Showing posts with label Stephan Loges. Show all posts
Showing posts with label Stephan Loges. Show all posts

Sunday, April 10, 2016

La Creación de Haydn en Turín.

Foto: Robin Johannsen

Renzo Bellardone

‘La Creación’ ya su titulo causa escalofríos por la amplitud evocativa que el propio termino incluye y al mismo tiempo expande. Basta advertir la extensión emotiva explicita en el momento del Génesis ‘en principio dios creo el cielo y la tierra’  para sentirse menos que un grano de arena, el cual junto a todos los demás se convierte en una playa, pero que al final solo queda ese ‘grano de arena’. Con su composición, Haydn intentó quizás delinear la lectura más laica, excluyendo el pecado original pero manteniendo ciertamente por arriba de todo la figura paterna y amorosa del creador,  que no siembra terror o amenaza con castigar, si no que expande su amor. Gracias a la airosa y casi mística conducción de la Orquesta del Teatro Regio de Antonello Manacorda, los momentos de luz y armoniosidad pastoral fueron muchos y con el intento de recordar algunos citaré: ‘Cuantas son tus obras dios’ y ‘La gloria permanecerá eterna’ que tocaron las cuerdas mas intimas, también la de los no creyentes. De Manacorda se apreciaron su expresiva y bien definida gestualidad y la escrupulosa atención a los detalles de la difícil partitura, que es también insidiosa. Las tres voces fueron de todo respeto.  Robin Johannsen expresó encomiable luminosidad y agilidad. Es una soprano que verdaderamente amerita ser escuchada ya que sabe transmitir sentimientos y emociones. Los dos intérpretes masculinos fueron Stephan Loges un bajo de buen color pulido y profundidad no tenebrosa que con la voz acoge y envuelve.  El tenor Juan Francisco Gatell debutó el papel y era palpable la atracción inmediata de la escritura que compenetró y transmitió con la voz unida al corazón sensible, de una interesante y segura vocalidad por la que obtuvo el premio ‘Aureliano Pertile 2015’ El Coro del Teatro Regio dirigido por Claudio Fenoglio resultó ser una vez más protagonista y un componente esencial. 

Monday, December 7, 2015

‘Die Scӧpfung’di Franz Joseph Haydn Teatro Regio di Torino

Foto: Robin Johanssen - soprano

Renzo Bellardone

Die Scӧpfung’di  Franz Joseph Haydn Oratorio in tre parti, Antonello Manacorda-direttore, Robin Johannsen- soprano, Francisco Gatell- tenore, Stephan Loges- basso. Orchestra e Coro del Teatro Regio

‘La Creazione’: già il titolo mette i brividi per l’ampiezza evocativa che il termine stesso include ed al tempo stesso espande!  Basta avvertire l’implicita ampiezza emotiva dell’attimo della Genesi ‘In principio Dio creò il cielo e la terra’, per sentirsi meno del granello di sabbia, il quale  esclusivamente  insieme a tutti gli altri diventa spiaggia, ma che da solo resta ‘un granello di sabbia’. Haydn, con la sua composizione, ha forse tratto la lettura più laica, escludendo ‘il peccato originale, ma mantenendo certamente in cima a tutto la figura paterna ed amorevole del Creatore, che non semina  terrore e minaccia  punizioni, ma spande amore ! Grazie all’ariosa e quasi mistica direzione di Antonello Manacorda, i momenti di luce ed armoniosità pastorale sono stati molti e solo con l’intento di ricordarne alcuni citerei ’Quante son le tue opere Dio’ e il ‘Gloria rimarrà in eterno’ che toccano le più intime corde anche al miscredente più temperato. Di Manacorda  si sono apprezzate l’espressiva e ben definita gestualità e la scupolosa attenzione ai dettagli della  partitura difficoltosa, se non addirittura insidiosa; Le tre voci sono di tutto rispetto. Robin Johannsen ha espresso  luminosità ed agilità pregevoli: un soprano davvero meritevole di essere ascoltato in quanto sa trasmettere sentimenti ed emozioni, come peraltro anche gli altri due interpreti maschili: Stephan Loges basso con bel colore brunito e profondità non tenebrose che con la voce accoglie ed avvolge. Il tenore Juan Francisco Gatell ha debuttato il ruolo ed era palpabile l’attrazione subita dalla scrittura che ha compenetrato e trasmesso con la voce collegata al cuore sensibile; vocalità interessate e sicura che recentemente ha ottenuto il prestigioso  premio ‘Aureliano Pertile 2105’. Il Coro diretto da Claudio Fenoglio è risultato ancora una volta protagonista ed essenziale componente. La Musica cince sempre.