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Wednesday, September 6, 2017

Macbeth en Turín

Foto: Ramella&Giannese
Renzo Bellardone

La puesta en escena de Emma Dante exaltó el poder maléfico de Lady Macbeth, así como los conflictos internos del protagonista, atormentado por los delitos cometidos.  La escena es expedita y hecha con pocos elementos escénicos, pero también es muy rica y bien contextualizada, no solo por los fáciles movimientos de las masas si no por la acción e interacción entre los personajes. Los colores sobresalen y el rojo permanece silencioso en contraste con el fondo negro, así como el color metálico de las coronas que aparece para invadir la escena. Solo hubo algunas perplejidades como los higos de la india o un esqueleto de caballo, que seguramente tenían algo de filológico y de un simbolismo no inmediato. De cualquier manera, la dirección fue vivaz y vivida con interesantes ideas y referencias, como la de San Sebastián en la representación de la muerte del rey Ducano. El director musical del teatro Gianandrea Noseda, estuvo indispuesto para dirigir por lo que designó a Giorgio Laguzzi, quien demostró habilidad para saber buscar el mejor ‘sonido’ para comunicar de la manera más completa, así como gesto claro y buena intensidad con el foso. El coro dirigido por Claudio Fenoglio en todas sus partes, tuvo buena presencia y movimientos coreográficas apegados a la idea de la dirección. Dalibor Jenis, barítono de voz bruñida y bien modulada tanto en los pasajes de incertidumbre como en su redescubierto coraje, se jactó de una buena presencia escénica que estuvo a favor de una cautivamente interpretación. 
Lady Macbeth fue personificada por soprano muy probada Anna Pirozzi, quien capturó los mejores acentos de la maldad del personaje y moduló la voz de manera apropiada.  Como Banco, Marko Mimica, se mostró decisivamente en su parte y sobresalió con voz profunda y colores muy interesantes, dando la apariencia exacta del personaje. El noble escoces, Macduff, tuvo a Piero Pretti, conocido del público turinés, quien entusiasmó particularmente en sus partes solistas. La narración tuvo a diversos intérpretes, de los cuales cabe resaltar la bravura de Alexandra Zabala en el breve, pero incisivo, papel de la dama de Lady Macbeth. Bien estuvieron, Sabino Gaita como Malcolm, el bajo Giuseppe Capoferri como el sirviente, y Lorenzo Battagion que con tremenda voz, imprimió vigor a la primera aparición, así como el sicario de Marco Spotelli.  En conjunto fue un sólido espectáculo desde la dirección, la interpretación y varios elementos como los vestuarios de Vanessa Sannino, las elegantes escenografías de Carmine Maringola y las esplendidas coreografías de Manuela Lo Sicco. Hace años acuñé una frase conclusiva que todavía me parece adecuada hoy. La música gana siempre.





Tuesday, July 11, 2017

Macbeth - Teatro Regio di Torino

Foto: Ramella&Giannese

Renzo Bellardone

Per gli amanti dell’opera è sempre una bella sfida affrontare partiture di repertorio, presentate registicamente con visioni nuove, ma ritengo che le sfide siano il sale della vita in ogni suo comparto e quindi ben vengano le regie della siciliana Emma Dante, che colora sempre le sue visioni con i colori della tradizione o del paesaggio siciliano !

La rappresentazione messa in scena da Emma Dante esalta il potere malefico di Lady Macbeth ed i dissidi interiori del protagonista, tormentato dai delitti commessi! La scena è pulita e fatta di poche elementi scenici, seppure molto ricca e ben contestualizzata: non solo facili movimenti di masse, ma azione e interazione tra i ruoli. I colori la fanno da padrone ed il rosso si staglia contro il nero dei fondali, così come il metallico delle corone, che salgono e scendono ad invadere la scena. Solo qualche perplessità per i fichi d’India e forse per lo scheletro del cavallo, ma certamente c’era da cogliere un filologico od un simbolismo non immediato. In ogni caso regia viva e vivida con interessanti spunti e riferimenti come a San Sebastiano, nella rappresentazione della morte di re Ducano. Il direttore musicale del teatro Regio di Torino, Gianadrea Noseda impossibilitato per salute a dirigere, ha indicato lui stesso Giorgio Laguzzi, il quale ha dato prova di grandi abilità e di saper ricercare il miglior ‘suono’ nella sua completezza comunicativa; gesto chiaro e buona intesa con la buca, è stato acclamato. Macbeth è l’opera della maturità (penultima solo a Falstaff) e risente quindi di esperienze e ricerche che ne fanno un vero capolavoro. A Torino è stato scelto un cast di livello che ben ha seguito le indicazioni di regia e di direzione musicale. Predominante il coro diretto da Claudio Fenoglio nelle varie formazioni, femminile, maschile o al completo e di assoluta presenza i movimenti coreografici, ben sopra le righe, ma contestualizzati all’idea registica: uomini con grandi falli che mettono incinte continuamente le streghe sempre con pance evidenti, a contraltare di Macbeth e della sua Lady, senza figli fino alla morte in solitudine ! Dalibor Jenis, baritono dalla voce brunita e ben modulata sia  nei toni dell’incertezza, che del ritrovato coraggio, vanta anche una buona presenza scenica che può solo deporre a favore di una interpretazione accattivante.  Lady Macbeth è interpretata da una collaudata Anna Pirozzi che coglie i migliori accenti della cattiveria del personaggio per modulare la voce appropriatamente. Marko Mimica, nel ruolo di Banco è decisamente nella parte e costituisce parte di rilievo sia con voce profonda e dai colori davvero interessanti, che nel porsi esattamente nei panni del personaggio. Macduff, nobile scozzese, incontra Piero Pretti ben noto al pubblico torinese, che nemmeno in questa occasione delude, anzi entusiasma in particolare nell’assolo.  La narrazione prevede molti interpreti, dei quali possiamo rilevare la bravura: Alexandra Zabala nel breve, ma incisivo ruolo della dama di Lady Macbeth, Sabino Gaita nei panni di Malcom; Il domestico è il basso Giuseppe Capoferri, mentre Lorenzo Battagion con voce tonante imprime vigore alla prima apparizione ed il sicario è Marco Sportelli. Complessivamente un valido spettacolo forte sia della partitura che della direzione, sia dalle interpretazioni che dai vari elementi dei costumi di Vanessa Sannino, che delle scene eleganti di Carmine Maringola e delle splendide coreografie di Manuela Lo Sicco. Anni fa ho coniato un mio motto conclusivo, che ancora oggi trovo ben attagliato.: La Musica Vince Sempre !