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Saturday, May 21, 2011

La Partenope, o la Rosmira fedele - Murcia, Spagna

Fotos: Murcia Lírica
Ramón Jacques-  La Partenope, o la Rosmira fedele, il dramma in musica che Leonardo Vinci (1690-1730) compose per il Carnevale di Venezia del 1725, è stata l’opera scelta per concludere la stagione di Murcia-Lirica nell’Auditorium al Palazzo dei Congressi di Murcia, Spagna. Si tratta di una produzione finanziata dall’INAEM, il Ministero della Cultura spagnolo, per presentare per la prima volta in epoca moderna un’opera dimenticata da quasi 300 anni e che contiene forti vincoli storici tra la Spagna e Napoli, dato che il suo testo originale elaborato dal poeta Silvio Stampiglia (1664-1725) fu dedicato alla viceregina spagnola di Napoli Maria de las Nieves Téllez-Girón y Sandoval, duchessa di Medinaceli. La messa in scena ha debuttato nella città di León nel marzo 2009 e da allora è stata allestita da vari teatri spagnoli, così come dal Teatro San Carlo di Napoli, teatro in cui questo lavoro fu creato, e si è aggiudicato il riconoscimento come miglior produzione operistica del 2010 e come prototipo di allestimento del periodo barocco in Spagna nell’edizione del premio lirico del Teatro Campoamor di Oviedo. Per tale motivo questa produzione sarà pubblicata in DVD dall’italiana Dynamic. Il regista argentino Gustavo Tambascio, ideatore del progetto, ha offerto uno spettacolo elegante e suggestivo, fedele all’epoca dell’azione e ai luoghi dove si sviluppava la vicenda, con cura del minimo dettaglio nell’aspetto e nel movimento dei personaggi, dei ballerini, dei guerrieri e dei figuranti sopra la scena. Le scene di Ricardo Sánchez Cuerda fatte da teli dipinti (con la tecnica del trompe l’oeil), con palazzi, vulcani e l’iconografia dell’epoca, hanno creato differenti prospettive, spazi, ed effetti ottici molto belli. La scena era completata dai fastosi costumi di Jesús Ruiz e da una ricca gamma di colori grazie ad un’ottimo uso delle luci. Tra gli atti dell’opera di Vinci si sono intercalati intermezzi del compositore napoletano Domenico Sarro (1679-1744), seguendo la tradizione di alternare agli atti di un’opera seria con dei ed eroi passaggi più caricati da comicità e spontaneità. Tali intermezzi sono stati realizzati dal divertito e comico tenore e attore Pino di Vittorio che interpretava Eurille, il personaggio en travesti dei una nobile spagnola, e dal baritono Borja Quiza come Beltramme, i quali hanno cantato oltre alla musica di Sarro, “la copla sevillana (canzone sivilliano) La Zarzamora e un fandango di Josè de Nebra, il celebre compositore spagnolo del XVIII secolo. Il solido cast di specialisti del canto barocco presentava il soprano Sonia Prina che ha dato vita ad una Partenope intensa, cantata con timbro caldo e robusto, agilissima in ognuna delle sue esigenti Arie.  Il soprano Maria Grazia Schiavo ha trasmesso l’intensità e la passione del personaggio di Rosmira, nella sua parte scenica e con un timbro brillante e cristallino, precisa negli acuti e nella coloratura, particolarmente nella sua Aria di baule “Vuol tornare alla sua sponda”. Maria Ercolano ha dato vita ad un Arsace commovente ed espressivo, con voce sfumata e ben timbrata. La figura del principe Emilio si è arricchita per la presenza elegante e carismatica, e per la voce di timbrica brunita, del mezzosoprano Eufemia Tufano. Il tenore Stefano Ferrari è stato corretto nel ruolo del principe Armindo. A fronte della compatta e duttile orchestra barroca I Turchini il suo direttore Antonio Florio ha mostrato entusiasmo e consapevolezza stilistica del repertorio della Scuola Napoletana estraendo musicalità dalle accattivanti melodie contenute nella partitura.

Friday, May 13, 2011

Parténope de Leonardo Vinci en Murcia, España.

