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Friday, May 12, 2023

Vivaldi sacro, arte y música en Ferrara

Foto: Marco Caselli Nirmal per il Teatro Comunale "Claudio Abbado" di Ferrara

Athos Tromboni 

Este domingo de abril por la tarde, la ciudad celebró al santo patrón San Giorgio, el que protege a los pobres e indefensos, el caballero de Cristo que mata al dragón y se convierte en símbolo de la lucha del bien contra el mal. En la zona verde del interior de las murallas del Este, cerca del barrio homónimo de la ciudad donde se encuentra la antigua basílica del santo, antigua catedral de Ferrara en la Edad Media, la gente celebra subiéndose a las atracciones y saboreando los dulces-expreso de los puestos callejeros (almendras, turrones, azúcar hilado, bombones de chocolate aún calientes). La antigua basílica acoge ritos religiosos, oraciones y homilías que dan sentido al día de la patrona. En cambio, en el teatro, sobre el escenario del Comunale "Claudio Abbado", se escenifica un ritual que se repite por segundo año consecutivo: "Arte y Música" o Sacro Vivaldi, o sea Vittorio Sgarbi que le dice al público que llena el palcos y plateas, los llamativos conjuntos y los detalles menos llamativos -pero no banales- de cuadros famosos de Giovanni Bellini, Carracci, Guercino, Rembrandt, Van Rijn, Francisco de Zurbaran, Sironi. Los temas mostrados y narrados son la Virgen niña, la Virgen joven, la Virgen madre, las piadosas orantes (también estas eran jóvenes, adultas, ancianas), en definitiva, algunos topoi pictóricos del universo femenino, desde el Renacimiento hasta el siglo XX. Sgarbi interviene entre una actuación musical y otra, intercalando piezas de Vivaldi; habla, habla y habla; y con su sabiduría, además de lo que el histrionismo, entretiene al público que permanece concentrado en silencio, mientras respeta también en silencio respeta las actuaciones musicales y el canto del Sacro Vivaldi. Sobre el escenario toco la Orchestra Barocca Città di Ferrara dirigida por el maestro violinista Antonio Aiello en el papel de Konzertmeister. También estuvo el Coro Accademia dello Spirito Santo guiado por Francesco Pinamonti, un conjunto que una vez más demuestra ser la realidad musical ferraresa más hermosa que ha madurado en los últimos diez años. «... continúa la empresa ferrarese de diálogo con la gran música, en particular con la de Antonio Vivaldi, como se hizo con dos obras inéditas el año pasado - explicó Vittorio Sgarbi en los días anteriores a la prensa de la ciudad – y yo participaré con la orchestra barocca di Ferrara en el encuentro con un Vivaldi perenne, un Vivaldi sagrado, aunque en realidad nunca es sagrado, como nunca es profano. Lo que emerge es el alma del hombre, que el músico veneciano interpreta con su música y que contaré con algunas pinturas y esculturas.»  El concierto comenzó con el Concierto para violín a dos coros para la Santísima Asunción de la Virgen María RV 582 [Concerto per violino in due cori per la Santissima Assunzione di Maria Vergine RV 582] seguido del Domine ad adjuvandum me, Festina RV 593; y del Kyrie RV 587, posteriormente el Concierto para cuerdas en sol menor RV 156 [Concerto per archi in sol minore RV 156] y finalmente el Magnificat RV 611; también en escena estuvieron las voces solistas de la soprano Carlotta Colombo y la contralto Chiara Brunello, quienes cantaron muy bien. Desde el punto de vista musical, el Vivaldi interpretado por el director Aiello convenció plenamente al público, pues más allá de la belleza melódica y el virtuosismo inherentes a las partituras del Cura Rojo, la habilidad con la que el Konzertmeister supo combinar los planos sonoros y los tempos de instrumentos y voces, incluyendo solistas y coro. En definitiva, fue un espectáculo cultural y musical en conjunto, con un impacto efervescente. La dirección del video también está bien pensada, curada por Domenico Giovannini. El espectáculo, como se puede intuir, nació y fue propuesto como una producción original de la Fondazione Teatro Comunale de Ferrara.



