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Friday, April 1, 2016

La Pequeña zorra astuta en Turín



Foto: Ramella&Giannese - Teatro Regio  Torino

Renzo Bellardone


En el Regio de Turín inicio el ciclo Janáček con la presentación en estreno para esta ciudad de la fabula en música que cuenta la vicisitudes de la zorra Bystroušks, de su encuentro con el género humano, las humillaciones sufridas,  el encuentro con el amor, los éxitos, y el final, que con la persecución de la especie se llega a la ultima moral de la fabula: la vida continua.  Del punto de vista musical, no es fácil de escuchar inmediatamente y en ocasiones no resulta tampoco fácil, pero en otros momentos la música es particularmente delicada y fuertemente descriptiva como el zumbido de las moscas.  El montaje evidencia que hay unos costos, pero Robert Carsen ha sabido dispersar mucha poesía creando momentos atractivos.  La escena más espectacular resultó ser aquella con la tela blanca que simbolizaba el invierno que cubría las colinas y que gradualmente iba desapareciendo, justo como lo hace la nieve. La conducción de Jan Latham-Koenig resultó ser agradablemente atenta como también la del coro, y delicada fue la intervención de las voces infantiles. Las luces diseñadas por el propio Carsen con Peter Van Praet crearon una atmosfera de fabula, y sobresalieron los vestuarios de Gideon Davey, también diseñador de la escenografía. Por su parte, Philippe Giraudeau firmó las más envolventes coreografías y movimientos acrobáticos. Los intérpretes merecieron un aplauso por su buena interpretación colectiva y la lectura de una ardua escritura. La protagonista Lucie Silkenova además de haber dado prueba de su agilidad física demostró óptimas capacidades vocales afrontando un papel de grande empeño. Muy bellos fueron sus duetos Michaela Kapustová en el papel del zorro de quien Bystrouška se enamora y con quien forma una familia.  Interesante fue también el guardabosque interpretado con presencia y habilidad por Svatopluk Sem. Definitivamente estuvieron dentro de su papel todos los demás intérpretes.

Monday, January 25, 2016

La Piccola Volpe Astuta – Teatro Regio di Torino

Foto: Teatro Regio di Torino - Ramella&Giannese
Renzo Bellardone

Al Regio di Torino ha avuto inizio il ciclo Janáček, con la presentazione in prima assoluta per Torino della favola in musica che racconta le vicissitudini della volpe Bystrouška, dall’incontro con il genere umano, le umiliazioni da questi subite, l’incontro dell’amore, i figli, la fine! Ed appunto con la sua fine, ma con la prosecuzione della specie si trae l’ultima morale della fiaba:la vita comunque continua. Dal punto di vista musicale, l’ascolto non è immediato e talvolta non risulta neppure facile. In altri momenti invece la musica è particolarmente delicata o fortemente descrittiva come per il ronzio delle mosche. L’allestimento evidenzia che i costi vanno contenuti, ma Robert Carsen ha saputo aspergere soffusa poesia creando  momenti  attrattivi.  Diversi i momenti rilucenti per musica e scena: la volpe che ‘sindacalizza’ le galline contro il gallo oppure quando tra le colline imbiancate la volpe viene tragicamente uccis. La scena più spettacolare è risultata quella del  grande telo bianco che simboleggiando l’inverno copriva le colline si è gradualmente raccolto fino a sparire in un vallone, proprio come nella realtà la neve sparisce man mano restringendo sempre più l’area coperta. La direzione di Jan Latham-Koenig è risultata gradevolmente accorta ed attenta ed anche il Coro, diretto da Claudio Fenoglio,  ha dato  come al solito ottime prestazioni; delicato l’intervento delle voci bianche. Le luci disegnate dallo stesso Carsen con Peter Van Praet hanno ricreato l’atmosfera favolistica; di spicco i costumi di Gideon Davey, che ha anche realizzato le scenografie. Philippe Giraudeau ha invece firmato le più che coinvolgenti coreografie ed i movimenti acrobatici. Gli interpreti meritano veramente  ancora un applauso virtuale per l’ottima globale interpretazione e lettura di una scrittura impervia. La protagonista Lucie Silkenova, oltre ad aver dato prova di agilità fisica ha dimostrato ottime capacità vocali, affrontando un ruolo di grande impegno. Molto belli i duetti con Michaela Kapustová nel ruolo della volpe maschio di cui  Bystrouška si innamora e con cui ‘mette su famiglia’. Interesanti anche quelli con il guardiacaccia interpretato con grande presenza ed abilità da Svatopluk Sem. Decisamente in ruolo tutti gli altri interpreti. La Musica vince sempre.