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Monday, July 23, 2018

Otello de Verdi en Como Italia


Foto: 200.com

Massimo Viazzo

Volvió a Como el proyecto veraniego 200.com, que ha involucrado por sexto año consecutivo en el montaje de un gran titulo operístico a la ciudad lacustre.  Este año le ha tocado su turno a la extrema obra maestra verdiana Otello.  En especial, la población ha participado en las actividades preparativas, culminando con la formación del coro que efectivamente cantó con dedicación y entusiasmo durante el transcurso de las tres funciones.  La función a la que asistí tuvo que efectuarse dentro del Teatro Sociale a causa del mal tiempo, ya que normalmente las producciones operísticas están previstas para un espacio abierto denominado Arena. Este hecho limitó los movimientos escénicos, que un poco a la fuerza, la preparada directora de escena Silvia Paoli debió redimensionar.  No obstante, el impacto de ciertas escenas fue notable entre el público, en especial la realización del último acto, con una sorprendente serie de mujeres con vestidos matrimoniales que desfilaban sobre el escenario y entre los pasillos del teatro, durante la Canzone del Salice, testimonio de las victimas de los feminicidios tan actuales hoy. Visualmente y de gran impacto estuvo el final del ultimo acto, con un Otello literalmente enredado en una telaraña roja, como también los mimos con cabezas de caballo (animal ardiente y apasionado) que vagaban a menudo inquietantes en el escenario para destacar algunos episodios de la trama.  El elenco presentó a Francesco Anile en el papel protagonista. El tenor calabrés agradó por su squillo (electrizante en su Esultate) pero le faltó algo más en los pasajes muy liricos, ello como resultado de un fraseo monocorde.  Sarah Tisba mostró un grato color haciendo una intensa Desdémona, de emisión suave y bien proyectada.  También Angelo Veccia gustó. Su Yago, negro tejedor de las tramas mas oscuras, fue cantado con seguridad y carisma.  Cuidados estuvieron los personajes del entorno como: Oreste Cosimo (Cassio), Nico Franchini (Roderigo), Shi Zang (Ludovico), Massimiliano Mandozzi (Montano) y Caterina Piva (Emilia).  Jacopo Rivani, director de orquesta capaz, que supo coordinar poniendo orden y experiencia a los solistas, al coro y a la Orquesta 1813.

Otello in Como, Italia


Foto: 200.com

Massimo Viazzo

E’ tornato a Como il progetto estivo 200.Com, un progetto che ha coinvolto la città lacustre per il sesto anno consecutivo nell’allestimento di un grande titolo operistico. Quest’anno è toccato all’estremo capolavoro verdiano Otello. In particolare la popolazione ha partecipato alle attività preparatorie finalizzate alla formazione del Coro che ha poi effettivamente cantato con dedizione ed entusiasmo nel corso delle tre recite. La recita a cui ho assistito, causa maltempo, è stata effettuata all’interno del Teatro Sociale, ma normalmente l’allestimento dell’opera viene previsto per uno spazio all’aperto denominato Arena. Questo fatto ha un po’ limitato i movimenti scenici che gioco forza la preparata regista, Silvia Paoli, ha dovuto un po’ ridimensionare. Ciononostante l’impatto di certe scene è stato notevole sul pubblico, prima fra tutte la realizzazione dell’ultimo atto, con una serie scioccante di donne in abito da sposa che sfilavano sul palco (e anche all’interno della sala) durante l’esecuzione della Canzone del Salice, testimoni e vittime degli atti violenti di femminicidio così attuali al giorno d’oggi. Visivamente di grande impatto la fine del secondo atto, con un Otello letteralmente irretito in una rete-ragnatela rossa, e anche i mimi con testa di cavallo (animale focoso e passionale) che vagavano spesso, inquietanti, in palcoscenico a sottolineare alcuni episodi della trama. Il cast presentava Francesco Anile nel ruolo del protagonista. Il tenore calabro è piaciuto per lo squillo (elettrizzante il suo Esultate), ma è mancato un po’ nelle parti più liriche, risultate di fraseggio un po’ monocorde. Bel colore ha sfoggiato Sarah Tisba, una Desdemona intensa, di emissione morbida e voce ben proiettata. Anche Angelo Veccia è piaciuto. Il suo Jago, nero tessitore delle trame più oscure, è stato cantato con grande sicurezza e carisma. Curati anche tutti i ruoli di contorno, Oreste Cosimo (Cassio), Nico Franchini (Roderigo), Shi Zang (Ludovico), Massimiliano Mandozzi (Montano) e Caterina Piva (Emilia). Jacopo Rivani, direttore preparato, ha saputo coordinare con ordine ed esperienza  i solisti, il coro e l’Orchestra 1813.

