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Thursday, September 3, 2026

Luzener Sinfonierorchester & Mario Brunello - Stresa Festival 2026

Foto: Stresa Festival 2026

Renzo Bellardone

Quando l’essere umano entra in contatto con l’impalpabile e la fantasia positiva, si trova trasportato in mondi altri, dove il tempo e lo spazio non hanno più senso! 

Mario Brunello, violoncello Luzerner Sinfonieorchester Michael Sanderling, direttore DVOŘÁK A. DVOŘÁK, Concerto per violoncello e orchestra in si min. op. 104 A. DVOŘÁK, Sinfonia n. 7 in re min. op. 70

Nella serata dedicata a DVOŘÁK, si è assistito e partecipato ad un concerto eccezionale per intensità e pura bellezza. Qualche spettatore ha commentato che dopo un concerto simile non ci si può più accontentare di esecuzioni mediocri, a sottolineare l’estrema bellezza coinvolgente del concerto offerto dallo Stresa Festival che ha visto sul palco la Luzerner Sinfonieorchester (in attività da oltre 200 anni) e diretta per l’occasione dal Maestro Michael Sanderling ed interprete d’eccezione al violoncello il direttore artistico del Festival, Mario Brunello. Mario Brunello affermato violoncellista italiano si è esibito come solista o in formazioni e con direttori di fama internazionale, veramente in occasioni di assoluta importanza e non a caso vanta una discografia di rilievo; suona un violoncello Pietro Santo Maggini, ritenuto uno strumento dal suono luminoso che ad ogni nota libera colori chiari e scuri. La Luzerner  con la chiara direzione di Sanderling fa veramente volare il suono  che arriva a commuovere, tanto risulta espressivo e penetrante. La Musica da sempre fa compiere viaggi immaginifici, quando poi la maestosità e solennità della composizione si avvale di una esecuzione memorabile, certamente vien da dire che La Musica vince sempre



 


 

Tuesday, September 14, 2021

Pablo Ziegler e l’Orchestra Senzaspine – Palacongressi Stresa, Stresa Festival 2021

Foto: Stresa Festival

Renzo Bellardone

«Non c’è dubbio che Ziegler porti il tango a livelli di ricercatezza e raffinatezza probabilmente inimmaginati da Piazzolla» (Chicago Tribune). Per decenni Pablo Ziegler, pianista, compositore e arrangiatore nato a Buenos Aires, è stato una delle figure più importanti del Nuovo Tango argentino, il vibrante ibrido musicale del tango tradizionale, del jazz americano e della musica colta europea. Dopo aver suonato nel leggendario quintetto di tango di Astor Piazzolla per oltre un decennio, ed essere apparso nelle iconiche registrazioni del grande Maestro, Ziegler ha guidato i suoi gruppi per oltre 25 anni, perfezionando e reinventando i limiti della moderna tradizione del tango. Questa sera nel suo Hommage a Piazzolla si esibisce accompagnato dall’Orchestra Senzaspine diretta da Tommaso Ussardi e ospitando come guest star il sassofonista Marco Albonetti e Mario Brunello al violoncello.

Pablo Ziegler e l’Orchestra Senzaspine – Palacongressi Stresa 29 agosto 2021 Pablo Ziegler, pianoforte Mario Brunello, violoncello Marco Albonetti, sax Orchestra Senzaspine Tommaso Ussardi, direttore Hommage à Piazzolla P. ZIEGLER, Asfalto A. PIAZZOLLA, Introduccion al Angel; Imagenes 676 P. ZIEGLER, Milongueta  A. PIAZZOLLA, Fuga y Misterio; Otoño Porteño P. ZIEGLER, Milonga del Adios A. PIAZZOLLA, Años de Soledad; Oblivion; Libertango

Pablo Ziegler è certamente un raffinato compositore ed interprete al pianoforte. La sua Musica sprigiona sonorità particolari e sa cogliere sia l’essenzialità che il multicolore dei vari strumenti che propongono emozioni soffuse, immagini colte sulla strada o intime perlustrazioni. La nota di malinconia spezzata dalla allegra follia che segna la poesia, la narrativa e la Musica di quelle regioni del mondo, spiccano tenacemente fungendo da evidenziatori definiti nel quadro complessivo. L’abbinamento Ziegler – Piazzolla risulta del tutto evidente all’ascolto di temi, tempi e atmosfere.I due interventi solistici connotano la serata con “quel tocco in più” ed infatti Marco Albonetti con i suoi sax crea divertimento e avvolgenti abbracci in una narrazione melodica. Mario Brunello, direttore artistico dello Stresa Festival,  al violoncello con il solo Ziegler al pianoforte senza orchestra, evidenzia la comprovata tecnica coniugata alla evidente passione, offrendo molta bellezza all’ascolto. Il direttore dell’orchestra SenzaSpine, Tommaso Ussardi  dirige con precisione ed attenzione con gesto chiaro e lineare. Il rischio ad eseguire Piazzola è la banalizzazione in quanto sovente sono brani conosciuti e quindi anche commerciali; Ussardi ed i Senza spine non cadono nel tranello ed anzi elevano la scrittura alla dignità che compete e che la fa gustare con delicata raffinatezza. Tra Tanghi, Milonghe ed atmosfere da luci basse il concerto coglie l’attimo fuggente della bellezza! La Musica vince sempre!






