nel panorama dei giovani tenori: preciso e limpido emette con aggraziata agilità. Wolf ha doti vocali da basso profondo che gli permettono di aspirare a ruoli ben più di forza e tenebrosa passione; nondimeno sa modulare in prossimità di vocalità baritonale leggera, come realizzato in questa parte. Entrambi accattivanti e molto ben affiatati giocano con i corpi e con le voci in una gara in cui entrambi risultano paritari e vincenti. Naturalezza e spontaneità, sinergie attive e serio lavoro di costruzione sono le caratteristiche degli interpreti. Cultura teatrale e gusto raffinato sono il distinguo dell’allestimento di Pizzi che continua nella ricerca del bello, percepito con sensibilità e, senza ombre, raggiunto anche con la geniale e pura architettura d’insieme di questo ‘Cosi fan tutte’ che ….inevitabile….resterà nelle menti..  La Musica vince sempre.













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