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Friday, April 12, 2019

Cendrillon di Massenet - Chicago

Foto: Todd Rosenberg

Ramón Jacques

Sono poche le occasioni che si hanno per poter ascoltare e vedere in scena questa meravigliosa opera di Massenet, che dalla sua creazione è stata inesplicabilmente dimenticata. Compresi i teatri francesi, terra natale del compositore,  sono scarsi i suoi allestimenti programmati nell’ultimo anno Sulla scia del 2006 quando si rappresentò all’Opera di Santa Fe con la regia di Laurent Pelly, e divenne spettacolo di referenza, importanti teatri, anche se non sufficienti, hanno incluso il titolo nella loro stagione; è così che Cendrillon è arrivata per la prima volta sul palco della Lyric Opera di Chicago. Descritta dal compositore come “una fiaba in quattro atti”, questo è stato proprio il punto di partenza su cui si è basato Pelly per captare magia e lfantasia, e plasmarla nella sua concezione scenica (i costumi sono stati ideati dal regista stesso, e le scenografie disegnate dalla sua collaboratrice Barbara de Limburg). Visivamente la concezione dello spettacolo è attraente, moderna, e grazie ad una brillante illuminazione e ad eleganti costumi, la storia trascorre davanti allo spettatore con la fluidità e il fascino con i quali si leggerebbe la storia della principessa. Il ruolo di Lucette/Cendrillon è stato interpretato da Siobhan Stagg, soprano australiano dal notevole curriculum, ma sconosciuta da noi in Nordamerica, che ha evidenziato una gradevole timbrica vocale, con ampie sfumature, molto adatta allo stile richiesto dal personaggio interpretato, drammatico e allegro; e ha offerto una convincenterealizzazione piena di simpatia. 
Il mezzosoprano Alice Coote, con grande esperienza impersonando in altri teatri il ruolo del Principe, è piaciuta per la facilità con la quale ha svolto il suo compito e per la sua voce, brunita, duttile e infallibile. Marie Eve Munger, ha dato un buon disimpegno come Fata Madrina, mostrando bella presenza scenica, anche se il canto era carente della esplosività esasperata del soprano di coloratura. Il ruolo di Madame de la Haltiere, la matrigna, era affidato a Elisabeth Bishop, che lo ha interpretato con la giusta comicità e con adeguato disimpegno vocale. Il basso Derek Walton, come Pandolfe, padre di Cendrillon, ha cantato con voce ampia e robusta ma in scena era un po’ distaccato. Corrette le sorellastre Emily Pogorelc (Noémie) e Keyleigh Decker (Dorothée). Un buon lavoro per il resto del cantanti nei ruoli minori e del coro nei suoi interventi. Musicalmente s’è potuto godere della sontuosa e vivace orchestrazione di Massenet, con i suoi ampi balletti, grazie ad un omogeneo gruppo strumentale diretto in questa occasione da Francesco Milioto.

Monday, March 18, 2019

Cendrillon de Massenet en Chicago


Foto: Todd Rosenberg

Ramón Jacques

Son pocas las oportunidades que se tienen para escuchar y ver en escena esta maravillosa obra de Massenet, que desde su creación ha sido inexplicablemente olvidada. Incluso en los teatros de Francia, país natal del compositor, son escasas las funciones que se han programado de ella en los últimos años. A raíz del 2006 cuando se estrenó en la ópera de Santa Fe el montaje de Laurent Pelly, y se convirtió en referencia, importantes teatros de ópera, aunque no los suficientes, han incluido el título en sus temporadas; y es así como Cendrillon llegó por primera vez al escenario de la ópera lírica de Chicago. Descrita por el compositor como ‘un cuento de hadas en cuatro actos’, fue precisamente el punto en el que Pelly se basó para captar la magia y la fantasía, y plasmarla en su concepción escénica (los vestuarios fueron ideados por el propio director y las escenografías diseñadas por su colaboradora Barbara de Limburg). Visualmente el concepto es atractivo, moderno, y gracias a una brillante iluminación y elegantes vestuarios, la historia transcurre frente al espectador con la fluidez y la fascinación con la que se leería un cuento de princesas. 
El papel de Lucette/ Cendrillon fue interpretado por Siobhan Stagg, soprano australiana con extenso curriculum, aunque desconocida hasta hoy en Norteamérica, quien evidenció una grata coloración vocal, con amplios matices, muy adaptada al estilo que requiere su papel, dramático y alegre; y ofreció una convincente actuación plena de simpatía. La mezzosoprano Alice Coote, con amplia experiencia personificando en otros teatros el papel del Príncipe, agradó por la facilidad con la que se desenvolvió en su actuación, y por su voz oscura, dúctil e infalible. Marie Eve-Munger tuvo un buen desempeño como la Hada madrina, mostrando buen porte escénico, aunque su cantó careció de la explosividad esperada de una soprano coloratura. El papel de Madame de la Haltière, la madrastra, le correspondió a Elizabeth Bishop quien actuó con justa comicidad y adecuado desempeño vocal. Al bajo Derek Walton, como Pandolfe padre de Cendrillon, se le escuchó una voz amplia y robusta, pero en escena se notó desconectado. Correctas las hermanastras Emily Pogorelc (Noémie) y Keyleigh Decker (Dorothée). Buen trabajo del resto de los cantantes en papeles menores y del coro en sus intervenciones. Musicalmente se pudo disfrutar de la suntuosa y vivaz orquestación de Massenet, con sus extensos ballets, gracias a una uniforme agrupación musical dirigida en esta ocasión por Francesco Milioto.