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Wednesday, August 7, 2013

Les Contes d'Hoffmann di Jacques Offenbach - San Francisco Opera

Foto: Cory Weaver - San Francisco Opera
 
Ramon Jacques
 
I racconti di Hoffmann, l'eredità di Jacques Offenbach, sono andati in scena all'Opera di S. Francisco nella revisione di Jean Christoph Keck e Michael Kaye che restituisce al capolavoro la sua dimensione originaria di opéra-comique, dove si alternano brani musicali e dialoghi che sono indispensabili per la coerenza drammatica della trama. La messa in scena era quella di Laurent Pelly, in coproduzione col Liceu di Barcellona (dove ha avuto luogo lo scorso febbraio), con eleganti costumi e scene, ispirati alla pittura simbolista del fiammingo Léon Spilliaert, in una perfetta dimensione per Hoffmann, che do continuo entrava e usciva dalla realtà per immergersi nel sogno. Il tenore Matthew Polenzani è stato superlativo, con una voce robusta e squillante e con una perfetta dizione francese, oltre a un'agiata disinvoltura scenica. Il soprano francese Natalie Dessay, mantenendo forse l'ultimo suo contratto con gli Stati Uniti, dopo aver annunciato il suo ritiro, ha dato vita a una delicata e credibile Antonia, con un canto scintillante e pieno d'emozione e sentimento. Il soprano Hye Jung Hong , Olympia, ha spiegato il suo virtuosismo vocale apportando la sua dose di grazia. Discreto è stato l'apporto vocale del basso Christian Van Horn che ha impersonato il vilain con voce profonda ma con scarsa e rigida presenza scenica. Buona figura anche per Angela Brower come Niklausse /La Musa, simpatica e spigliata sebbene la sua voce, pur di timbro brunito, fosse leggera per il ruolo, e per Irene Roberts come Giulietta, dai buoni mezzi vocali. L'orchestra, dal canto suo già uno dei punti di forza di questo teatro, ha dimostrato la solita solidità sotto la bacchetta sicura di Patrick Fournillier.

Wednesday, July 31, 2013

Los Cuentos de Hoffman en la Ópera de San Francisco

Foto: Cory Weaver / San Francisco Opera
 
Ramón Jacques
 
La Ópera de San Francisco presentó Los Cuentos de Hoffman de Offenbach en la versión de Jean Christoph Keck y Michael Kaye que restituye a la obra su origen de opéra-comique, alternando arias con diálogos y que incorpora arias y duetos que son indispensables para la coherencia dramática de la historia.  Se estrenó la producción de Laurent Pelly, coproducida con el Liceu de Barcelona (donde fue estrenada el pasado mes de febrero) de elegantes vestuarios y escenografias, inspiradas en las pinturas simbolistas del flamenco Léon Spilliaert,  que transmitieron la idea de que Hoffmann se mueve indistintamente entre el mundo real con el de sueños y su locura.  El tenor Mathew Polenzani estuvo sobresaliente, cantando con una voz robusta de calida tonalidad y clara dicción francesa. En escena se movió con naturalidad y desenvoltura.  En la que probablemente haya sido su último compromiso estadounidense después de anunciar recientemente su retiro, la soprano francesa Natalie Dessay personificó una delicada y creíble Antonia. Su canto se escuchó brillante y cargado de sentimiento y emoción. La soprano Hye Jung Hong mostró virtuosismo vocal como Olympia y aportó su dosis gracia. Discreto estuvo el bajo Christian Van Horn quien interpretó a los villanos con voz profunda, pero con rigidez y poca presencia. Muy bueno fue el desempeño de Angela Brower como Niklausse /La Musa, Simpática y desenvuelta escénicamente, aunque vocalmente de voz tenue pero oscura; y correcta estuvo Irene Roberts como Giulietta con buenos medios vocales. Como es costumbre, la orquesta, una de las fortalezas de este teatro, demostró precisión y homogeneidad en cada una de sus secciones, bajo la segura conducción de Patrick Fournillier.