Monday, May 13, 2019

“Racconterò in frammenti le parole di una canzone” Leggenda di Sant’Andrea, “Vercelli book”, vv.2973-76 FANTAZYAS - Vercelli


Renzo Bellardone

800 anni e non li dimostra: la basilica di Sant'Andrea di Vercelli è uno dei monumenti più importanti e conosciuti della città di Vercelli. Si tratta di un esempio precoce di architettura gotica italiana, ispirato a modelli cistercensi. La prima pietra per l'edificazione della nuova basilica fu posta, alla presenza del vescovo Ugone, il 19 febbraio 1219. Il cardinale era da poco tornato dall'Inghilterra. La ricorrenza degli 800 anni ha ispirato la città ad una serie di manifestazioni culturali, tra cui l’arrivo a Vercelli e per la prima volta in Italia, di una delle copie esistenti della Magna Charta Libertatum, il documento scritto in latino che il re d'Inghilterra Giovanni Senzaterra  fu costretto a concedere ai baroni suoi diretti feudatari nel 1215, riconoscendo così per la prima volta che nessuno è al di sopra della legge (sovrano compreso) e che ognuno ha diritto ad un processo equo. La pergamena, proveniente dalla cattedrale di Hereford, è il fulcro della mostra “La Magna Charta - Guala Bicchieri e il suo lascito”, allestita nell'Arca di San Marco a Vercelli fino al 9 giugno.

“Racconterò in frammenti le parole di una canzone” Leggenda di Sant’Andrea, “Vercelli book”, vv.2973-76 FANTAZYAS Roberto Balconi e Carlotta Colombo : voci Donato Sansone e Massimo Sartori : flauti, ance, salterio, arpa, citola, viella, flauto da tamburo, synphonia. Sigerico arcivescovo di Canterbury, in lode di S.Andrea Quando d’aprile… Da Calais a Saint Maurice Verso il San Bernardo Avete del buon vino e del buon pane? Il Cammino di Sant’Orso A te Andrea. Il ‘Vercelli Book’ è un manoscritto su pergamena redatto in uno Scriptorium in Inghilterra verso la fine del X secolo. La lingua del testo è l’anglosassone. Il volume contiene 23 omelie in prosa concernenti importanti solennità della Chiesa e 6 componimenti poetici. Dal ‘Vercelli Book’ , che narra la storia del cammino di Sigerico, ora ben più conosciuto come via Francigena, è stato tratto il programma del concerto, come facilmente si evince anche dai titoli proposti. Nel lontano ed illuminato Medioevo  non esisteva ancora l’opera lirica, ma già si narrava di storie e leggende, di uomini in lotta e di donne pettegole, di avventure ed avventurieri, di cammini, di luoghi e di incontri. Ecco infatti la ricerca del buon vino e del buon pane lungo il cammino da Canterbury a Roma, ma che in questo caso si ferma a Vercelli. Il Salone Dugentesco  fu costruito all'inizio del XIII secolo, per accogliere i pellegrini ed i viandanti che percorrevano la via Francigena ed è situato proprio di fronte alla Basilica di Sant’Andrea e quindi cornice ben adatta ad ospitare la celebrazione in concerto! Le voci sono quella luminosa e cristallina di Carlotta Colombo che molto sicura anche nei registri più acuti calamita l’attenzione del pubblico; l’altra ottima voce è quella di Roberto Balconi in timbricità tenorile, che con la vasta esperienza e tecnica riporta davvero indietro nel tempo e le sfumature verso il baritonale non fanno che aumentare la piacevolezza dell’ascolto. Gli strumenti, copia perfetta di quelli originali, sanno trasmettere i suoni tipici della musica dell’epoca, peraltro sempre ricca di colorazioni ed emozioni. Donato Sansone fa un breve escursus che inquadra i temi del concerto e poi agli strumenti ed anche voce insieme a Massimo Sartori. Il quartetto sa ricreare atmosfere antiche e far assaporare suggestioni visionarie! La Musica vince sempre.