Tuesday, July 11, 2017

Nabucco en Como, Italia

Foto: Alessia Santambrogio

Massimo Viazzo

En el ámbito del proyecto 200.Com, ya en su quinto año, que involucra a una gran parte de la ciudad de Como para el montaje de una ópera al inicio del verano en la Arena (espacio al aire libre en la parte trasera del Teatro Sociale y normalmente utilizado como estacionamiento), se escenificó, en tres funciones, el primer gran éxito verdiano, Nabucco. Sobre todo, fue el coro quien se benefició de la mayor contribución por parte de los ciudadanos de esta ciudad.  De hecho, junto al Coro Città di Como, un nutrido grupo de apasionados, llamados Coro 200.Com, cada uno con algunos conocimientos musicales se pusieron a prueba con la partitura haciéndolo con gran entusiasmo, y durante meses profundizaron la obra maestra verdiana viviéndola prácticamente en la cotidianidad de sus vidas diarias.  Por ello, un aplauso es para los directores del coro Giuseppe Califano, Giorgio Martano, Mariagrazia Mercaldo, Mario Moretti y Lidia Basterrechea, esta última guía del coro infantil del Teatro Sociale de Como.  Dirigir a esta enorme masa de coristas, más de doscientas personas, la mitad de ellos amateurs fue una gran empresa. Creíble estuvo el elenco, guiado por el experto Nabucco de Alberto Gazale, un barítono que sabe conjugar el canto suave y legato con la arrogancia y la altivez de un papel verdiano tan maduro.  A su lado, Elena Lo Forte interpretó una Abigaille de voz muy sólida, con agudos punzantes y una impactante presencia escénica. Muy bien también estuvo Abramo Rosalen, cuyo Zacarias fue cantado con firme emisión, timbre redondo y carisma. Con grato color, sobre todo en el centro, ofreció el tenor Manuel Pieratelli, un Ismael musical, siempre bien fraseado; como también lo fue la Fenena de Irene Molinari.  Estuvieron seguros también los comprimarios: Shi Song (Gran Sacerdote de Belo), Claudio Grasso (Abdallo) y Tiberia Monica Naghi (Anna). El joven Jacopo Rivani dirigió a la Orquesta 1813 con habilidad y pericia, concertando la partitura con gran seguridad, dando así tranquilidad al elenco completo, colocado, como se ha señalado, en un espacio abierto y por tanto no tan manejable como en un teatro. El director de escena Jacopo Spirei llevó el libreto de Temistocle Solera al mundo contemporáneo. Nada de judíos, nada de levitados, ni babilonios, sino pueblos que se cruzan con su propia historia, su cultura, su religión en el fondo de la tolerancia y de la intolerancia, con un tema de fuerte actualidad en el mundo actual. Aun así, el texto y la música fueron respetados y al final del espectáculo, ciertos versos que podían ser sorprendentes, gustaron al numeroso público. 

Nabucco - Como, Italia

Foto: Alessia Santambrogio

Massimo Viazzo

Nell’ambito del progetto 200.Com, progetto ormai giunto al suo quinto anno e  che coinvolge una larga parte della città di Como per l’allestimento di un’opera preparata all’inizio dell’estate nell’Arena (spazio en-plein-air retrostante il Teatro Sociale e usualmente adibito a parcheggio), è andato in scena, per un numero di tre recite, il primo grande successo verdiano, Nabucco. E’ soprattutto il Coro ad aver usufruito del maggior contributo da parte della cittadinanza comasca. Infatti accanto al Coro Città di Como, un nutrito gruppo di appassionati, denominati Coro 200.Com,  più o meno digiuni di competenze musicali, si sono cimentati nello studio della partitura con grande entusiasmo e per mesi hanno approfondito il capolavoro verdiano vivendolo praticamente nella quotidianità della vita di tutti i giorni. Un plauso quindi va fatto ai maestri dei cori, Giuseppe Califano, Giorgio Martano, Mariagrazia Mercaldo, Mario Moretti e Lidia Basterrechea, quest’ultima alla guida del Coro di voci bianche del Teatro Sociale di Como. Governare questa enorme massa di coristi, più di duecento persone la metà delle quali dilettanti, è stata una vera impresa.Credibile il cast, guidato dall’esperto Nabucco di Alberto Gazale, un baritono che sa coniugare il canto morbido e legato con la protervia e la superbia di un ruolo verdiano già così maturo. Accanto a lui Elena Lo Forte ha interpretato una Abigaille fiera e orgogliosa, con una vocalità solidissima, con acuti sferzanti, e una presenza scenica di impatto. Molto bravo anche Abramo Rosalen, il cui Zaccaria è stato cantato con emissione salda, timbrica rotonda e carisma. Bel colore, soprattutto nei centri, per il tenore Manuel Pierattelli, un Ismaele musicale, sempre ben fraseggiato, come pure la Fenena di Irene Molinari. Affidabilissimi anche i comprimari, Shi Zong (Gran Sacerdote di Belo),  Claudio Grasso (Abdallo) e Tiberia Monica Naghi (Anna). Il giovane Jacopo Rivani ha diretto l’Orchestra 1813 con abilità e perizia, concertando la partitura con grande sicurezza, dando così tranquillità all’intero cast, disposto, come detto, in uno spazio all’aperto e quindi non certo gestibile come in teatro. Il regista Jacopo Spirei ha calato il libretto di Temistocle Solera nel mondo contemporaneo. Niente ebrei, niente leviti, niente babilonesi, ma popoli che incrociano la loro storia, la loro cultura, la loro religione sullo sfondo della tolleranza e dell’intolleranza, un tema di forte attualità nel mondo moderno. Ma testo e musica sono stati rispettati e alla fine lo spettacolo, che poteva per certi versi essere spiazzante, è piaciuto al pubblico accorso numerossimo.