Mario Brunello, Filarmonica della Scala e Gianandrea Noseda Palazzo Congressi Stresa 27 agosto 2021, Stresa Festival, 2021

Foto: Stresa Festival

Renzo Bellardone

Nell’incantevole paesaggio mozzafiato che si gode dal giardino Alpinia, all’Alpino di Stresa, alle ore 11 del soleggiato mattino, Giovanni Bietti racconta il concerto di Brunello, Filarmonica della Scala e Noseda!  Bietti parla della ciclicità della forma concertistica, del gigante Beethoven che cammina alle spalle dei compositori ottocentesci intimorendoli, dei chiari riferimenti alla 5° di Beethoven nella composizione di Brahms stasera proposta e brillanti aneddoti sul vino e gusto dello stesso abbinati alla figura di Brahms. Del concerto di Saint Saens cita la brevità e l’intensità al tempo stesso dove i tre movimenti vengono eseguito senza soluzione di continuità, collegati insieme dalla stessa frase, leit motiv.

Mario Brunello, Filarmonica della Scala e Gianandrea Noseda Palazzo Congressi Stresa 27  agosto 2021 C. SAINT-SAËNS, Concerto per violoncello n. 1 in la min. op. 33 J. BRAHMS, Sinfonia n. 1 in do min. op. 68

Il 27 agosto del 1962 l’Orchestra del Teatro alla Scala, diretta da Nino Sanzogno, inaugurava la prima edizione delle Settimane Musicali di Stresa. Quest’anno Gianandrea Noseda, dopo venti indimenticabili anni come direttore artistico del Festival, dirigerà nello stesso 27 agosto la Filarmonica della Scala nella Prima Sinfonia di Johannes Brahms, proprio come accadeva sessanta edizioni fa, passando simbolicamente il testimone al nuovo direttore artistico, Mario Brunello , violoncello solista nel Concerto n. 1 di Camille Saint-Saëns. Due grandi interpreti e un’orchestra di riferimento assoluto attendono il pubblico in una serata celebrativa che si annuncia tra le “imperdibili” del panorama concertistico italiano 2021, con un programma che propone due capolavori della seconda metà dell’Ottocento.

Il 27 agosto 2021, è la data che rinnova il ricordo e che suggella il passaggio di consegne tra Gianandrea Noseda direttore artistico per 20 anni e Mario Brunello neo direttore. Il passaggio di consegne è stato simboleggiato dal trasferimento della bacchetta direzionale da Brunello a Noseda e l’archetto del violoncello da Noseda a Brunello, gesto che ha commosso gli amici ed affezionati seguaci dello Stresa Festival. Il concerto n. 1 di Saint Saens viene recitato dal violencello di Brunello con avvolgente voce calda e narrativa; si! Il violencello inizia a raccontare...raccontare...raccontare! Il ricorrente leit motiv che lega i movimenti affiora e riappare a soddisfare l’attesa dell’ascolto in un magico momento. Generosamente Brunello offre due bis di cui il primo è un brano di Sollima che incontreremo a Verbania la settimana prossima ed il secondo una proposta armena con una corda libera e pizzicata.

‘Aimez vous Brhams?’ è il titolo di un capolavoro della cinematografia del ‘900 a cui possiamo dare ineffabile risposta positiva! E come non amare Brahms con la sua integrità, il suo rigore storico e rispetto della tradizione? Nelle mani poi della magnifica Filarmonica della Scala, la Sinfonia n. 1 diventa monumentale e la maestosa direzione di Noseda la eleva ai più sontuosi altari musicali. Il Maestro ha sempre un bel gesto ampio e di chiara lettura in sintonia con gli orchestrali: stregato letteralmente dalla musica raffinatamente estrae luci e bagliori con sottolineature delicate ma evidenti di quello che l’ascoltatore attende di sentire ed ecco che il chiaro riferimento alll’Inno alla Gioia beethoveniano affiora e si palesa senza timori e pudori. Lieti di poter vivere certi momenti e grati di saperli apprezzare! La Musica vince sempre.