Fotos: Eufemia Tufano (Emilio); Maria Grazia Schiavo (Rosmira) y Sonia Prina (Parténope). Cortesía: Murcia- Lírica.
Ramón Jacques

Parténope o La Rosmira Fedele, el drama para música que Leonardo Vinci (1690-1730) compusiera para los carnavales de Venecia de 1725, fue la obra elegida para concluir la temporada de Murcia-Lírica en el Auditorio y Palacio de Congresos de Murcia, España. Se trata de la producción escénica que el INAEM-Ministerio de Cultura de España financió para presentar por primera vez en época moderna, una opera olvidada durante casi 300 años y que contiene fuertes vínculos históricos entre España y Nápoles, ya que su texto original elaborado por el poeta romano Silvio Stampiglia (1664-1725) fue dedicado a la virreina española de Nápoles María de las Nieves Téllez-Girón y Sandoval, duquesa de Medinaceli. La puesta escénica que se estrenó en la ciudad de León en marzo del 2009, y que ha sido escenificada desde entonces en diversos teatros españoles, así como en el venerable Teatro San Carlos de Nápoles, donde esta obra solía representarse, fue premiada a la mejor producción de opera del 2010 en España en la edición de los Premios Líricos del  Teatro Campoamor de Oviedo, por considerársele como un prototipo del gran espectáculo lírico del periodo barroco.  Por tal motivo, esta función fue grabada en vivo para ser editada próximamente en DVD por el sello Dynamic. El director de escena argentino Gustavo Tambascio, creador del concepto, ofreció un sugestivo y elegante espectáculo, fiel al tiempo y lugar donde se desarrolla la trama, cuidado hasta el más mínimo detalle tanto en apariencia y postura, como en los lentos y precisos movimientos de cada uno de los personajes, bailarines, guerreros y figurantes sobre la escena.
Las escenografías de Ricardo Sánchez Cuerda  de telones pintados (con la técnica pictórica del trompe l'œil)  con palacios, volcanes e iconografía de la época, crearon diferentes perspectivas, espacios y efectos ópticos muy gratos. La escena fue complementada por los fastuosos y admirables vestuarios de Jesús Ruiz y por una rica gama de colores en la iluminación. Entre los actos de la opera de Vinci, se intercalaron dos intermedios del compositor napolitano Domenico Sarro (1679-1744), siguiendo la tradición de alternar los actos de la opera seria de héroes y dioses con pasajes cargados de comicidad y espontaneidad. Dichos intermedios correspondieron al divertido y cómico tenor y actor Pino de Vittorio quien interpreto a Eurille, el personaje en travesti de una noble española, y junto al barítono Borja Quiza como Beltramme, cantaron, además de la música de Sarro, la copla sevillana La Zarzamora y un fandango de José de Nebra, el celebre compositor español del siglo XVIII. El sólido elenco vocal de especialistas en canto barroco, contó con la presencia de la contralto Sonia Prina quien dio vida a una distinguida e intensa Parténope que cantó con un timbre calido y robusto, muy ágil y dinámica en cada una de sus exigentes arias. La soprano Maria Grazia Schiavo, logro transmitir la intensidad y la pasión requerida por el personaje de Rosmira, en su actuación y con su brillante y cristalina voz, muy precisa en los agudos y la coloratura particularmente en su aria de baúl “Vuol tornare alla sua sponda”. Maria Ercolano, creó un expresivo y conmovedor Arsace, de colorida y matizada línea de canto en su voz de soprano.  La figura del príncipe Emilio se enriqueció de la elegante y distinguida presencia y la radiante tonalidad oscura en el canto de la mezzosoprano  Eufemia Tufano. El tenor Stefano Ferrari estuvo correcto en el papel del príncipe Armindo. Al frente de una compacta y dúctil orquesta I Turchini, su director Antonio Florio, mostró entusiasmo y conocimiento del estilo de la escuela de opera napolitana y extrajo la musicalidad y las gratas melodías contenidas en la partitura.

