jueves, 21 de julio de 2011

Intervista al soprano Desirée Rancatore

Foto: Il ratto dal serraglio - Teatro Real de Madrid / Javier del Real; Lucia di Lammermoor - Teatro Massimo di Palermo /©Franco Lannino-Studio Camera, I Puritani Wien Staatsoper; Rigoletto - San Francisco Opera.

Renzo Bellardone
Desirée Rancatore nasce nel 1977 a Palermo, dove inizia lo studio del violino e del pianoforte per approdare poi al canto; dopo le prime lezioni con la madre Maria continuerà a perfezionarsi con Margaret Baker Genovesi a Roma. All’età di soli 19 anni e dopo aver già ottenuto apprezzamenti e riconoscimenti, debutta nel ruolo di Barbarina – Nozze di Figaro-al festival di Salisburgo, mentre il suo debutto italiano avverrà nello stesso periodo al Regio di Parma, nel ruolo di ‘Vivina’-L’Arlesiana di Cilea-. Da questo momento calca i palcoscenici dei più importanti teatri d’opera tra cui il Comunale di Bologna, il Maggio Fiorentino, il Carlo Felice di Genova, il Massimo di Palermo, l’Opera di Roma, il Regio di Parma, lo Sferisterio di Macerata ed il Rossini Opera festival di Pesaro. Dopo Parigi, dove per la prima volta interpreta il ruolo che la fa affermare definitivamente, ovvero Olympia , la bambolina di ‘Les Contes d’Hoffmann’, conosce e si fa conoscere a Cincinnati, Bruxelles, Las Palmas, La Corunna, Tokyo, Vienna, Montpellier e Salisburgo. Nel 2004 partecipa alla celebre riapertura del Teatro alla Scala di Milano con ‘Europa Riconosciuta’ diretta dal Maestro Riccardo Muti; collabora con altri grandi direttori quali Conclon, Soudant, Neschling, Biondi e registi ed artisti di riconosciuta fama internazionale.  Soprano concertista e cantante d’opera, dopo aver ottenuto riconoscimenti prestigiosi quali il Premio Zenatello all’Arena di Verona, è stata la protagonista del concerto di Cadonanno a fine 2010 al Teatro ‘La Fenice’ di Venezia.

Lei è ‘La Bambolina - Olympia’ da Les Contes d’Hoffmann per eccellenza, ma a passi sicuri sta conquistando le platee di mezzo mondo anche con ruoli ben più tragici, come ora, che sta per rivestire nuovamente i panni di Gilda in ‘Rigoletto’ allo Sferisterio di Macerata 2011. Ci vuole raccontare di come si cala emozionalmente in ruoli così opposti tra di loro?

Beh…Olympia mi è molto cara per tutto quello che ha rappresentato per molti anni della mia carriera; i ruoli che affronto ormai da cinque anni a questa parte, sono però quelli che più sento miei, sia per qualità di canto, di possibilità d’espressione ed impegno vocale. Calarsi nel personaggio ….. succede da subito, fin da quando cominci a studiare ogni virgola, ogni pausa, ogni parola, facendolo tuo; quando poi lo si porta in scena non è più un interpretare, ma un vivere ciò per cui hai studiato per mesi e che ormai ti è entrato nell’anima.

Lei è figlia d’arte, ovvero figlia di musicisti: quanto ha influito questo, nella sua scelta professionale?

Dovrei dire molto, ma onestamente per la scelta nello studio del canto non è così. Studiavo violino spinta da papà (orchestrale) ma il canto l’ho scelto da sola, nonostante la mamma cantante!!!!!!

Agli inizi della sua folgorante carriera avrà certamente avuto un ‘mito’ cui ispirarsi: ci vuole dire chi e perché?