Sunday, February 12, 2012

Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia - Lingotto, Torino

Foto: Pasquale Juzzolino

Massimo Viazzo

Che l’Orchestra dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia sia la miglior orchestra italiana è un dato di fatto. Naturale quindi avere molte aspettative sul concerto della stagione del Lingotto che la vedeva impegnata con Antonio Pappano e Mario Brunello, due interpreti che non difettano, certo, in comunicativa. Dico subito che si è trattato di una delle serate più coinvolgenti ed emozionanti della recente storia musicale del capoluogo piemontese. Intanto Brunello ha siglato un’interpretazione di riferimento, robusta, infuocata, del Concerto in si minore per violoncello e orchestra di Antonín Dvořák, che sapeva però sciogliersi in oasi poeticissime e nostalgiche di rara forza evocativa (in particolare nell’Adagio e nell’ultima parte del Finale). La bellezza timbrica del celebre Maggini, strumento appartenuto a Franco Rossi, fatto cantare da Mario Brunello con infinita morbidezza, ha letteralmente stregato il pubblico torinese che alla fine riusciva a strappare al violoncellista di Castelfranco Veneto due bis, un blues e un canto armeno, brani entrati ormai stabilmente nel suo repertorio. Antonio Pappano da parte sua sapeva governare con efficacia sia i momenti più epici che i ripiegamenti lirici della partitura, seguito alla perfezione da una compagine orchestrale impeccabile in ogni settore. Magnifica anche l’esecuzione della Sinfonia n. 1 di Edward Elgar, primo lavoro importante di tal genere nato in terra d’Albione e praticamente misconosciuto dalle nostre parti. Qui Pappano ha saputo evitare pompierismi e pomposità di maniera così nocivi a questa musica cesellando, invece, le frasi con una calorosa genuinità. Così l’Adagio di matrice bruckneriana, cuore emotivo dell’opera, suonava lieve ed etereo, ma mai sdolcinato. Grande successo ed ovazioni interminabili alla fine.

Thursday, September 2, 2010

Settimane Musicali di Stresa 2010: primi due appuntamenti!

Foto: Andrea Sacchi KS -StresaFestival 2010- Vladimir Ashkenazy - Sydney Symphony - Mario Brunello - Brunello Baroque Experience.

Massimo Viazzo



Per aprire la sezione principale delle Settimane Musicali di Stresa 2010, denominata “Visioni”, non poteva essere scelto lavoro più appropriato. La Terza Sinfonia di Alexandr Skrjabin è, infatti, opera utopistica, visionaria dalla prima nota all’ultima, così ardente, incandescente nello svolgimento, in perpetua lotta con se stessa per trovare una via d’uscita al rovello intellettuale che la permea. E Vladimir Ashkenazy con la sua Sydney Symphony, orchestra di cui è dall’anno scorso direttore principale, compagine duttilissima, reattiva, vibrante negli archi e compatta nei fiati, ha realizzato un’interpretazione di forte impatto drammatico, elettrizzante, spasmodica. Ashkenazy più che al colore orchestrale ha puntato alla sviluppo della tensione tra le linee musicali. E’ riuscito, così, a valorizzare quelle sottili congruenze derivanti dall’avvincente laconicità tematica. La serata era iniziata con una proposta insolita, la sconosciuta Rakastava Suite di Jean Sibelius, un’opera di rara suggestione panica, a cui seguiva un ”Imperatore” monolitico, ma timbricamente troppo uniforme. Il pianista Daniele Petralia, alle prese anche con qualche problema tecnico, ha suonato con un fraseggio monotono e una dinamica di spettro ridotto. Il concerto beethoveniano, nonostante la sontuosa parte orchestrale approntata dal direttore (e pianista) di origine russa, è parso, così, come svuotato di energia e la spinta propulsiva che gli è peculiare latitava pericolosamente.
Spinta propulsiva che, invece, può essere eletta ad atout nel secondo appuntamento del festival (il giorno successivo alla Sala Tiffany dell’Hotel Regina) con il Brunello Baroque Experience, ensemble ideato dal violoncellista Mario Brunello. E così, nella prima parte, il solista veneto ci ha restituito un Boccherini rigenerato, quasi reinventato, dove un respiro estrosamente improvvisativo schiudeva tesori inimmaginabili. Le frasi musicali si sviluppavano e si sovrapponevano con entusiasmo consentendo ad ogni strumentista di dare un tocco personale. Successo straordinario, poi, per Spasimo di Giovanni Sollima, brano di una visceralità contagiosa, irresistibile, una miscela esplosiva di mediterraneità (con chiari riferimenti classici e jazz), e reso da Brunello & co. con tensione esaltante ed umanità. Ogni nota, ogni frase musicale era vissuta come fosse il richiamo atavico di qualcosa di preesistente ed universale. Bellissimo!