Monday, February 22, 2010

Intervista a Eufemia Tufano (mezzosoprano)

Foto: ©Eufemia Tufano - Adalgisa - Norma, Lecce©
La napoletana Eufemia Tufano ha intrapreso gli studi musicali nella sua città, conseguendo il diploma in musica barocca con Antonio Florio al Conservatorio San Pietro a Maiella La sua versatilità musicale è confermata dall’assidua collaborazione con il Festival della Valle d’Itria a Martina Franca, dove ha interpretato, oltre a numerosi concerti, Mosé in Egitto di Paisiello, Werther di Massenet (versione per baritono), Siberia di Giordano, Pietro il grande di Donizetti, Semiramide di Mayerbeer, Achille in Sciro di Sarro, Hérodiade di Massenet, Re Lear di Antonio Cagnoni (1828-1896) in prima esecuzione assoluta. Dal debutto avvenuto nel 2000, anno in cui ha cantato nella Cenerentola a Siena e nel Jongleur de Notre Dame, e nella Carmen al Ravenna Festival; Nabucco (Fenena) per il Luglio Musicale Trapanese e La clemenza di Tito (Annio) nel Circuito Lirico Lombardo; nel Trittico pucciniano che ha inaugurato la stagione 2002 dell’Opera di Roma; la partecipazione successiva alla Cenerentola (San Carlo di Napoli), l’Italiana in Algeri (Opera di Roma) e Giulio Cesare di Handel (Comunale di Bologna) Negli ultimi anni vale la pena ricordare soprattutto la Rodelinda di Handel alla Konzerthaus di Vienna, Bellini - ultime luci di Marco Betta a Lecce, Nabucco (Fenena) a Cagliari, l'inaugurazione della stagione 2007 del San Carlo di Napoli come Meg nel Falstaff diretto da Jeffrey Tate. È ancora Fenena, nello stesso anno, all'Opera Royal de Wallonie di Liegi e, nell'estate 2008, nella ripresa di Nabucco all'Arena di Verona. Eufemia è molto impegnata anche sul versante liederistico e oratoriale, in un repertorio che spazia da Bach, Purcell e Scarlatti a Stravinsky, De Falla e Weill. Di particolare rilievo le sue Liederabende dedicate a Schumann, Wagner, Berg, Mahler e Strauss, la sua esecuzione di musiche di Berlioz, Spohr, Tchaikovsky e Respighi. Ha cantato in più occasioni anche il Requiem di Mozart e lo Stabat Mater di Rossini e Pergolesi. Se segnalano gli importanti debutti nello Stabat Mater di Vivaldi, nella Partenope di Vinci a Oporto, Siviglia; Emilia nell'Otello verdiano a Londra, sotto la direzione di Sir Colin Davis. In questa intervista Eufemia ha acettato amabilmente di conversare sulla sua carriera.
Ramón Jacques

Quando hai deciso di fare del “canto” la tua carriera e come hai iniziato?

Ho deciso per caso ed abbastanza tardi direi….. grazie al suggerimento di un’amica cantante

Come definiresti oggi la tua voce?
Morbida,brunita,omogenea...questo è quanto dicono della mia voce

A chi non conoscesse la tua voce, cosa le faresti ascoltare?

Charlotte dal Werther di Massenet e Adalgisa dalla Norma di Bellini….includerei qualcosa di Handel

Chi sono i tuoi modelli, sia come mezzosoprani che come compositori?

In questo momento citerei Anne Sophie von Otter e Regine Créspin per quanto riguarda il passato…Mahler, Berlioz,Bach, Monteverdi e Handel sono i compositori che riaffiorano dal mio inconscio.

Qual è il ruolo che più si addice alla tua personalità? I tuoi ruoili preferiti?
Charlotte e Adalgisa…forse anche un po’ Cassandra da Les Troyens di Berlioz
Se dovessi dire un’opera che ti ha profondamente segnata quale citeresti?
Werther

Qual è il tuo ricordo più importanti sul palcoscenico?


Martina Franca: sono stata chiamata a sostituire, 24 ore prima, una “Charlotte”,è stata una bellissima esperienza..

