lunes, 18 de julio de 2011

New York, New York BAVENO FESTIVAL 2011 – UMBERTO GIORDANO

Foto: New York New York, Discovery Emsemble

Renzo Bellardone

Sabato 16 luglio ore 21.15. Baveno, Cave. VIBRAZIONI DELLA TERRA. New York, New York. Darius Milhaud , Caramel mou, shimmy, Igor Stravinskij, Rag time, George Gershwin, Rhapsody in Blue, Duke Ellington, Satin Doll, In a mellow tone, Paul Whiteman, Sun Count Basie, Moten swing, Benny Goodman, Sing Sing Sing, King Porter Stomp. LUIGI PALOMBI pianoforte. DISCOVERY ENSEMBLE. LUIGI DI FRONZO direttore. MASSIMO OTTONI artista della sabbia

La musica vibra e divampa all’interno della sala della lavorazione del prezioso granito rosa , presso la miniera di Baveno A prima vista potrebbe sembrare fin troppo facile descrivere un programma conosciuto a tutte le latitudini, ma fin dalle iniziali dissonanze del primo brano, dove solo il pianoforte fa udire una voce schietta, ci si deve ricredere e porsi in attesa di qualcosa di nuovo che infatti non tarda a manifestarsi. Dopo l’esecuzione di Milhaud che fa apprezzare l’acustica dell’insolito contenitore musicale e percepito che la formazione suona con uno stile che va oltre il 2000, ma con lo sguardo volto al compositore, il nuovo si palesa: con l’esecuzione di Rag Time di Stravinskij nella versione originale per 11 strumenti, vengono create sonorità sconosciute a chi da sempre lo ha udito interpretato da grandi orchestre; ogni strumento rimanda un suono definito e l’insieme è un sinfonico Rag Time Con Rapsody in Blue pare di essere all’interno di un film ambientato negli anni 30 ed i rumori della città che si sveglia dall’apparente torpore notturno sono un dipinto a tinte definite, tratti decisi ma provocatoriamente sinuosi e arrotondati. Le veloci mani di Massimo Ottoni, a tempo di musica, disegnano sulla sabbia pertinenti ed evocative immagini, riprodotte in diretta su maxischermo posizionato alle spalle del Discovery Ensemble diretto dal Maestro Luigi di Fronzo, che briosamente propone musica coinvolgente ed anche quando reinterpretata, mantiene tutta la verve dei ballabili dell’epoca che ricorda l’eleganza di Ginger e Fred. I giovani orchestrali meritano tutti un plauso per gli effetti ritmici, i bei ‘glissando’, il canto ed il controcanto di trombe e tromboni; trilli, scale, suoni rauchi si succedono tra un sincopato ed uno swing;  il pianoforte suonato da Luigi Palombi è l’elegante filo conduttore che non disdegna il suono puro o le contaminazioni, fino a perdersi in malinconiche blues notes, In Ensemble con i virtuosismi al pianoforte e le sensibili introspezioni sinfoniche, appaiono le mutevoli figure create con la sabbia: città, foreste, pista del circo equestre, strade, cavallo e cavaliere, ponti e treni, figure solitarie e macchie in frenetico movimento alla ricerca della libertà. Jazz,dixieland, sinfonico realizzano un contemporaneo ‘Inno alla gioia’ con la melodiosità del flauto, le sottolineature dei violini, i ritmi delle percussioni, gli squilli delle trombe ed i gravi ironici dei tromboni.  Le Vibrazioni della terra sono palpabili proprio dove un dono della terra viene lavorato per consentire all’uomo un vita dignitosa e confortevole: dalla Terra, per stare sulla Terra, che fin dalle sue più profonde vibrazioni produce suoni che tutti insieme generano, casuale o voluta, inafferrabile ed evanescente, impalpabile ma eterna : Musica. La Musica vince sempre.

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