viernes, 19 de agosto de 2011

Concerto di belcanto’ del tenore russo Dmitry Korchak - Rossini Opera Festival 2011, Pesaro

Foto: Dmitry Korchak

Renzo Bellardone

ROSSINI OPERA FESTIVAL 2011. Per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Martedì 16 agosto ore 17,00 – Auditorium Pedrotti. DMITRY KORCHAK - tenore. Alexander Pokidchenko - pianoforte. Sergei Rachmaninov: Do not sing, my beauty, I am again alone, They answered, The isle of the dead, Spring water. Gioacchino Rossini. Soirées musicales, 7. la gita in gondola, 1. la promessa, Pechés de viellesse, Vol.I, Album italiano, 3.Tirana alla spagnola, Pechés de viellesse, Vol. XIII, Musique Anodine, 1. Prelude, Pechées del viellesse, Vol.I, Album italiano, 2. La Lontananza, Pechès del viellesse, Pechés de viellesse, Vol.III, Morceaux réservés, 2. L’esule. Soirées musicales. 4. L’orgia.

L’elegante auditorium Pedrotti impreziosito dal grande organo del 1906 ( Famiglia Organaria Vincenzo Mascioni di Cuvio) ivi collocato grazie all’interessamento di Marco Enrico Bossi, ospita oggi il ‘Concerto di belcanto’ del tenore russo Dmitry Korchak, con un omaggio a Rachmaninov ed uno ovviamente a Rossini. Korchak è una presenza abituale al ROF , quindi ben conosciuto al pubblico pesarese che lo apprezza.; oggi il giovane cantante presenta un programma belcantista: con presenza scenica e capacità interpretative di buon livello, seppur apparentemente ‘spinto’controlla agilmente sia le note alte che il registro inferiore. Apre con Rachmaninov che ‘porge’ con l’accorata tenerezza del ricordo; voce piena e timbro nitido presenta un gradevole colore pieno, che sa sfumare in atmosfere più tenui. Alexander Pokidchenko, consolidato musicista lo accompagna al pianoforte con la sicurezza del concertista di ‘lungo corso’, manifestandosi appieno con il brano per pianoforte solo ‘Prelude’ da Pèches de viellesse di Rossini, nella seconda parte del concerto. L’ovvio omaggio a Rossini va ad innestarsi sulla celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia, e con l’ ‘Esule’, Korchak sfoggia schietta acutezza tenorile, mentre fa emergere il ricordo degli anni rossiniani a Parigi. Con il ‘cantiam, cantiam , cantiam ridiam’ dall’ ‘L’orgia’ dalle Soirées musicales, tratteggia un inno all’amor profano, quasi una ‘Burlesque’, cui certamente Rossini non era insensibile. Ben amalgamati il tenore ed il pianista lavorano d’intesa ricreando le attese atmosfere con  note danzanti e divertissement, trilli e variazioni, virtuosismi ed agilità . La Musica vince sempre.








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