E la tua carriera futura?
Spero di riuscire a fare ciò che è giusto per la mia voce e ciò che agli altri piacerebbe che io facessi sempre all’insegna della dignità e dell’onestà vocale……GRAZIE!

http://www.eufemiatufano.com/

Entrevista a Eufemia Tufano (mezzosoprano)

Foto: © Eufemia Tufano, Adalgisa en Norma - Lecce©

La mezzosoprano napolitana Eufemia Tufano inició sus estudios en su ciudad natal y obtuvo su diploma en música barroca con Antonio Florio en el Conservatorio San Pietro en Maiella (Salerno). Su versatilidad musical la ha llevado a colaborar frecuentemente con el Festival della Valle d’Itria en Martina Franca, Italia en diversos conciertos como en operas como: Mosé in Egitto de Paisiello, Werther di Massenet, Siberia de Giordano, Pietro il grande de Donizetti, Semiramide de Mayerbeer, Achille in Sciro de Sarro etc. Desde su debut en el 2000 como Cenerentola en Siena ha participado en Le Jongleur de Notre Dame en Roma, Carmen en Ravenna, Nabucco (Fenena) en el Luglio Musicale Trapanese, La clemenza di Tito (Annio) en el Circuito Lírico Lombardo e Il Trittico pucciniano con el que inauguró la temporada 2002 de la Opera de Roma, asi como Cenerentola en el Teatro San Carlo de Nápoles, l’Italiana in Algeri en Roma, y Giulio Cesare de Handel en Bolonia. En años recientes vale la pena mencionar su participación en Rodelinda de Handel en Konzerthaus de Viena, Fenena de Nabucco en Cagliari, la Opera Royal de Wallonie de Lieja, y la Arena de Verano (en el 2008), así como Meg en el Falstaff que dirigió Jeffrey Tate en la inauguración de la temporada 2007 del Teatro San Carlo de Nápoles. Su repertorio de concierto y oratorio incluye obras de Bach, Purcell, Scarlatti, Stravinsky, De Falla y Weill, y los lieder de Schumann, Wagner, Berg, Mahler y Strauss sin olvidar el Requiem de Verdi y los Stabat Mater de Rossini y Pergolesi, que ha interpretado en varias ocasiones. Éxitos recientes incluyen: el Stabat Mater de Vivaldi (con Antonio Florio), Partenope de Vinci en Oporto y Sevilla, y Emilia en Otello en Londres bajo la dirección de Sir Colin Davis. En esta breve entrevista, Eufemia nos da a conocer mas detalles sobre su carrera en el canto.

Ramón Jacques

¿Cuándo decidiste hacer del canto tu carrera y como iniciaste?

Decidí por casualidad y debo decir que bastante tarde, esto se debió a la sugerencia de una amiga mía cantante.

¿Cómo definirías actualmente tu voz?

La definiría como mórbida suave, bronceada, que es como me dicen que suena mi voz.

A quien nunca ha tenido al oportunidad de escuchar tu voz ¿Qué seria lo primero que le harías escuchara?

Le diría que escuchara Charlotte de Werther de Massenet y Adalgisa de Norma de Bellini. Incluiría también algo de Handel.

¿A quienes consideras como un modelo a seguir entre las mezzosopranos y los compositores?

En este momento citaría a Anne Sophie Von Otter y a Regine Créspin, en lo que se refiere a cantantes del pasado. Entre los compositores estaría: Mahler, Berlioz, Bach, Monteverdi y Handel que son los que afloran de mi subconsciente.

¿Cuales son tus papeles preferidos o los que más se adaptan a tu personalidad?

Diría que Charlotte y Adalgisa, y quizás también un poco Cassandra de la opera Les Troyes de Berlioz.

¿Cuál ha sido para ti el momento más memorable sobre un escenario?

Fue en Martina Franca, Italia, donde fui llamada 24 horas antes de la primera función para hacer una sustitución en el papel de Charlotte, y fue una bellísima experiencia.

¿Cuál seria entonces la opera que te ha marcado de la manera profunda?

En este caso, seria Werther.

¿Cómo vislumbras que será tu carrera a futuro?

Espero lograr hacer todo lo que es justo para mi voz, y que gustaría, pero haciéndolo bajo la insignia de la dignidad y la honestidad vocal. Gracias!