sábado, 6 de agosto de 2011

Stresafestival 2011 - De Labirintho

Foto: Ensamble De Labirintho

Renzo Bellardone

STRESAFESTIVAL 2011. Meditazioni in Musica - Virtute e Canoscenza. BELGIRATE – Chiesa Vecchia – Venerdì 5 agosto ore 20,30. De Labirintho. Nadia Caristi, soprano. Alessandro Carmigani, controtenore. Gianluca Ferrarini, tenore. Fabio Furnari, tenore. Marco Scavazza, baritono. Walter Testoli, basso e direzione Composizioni di : G.Dufay, J.Ockeghem, A.Brumel, L.Compère, T.Crequillon, J.Hlheritier, J.Desprez

‘Fatti non foste per viver come bruti, ma per seguire Virtute e Canoscenza’…..così parla Ulisse ai suoi uomini nel canto XXVI canto dell’Inferno dantesco. La ricerca della virtù e della conoscenza nel rinascimento fiammingo è il raffinato percorso vocale proposto dall’Ensemble De Labirintho, in questo appuntamento delle Meditazioni in Musica nella Chiesa, affettuosamente definita’ Chiesa vecchia di Belgirate’, tra gli affreschi appartenenti alla scuola di Luini.  I percorso si snoda tra l’inizio del 1400 e la fine del 1500 con canti dedicati alla Vergine Maria nell’ambito di scritture di Messe polifoniche, a canto fermo. La celebrazione liturgica ispirò a musicare l’ “Ordinarium” dando spazio a più voci tra loro molto complesse, ma che si intrecciano in una evocazione di ‘organum’. La location è veramente consona ed il pubblico è chiaramente appasionato alla proposta musicale. Tra Motetus e Contra punctum si manifestano le varie voci in elegiaca terrestrità con il desiderio di raggiungere i cieli attraverso le invocazioni e le lodi. Connotare e descrivere le singole voci diventa arduo, infatti ognuno con la propria vocalità e timbricità risulta inattaccabile nell’insieme ed i singoli contributi portano ad un ascolto piacevolissimo anche per gli uditi più raffinati. Unici accenni : il Maestro Walter Testoli il quale oltre che voce/basso riveste il ruolo di direttore e con particolarissimi gesti descrittivi suggerisce le dinamiche, i canoni le proposte e le risposte. I due tenori ben si contrappongono ed amalgamano con tonalità differenti. Il controtenore e quasi sempre voce guida che si confronta con l’acutezza del soprano. Il baritono di comprovata bravura, ha il ruolo di scurire la cristallinità della maggior parte delle voci, in conforto al basso. L’evocazione più evidente è quella dell’organo soprattutto nel prolungamento delle note che permangono nell’aria oltre l’emissione. Seppur molto lontana dal moderno udire, il concerto è risultato molto piacevole, oltre che apprezzato che l’attento studio e ricerca che sfocia in una lettura fedele, con colorazioni d’altro tempo tra armonici sublimi che non fanno rimpiangere l’assenza degli amati strumenti. La Musica vince sempre.

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