Tutti noi abbiamo dei miti da cui trarre forza e motivazione per studiare e studiare….quindi si, anch’io avevo ed ho dei miti che mi hanno ispirato e mi ispirano, ma guai a cercare di emularli o copiarli…..ognuno di noi è unico per le proprie caratteristiche. Di Callas, Sutherland, Scotto e di Devia ce ne saranno sempre solo ‘una’ al mondo. Io sono Callassiana nell’anima, ma non per questo non apprezzo le altre grandi della lirica e fra queste Devia è il mio grande mito…

Dopo le prime lezioni con la mamma ed il perfezionamento a Roma, appena maggiorenne ha avuto il debutto significativo e premonitore: Salisburgo. Che ricordi ha di quelle prime, seppur non lontanissime, esperienze?

Delle lezione della mamma o un ricordo vivissimo, anche perché fino a ieri studiavamo insieme!!!! Delle lezioni a Roma con la mitica Signora Baker ho dei ricordi vivissimi di tutti gli insegnamenti di tecnica e di vita che questa Maestra mi ha dato; ricordo persino la voce ed ogni tanto la immagino mentre mi dice una delle sue frasi con l’elegante accento inglese…Del debutto a Salisburgo, a 18 anni, ricordo soprattutto la mia innocenza, la mia estraneità a questo mondo e l’incoscienza di affrontarlo come un gioco: per me è stato un onore ed un privilegio poter cominciare da lì, con i più grandi…

Ormai ha calcato i palcoscenici di molti importanti teatri del mondo ed i suoi ritorni a casa sono sovente legati anche al lavoro, come per ‘Lucia di Lammermoor’ al ‘Massimo’ di Palermo: ci vuole raccontare cosa significa per Lei cantare nella terra d’origine?

Per me è sempre una grande gioia cantare nella mia Palermo e nel teatro che mi ha vista bambina dietro le quinte, osservatrice di un mondo da favola….Emettere quindi suoni in quel tempio, è per me fonte di felicità.

In qualche intervista ha dichiarato che uno dei momenti più belli della sua vita è stato il debutto alla celebre riapertura della Scala nel 2004, con ‘Europa Riconosciuta’. Cosa riporta nel cuore di quella emozione????

Ricordo l’audizione fatta col grande Maestro Muti alle 11 del mattino con l’aria più impervia che abbia mai cantato in vita mia (…e ne ho cantate!!!!) e poi la grande gioia di essere presa , di ricevere i suoi complimenti, di aver avuto la possibilità di scegliere il ruolo dell’opera in questione……poi l’inizio delle prove con lui, una fonte di grande ispirazione musicale e culturale

Ormai ha lavorato con i grandi direttori d’orchestra e registi; cosa si attende, cosa persegue e cosa punta ad offrire con il personaggio di Gilda in ‘Rigoletto allo Sferisterio, con la regia di Massimo Gasparon e la direzione del giovanissimo Andrea Battistoni????

Quello cui punto sempre è emozionarmi emozionando; cerco quel brivido da poter vivere e far vivere: solo così un personaggio anche interpretato mille volte avrà sempre tanto da darti. Sono felice di lavorare con la regia di Massimo con cui stiamo lavorando benissimo e di collaborare con il giovanissimo Andrea che ha gran talento.

Signora Rancatore, sono curioso ed impiccione e frequentando Face Book, mi permetto chiederle: questo, è per lei un momento di serenità?

E’ un momento di equilibrio con me e con gli altri; grazie ai miei ed al mio fidanzato non mi manca mai l’appoggio che necessita a chi fa questo mestiere.

E sempre a proposito di curiosità, qual è il personaggio, mai interpretato, che costituisce il suo sogno segreto?

‘Violetta’ è il mio sogno segreto, ma c’è ancora un bel po’ di tempo prima di arrivarci…..tante ‘Lucie’, ‘Adine’, ‘Elvire’ e ‘Gilde’ mi attendono ancora.

Signora Rancatore, La ringrazio sinceramente per la fresca simpatia con cui si pone e la saluto con un arrivederci allo Sferisterio 2011. In bocca al lupo.






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