Foto: Stresa FestivalRenzo Belladone
Questo concerto è decisamente segnato dai
numeri: 100, 75 e 25 in una dinamica aritmetica impressionante: 100 gli anni dalla nascita di Piazzolla, 75 gli anni
di Gidon Kremer e 25 quelli della Kremerata Baltica; in una sorta di fortunata
cabala, ecco l’omaggio ad Astor Piazzolla.
Kremerata Baltica & Gidon Kremer
Hommage à Astor Piazzolla ASTOR PIAZZOLLA, Tres
minutos con la Realidad ASTOR PIAZZOLLA/SOFIA GUBAIDULINA/ANDREI PUSHKAREV, Grand
Tango, per violino e archi ASTOR PIAZZOLLA, Cafe 1960, per violino e bandoneon PER ARNE GLORVIGEN, Tango Funèbre, per bandoneon e archi ASTOR PIAZZOLLA/SVERRE INDRIS JONER/PER ARNE GLORVIGEN, Tristeza
de un doble A, per bandoneon e archi ASTOR PIAZZOLLA/ANDREI PUSHKAREV, Little Italy, per
vibrafono solo ASTOR PIAZZOLLA/JOSÉ BRAGATO, Vardarito, per violino e archi ASTOR PIAZZOLLA/ANDREI PUSHKAREV, Celos, per violino,
vibrafono e archi; Michelangelo ’70, per violino, vibrafono e archi
Dalle note dello Stresa Festival 2021 Gidon Kremer e Astor Piazzolla:
questa leggendaria combinazione di due tra i musicisti più influenti del 20°
secolo è iniziata nel 1966 con la prima registrazione di Kremer della musica
del maestro di tango argentino, che ha raggiunto vendite da classifica pop in
molti paesi e ha innescato una passione per Piazzolla negli ambiti di musica
classica. Da allora, Kremer e Kremerata Baltica hanno pubblicato
altre sei registrazioni di Piazzolla e hanno compiuto tournée con la sua musica
in tutto il mondo. Per celebrare il centenario di Piazzolla (e il 75°
compleanno di Kremer e il 25° compleanno di Kremerata) Gidon Kremer e Kremerata
Baltica ripropongono la sua musica nel corso del 2021. «Attraverso la sua
musica puoi percepire un’esperienza che ti rende allo stesso tempo gioioso e
triste. E in queste due parole, gioioso e triste,
potrei anche dire che nella musica di Astor la sorprendente combinazione di due
emozioni estreme si tengono insieme come nella musica di Franz Schubert.
Conosco pochissimi compositori in cui puoi percepirlo in modo così
appassionato».
Tres minutos con la Realidad è il primo
brano eseguito e diretto dalla spalla senza la presenza di Gidon Kremer che giunge solo al Gran Tango che segue, dove
emerge ineffabile il virtuosistico affiatamento tra direzione ed orchestra che
segnerà tutta la sera il ritmo incalzante di tecnica salda. Ecco che
appare anche il bandoneon di Per Arne Glorvigen ed insieme anche al violino di
Kremer, gustiamo le emozioni ed il dialogo tra i due strumenti di Cafe 1960. La tecnica e le abilità al bandoneon si
affermano d’imperio con il magnifico Tango funebre dove Glorvigen sbatte lo
strumento sulle ginocchia per scandire il tempo marcatamente e l’orchestra
pressante insiste sul tono, amplificandone l’effetto sonoro e creando atmosfere
inquietanti con un marciare ossessivo: decisamente di forte impatto!

La tristezza insita nelle atmosfere di
Piazzolla trovano spazi immateriali anche quando compare il suono del vibrafono
suonato da Andrei Pushkarev con evidente
passione creando suoni prolungati ed impalpabili da ricordare la liquidità
della glassarmonica esprimendosi in una sorta di delicata e soffusa danza con
qualche accento gioioso, che si dilata con Vardarito dalle atmosfere erotiche e
pregnanti di sensualità dominante. Nei brani successivi non vengono
risparmiate dissonanze imperiose e giocosità febbrili che lasciano il passo
all’ultimo bis che offre un tango molto conosciuto e direi commerciale, ma
interpretato con sapiente tocco sinfonico. La Musica vince sempre