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Saturday, July 12, 2014

L’Incontro…Distacco e nostalgia - Marina Bartoli (soprano), Giovanni Sollima (violoncello)

Renzo Bellardone

BAVENO FESTIVAL 2014 – 11 luglio ore 21,30 Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso. L’Incontro…Distacco e nostalgia Marina Bartoli- soprano, Giovanni Sollima- violoncello

“Memory” è stato il primo brano ascoltato dalla  luminosa e  dolce voce di Marina Bartoli con l’accompagnamento dell’eclatante violoncello di Giovanni Sollima. Il viaggio si è snodato dal 1470 con musiche di Pierre Verdelot ed attraversando Monteverdi, Vivaldi e Barbara Strozzi, giunge agli anni di Dowland, Śostakovič e Sollima stesso. Seppur comunemente associato alla musica classica, tra le mani di Sollima, il violoncello è assurto a strumento polifonico strettamente associato ad ogni tipo di musica e corrente musicale: l’ecletticità interpretativa ha portato lo strumento a elemento e voce in grado di interpretare e reinterpretare qualsiasi rigo. Parlare di improvvisazioni, rielaborazioni  e variazioni, per il grande violoncellista, sembra addirittura riduttivo:  tra pizzicati e armonici trascina l’entusiasmo del pubblico a vette da rockettari. Marina Bartoli, naturalmente elegante, inizia il concerto con voce quasi trattenuta a simboleggiare la nostalgia del ricordo. Con i campanelli tra le mani a segnare il tempo e con intrusioni scenografiche tra il pubblico ha interpretato cadenzate ballate cinquecentesche per poi esplodere in acuti cristallini che hanno disegnato un equilibrio aereo con il violoncello; il soprano, senza soluzione di continuità, è subentrato  con la voce al pianissimo delle corde raggiungendo un’armonia che ha saturato di piacevoli colori le navate della chiesa. Gli assolo di Sollima hanno colto sensazioni dolcissime e struggenti per esplodere in virtuosismi  evocanti treni in corsa e stridori di freni, con piccolo archetto lanciato alla fine del brano e lasciarsi poi andare in melodie narranti che ben si  coniugano con la dolcezza romantica della voce di Bartoli. Veramente un duo interessante che ci si augura di reincontrare nelle prossime stagioni ed ancor più di reincontrare nell’accogliente atmosfera del festival di Baveno che di anno in anno si va affermando come una delle perle del Lago Maggiore. Speriamo che la Musica vinca sempre

Tuesday, July 31, 2012

Baveno Festival 2012 - Umberto Giordano - The Interpretation of Dreams


Foto: Baveno Festival 2012

Renzo Bellardone

Baveno, Cave 15 luglio Concerto nelle Cave ‘The Interpretation of Dreams’ Giovanni Sollima e Monika Leskovar – violoncelli

Le proiezioni di Sebastiano Romano, a tutta parete raffigurano paesaggi naturali e spazi oltre il tempo dentro a cui, in fusione vibrante, si inserisce la suite in re minore di Marais fedelmente eseguita dall’eclettico Giovanni Sollima e da Monika Leskovar al violoncello. L’incontaminata purezza delle immagini ospita poi, a celebrazione dei 150 anni dalla nascita di C. Debussy, il Prelude trascritto da Sollima ed interpretato dai due violoncelli vibranti in un infinito dissonante: pizzicati, spaziale liricità, senso del profondo e del sospeso, danze aeree. Poi Sollima diventa il Sollima che si conosce e che si attende: sollevato il violoncello lo trasporta per tutta la sala suonandolo in ampliamento di sonorità con il palco: i dieci episodi di The Interpretation fo Dreams prendono vita e la platea vibra all’unisono con le corde mastellate e la tavola armonica percossa. Il violoncello si trasforma in violino, tamburi, chitarra, contrabbasso: lasciato l’arco, il violoncellista pizzica e percuote tavola e corde con esuberanza od introspezione traendo tremoli e poi ruvide sonorità con l’arco ribaltato. Giungono ricordi di ballate popolari quasi propiziatorie di amori carnali, urla di sconforto nell’opprimente quotidiano, esuberanze giovanili ed ostinatezze senili; riecheggiano tamburi africani e danze del West tra un sogno infantile ed i colori della speranza. Per comprendere la varietà di mondi visitati è necessario citare alcuni dei brani interpretati: I Hide Myself (le parole di Emily Dickinson), Du Bist Wie Eine Blume (Robert e Clara Schumann), Virginia Woolf- il flusso di coscienza, Frida’s dream?; Calamity Jane . Il bis è un brano del compositore stesso che viene suonato su unico violoncello, quello di Monika Leskovar, ad archi incrociati: mentre Sollima suona su una corda, le altre vengono sfiorate dalla violoncellista: Gli archi si incrociano, ma non si sfiorano in una spasmodica ricerca l’uno dell’altra creando un quadro musicale inconsueto che trasforma il concerto in una ‘esperienza di vita’ che scava, esalta, nutre ed apre nuove strade di pensiero e di sentire. La Musica vince sempre.