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Monday, August 16, 2021

Las Bodas de Fígaro en el Teatro alla Scala de Milán

Foto: Brescia & Amisano

Massimo Viazzo

El Teatro alla Scala finalmente ha reabierto al público, y casi 800 personas fueron admitidas en la sala para la representación de esta histórica producción de Le nozze de Figaro de W. A. Mozart. Con motivo del centenario del nacimiento de Giorgio Strehler, el célebre director italiano, el teatro le rindió homenaje con la reposición de una de sus creaciones más conocidas y exitosas, 40 años después de su estreno en Milán. Un espectáculo elegante, respetuoso, cuidado, teatralmente efectivo… pero también un poco envejecido. Por otro lado, sabemos: las direcciones de ópera a menudo transmiten su máxima eficacia cuando se llevan inteligentemente al presente. Fue entonces cuando Daniel Harding pensó en hacer que estas Nozze parecieran casi soñadas. La electricidad y el frenesí de la partitura de Mozart fueron muy atenuados por Harding, que eligió tempi mucho más lentos de lo habitual (sin liberar nunca la tensión interna de todos modos), cinceló las frases musicales como es raro de escuchar y mostró una extraordinaria sensibilidad tímbrica. Así que aquí está el sentimiento que mencioné anteriormente, a saber: el de no haber presenciado de manera realista una representación de Le nozze de Figaro, sino de haber soñado con ella… Y, en este sentido, la puesta en escena de Strehler fue la mejor que uno podría haber imaginado. El elenco fue de alto nivel, comenzando por la pareja de sirvientes, Rosa Feola y Luca Micheletti. Feola interpretó a una Susanna astuta y sensual con una voz clara, un timbre exquisito y una dicción absolutamente perfecta. Su interpretación del aria del cuarto acto fue magistral; un momento de verdadera suspensión del tiempo, también gracias a la concertación muy refinada de Harding. Micheletti dio voz a un Figaro simpático, enamorado, y con razón arrogante. Su sonido y su robusta emisión vocal combinados con un gran timbre y comunicación de actor convencieron completamente a la audiencia de la Scala. Simon Keenlyside, aunque mostró cierta incertidumbre vocal, encarnó con experiencia y gran destreza a un Conte siempre creíble, casual, a veces gruñón, pero, al final, después de su excitante perdón de la Contessa, muy humano. Julia Kleiter, con su timbre puro y su preciosa línea de canto, nos permitió captar ese lazo sutil que une a la Contessa de Mozart con la Marschallin de Der Rosenkavalier. El canto de la soprano alemana fue muy elegante pero también melancólico. Audaz y expresivo fue el Cherubino de Svetlina Stoyanova, cantado con emisión firme y timbre juvenil. Un elogio también a Anna Doris Cappitelli (Marcellina), Andrea Concetti (Bartolo), Matteo Falcier (Basilio), muy vivos en el escenario y vocalmente, e impecables en sus arduas arias; y sobre todo a Caterina Sala, una deliciosa Barbarina que ya está «estudiando» el rol de Susanna. Excelente, como siempre, el coro dirigido por Bruno Casoni.



Le Nozze di Figaro - Teatro alla Scala, Milano

Foto: Brescia & Amisano

Massimo Viazzo

Il Teatro alla Scala ha finalmente riaperto al pubblico: quasi 800 persone sono state ammesse in sala per la ripresa di queste storiche Nozze di Figaro. In occasione del centenario dalla nascita di Giorgio Strehler, il celebre regista italiano, il teatro gli ha reso omaggio con la ripresa di una delle sue realizzazioni più note e riuscite, a 40 anni dalla première milanese. Spettacolo elegante, rispettoso, curatissimo, teatralmente efficace, ma anche un po' invecchiato. D'altronde si sa: le regie d'opera trasmettono spesso la loro massima efficacia quando vengono calate con intelligenza nell'attualità. Ecco allora che ci ha pensato Daniel Harding a farci apparire queste Nozze come fossero quasi sognate. L'elettricità, la frenesia della partitura mozartiana è stata molto attenuata da Harding che ha scelto tempi molto più lenti del consueto (senza allentare mai la tensione interna comunque), ha cesellato le frasi musicali come è raro sentire e ha mostrato una straordinaria sensibilità timbrica. Ecco quindi la sensazione a cui accennavo prima, e cioè quella di non di aver assistito realisticamente ad una rappresentazione delle Nozze di Figaro, ma di averle sognate... E in questo senso l'allestimento di Strehler era il migliore che si potesse immaginare. Il cast è stato di alto livello, a cominciare dalla coppia di servitori, Rosa Feola e Luca Micheletti, La Feola ha impersonato una Susanna sagace e sensuale con una vocalità nitida, timbricamente squisita e assolutamente perfetta nella dizione. Magistrale la sua interpretazione dell'aria del quarto atto, un momento di vera sospensione del tempo, per merito anche della concertazione acquerellata di Daniel Harding. Luca Micheletti ha dato voce ad un Figaro simpatico, innamorato e giustamente spaccone. La sua emissione vocale sana e robusta unita ad grande comunicativa timbrica e attoriale ha convinto in pieno il pubblico scaligero. Simon Kennlyside pur mostrando qualche incertezza vocale ha impersonato con esperienza e grande mestiere un Conte sempre credibile, disinvolto, a tratti scontroso ma alla fine, dopo il suo emozionante Contessa perdono, molto umano. Julia Kleiter, con la sua timbrica pura e la sua linea di canto preziosa ci ha permesso di cogliere quel sottile legame che accomuna la Contessa mozartiana con la Marescialla del Rosenkavalier. Canto elegantissimo ma anche malinconico quello del soprano tedesco. Spigliato ed espressivo il Cherubino di Svetlina Stoyanova, cantato con emissione salda e timbrica giovanile. Un plauso anche ad Anna Doris Cappitelli (Marcellina), Andrea Concetti (Bartolo), Matteo Falcier (Basilio), molto vividi in scena e vocalmente, e inappuntabili nelle loro ardue arie, e soprattutto per la deliziosa Barbarina di Caterina Sala, una Barbarina che, si intuisce chiaramente, sta già “studiando” da Susanna. Ottimo come sempre il coro diretto da Bruno Casoni.