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Sunday, June 7, 2015

CO2 de Giorgio Battistelli estreno mundial en el Teatro alla Scala de Milán

Foto: Marco Brescia & Rudy Amisano

Massimo Viazzo

An inconvenient Truth de Al Gore es la base de la nueva ópera comisionada a Giorgio Battistelli por el Teatro alla Scala con motivo de la Expo 2015  Milano.  CO2 es una obra de fuerte connotación ambientalista, en la que la obra tierra se identifica como un enfermo hoy casi incurable dañado irremediablemente por el propio hombre en una caída en espiral hacia la autodestrucción, en un dramático recorrido que nos lleva del edén bíblico a la conferencia de Kioto, pasando por la globalización alimenticia, huracanes y tsunamis. En el último verso del libreto el climatólogo David Adamson con amarga sabiduría afirma “If I am the cause, then I am not also the cure?”  Battistelli organizó la ópera en un prologo. 9 escenas y un epilogo, utilizando formas típicas del teatro musical más tradicional como arias, duetos, coros, y partes declamadas, mientas que la música, compacta y de timbre reluciente, supo ilustrar e narrar dramáticamente le diversas situaciones, con una atención particular a los ritmos percusivos. Robert Carsen organizó un espectáculo de gran impacto visual con un uso casi virtuoso de las videoproyecciones encuadradas en una enorme pantalla de computadora.  Muy bien el joven director Cornelius Meister quien mantuvo las riendas de una partitura casi compleja sobretodo logrando no perder nunca de vista la relación entre el foso y el escenario. El elenco resultó ser muy homogéneo teniendo gran merito Anthony Michaels-Moore (Adamson), Pumeza Matshikiza (Eva), Sean Panikkar (Adamo) y el insinuante David DQ Lee (Serpente). De buen nivel estuvo la prestación del óptimo coro de la Scala dirigido por Bruno Casoni.  Éxito por parte del público. 

CO2 - Teatro alla Scala, Milano

Foto: Marco Brescia & Rudy Amisano

Massimo Viazzo

An inconvenient Truth di Al Gore è alla base della nuova opera commissionata dal Teatro alla Scala a Giorgio Battistelli in occasione di Expo 2015 Milano. CO2 è un lavoro di forte connotazione ambientalista, in cui la terra viene identificata come un malato ormai quasi incurabile danneggiato irrimediabilmente dall’Uomo stesso in una discesa vorticosa verso l’autodistruzione, in un drammatico percorso che porta dall’Eden biblico alla conferenza di Kyoto attraverso globalizzazioni alimentari, uragani e tsunami. Nell’ultimo verso del libretto il climatologo David Adamson con amara consapevolezza afferma “If I am the cause, then am I not also the cure?”. Battistelli organizza l’opera in un prologo, 9 scene e un epilogo, utilizzando forme tipiche del teatro musicale più tradizionale come arie, duetti, cori e parti declamate, mentre la musica, compatta e timbricamente cangiante, sa illustrare e narrare drammaticamente le varie situazioni, con un’attenzione particolare alle ritmiche percussive. Robert Carsen organizza uno spettacolo di grande impatto visivo con un uso quasi virtuosistico delle videoproiezioni incorniciate in un enorme schermo di computer. Bravo il giovane direttore d’orchestra Cornelius Meister a tenere le redini di una partitura così complessa soprattutto riuscendo a non perdere mai di vista il rapporto buca/palcoscenico. Il cast è risultato molto omogeneo, con una punta di merito per Antony Michaels-Moore (Adamson), Pumeza Matshikiza (Eva), Sean Panikkar (Adamo) e l’insinuante David DQ Lee (Serpente). Di livello la prestazione dell’ottimo coro scaligero guidato da Bruno Casoni. Buon successo di pubblico.