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Saturday, July 6, 2019

Porgy and Bess - Teatro Regio di Torino


Foto: Edoardo Piva 

Renzo Bellardone 
In una afosa giornata di luglio, quasi in simbiosi percettiva, ho scelto Porgy & Bess: una calda, anzi rovente storia di ribellione, uccisioni e polvere d’angelo tra gli usi e costumi dei discendenti degli schiavi delle piantagioni di cotone, narrati dalla stupenda musica di Gershwin. Si spengono le luci, arriva William Barkhymer il direttore artistico e musicale e come per incanto è subito ritmo…e che ritmo! Dalle trasparenze del sipario in un preciso gioco di luci affiorano i personaggi che iniziano a danzare e poi altri a far ‘girare i dadi’ in un turbinio di sound ricercato ed evoluto che descrive la vita a Catfish Row, bolla spaziale di micro mondo. La prima song  è cantata da Clara la moglie del pescatore Jake, la quale cullando tra le braccia il bimbo, intona la celebre ninna nanna Summertime! La storia è quella dello storpio Porgy che innamorato della donna più bella e ‘disinvolta’ del villaggio, ovvero Bess riesce finalmente ad averla come ‘sua donna’ dopo che questa è stata abbandonata da Crown, fuggito dopo aver ucciso Robbins; da qui un evolversi di situazioni tra polvere d’angelo, ritrovamenti ed innamoramenti, pesche fortunate e picnic, fino a quando Porgy, rilasciato dalla polizia, si mette in viaggio alla ricerca dell’amata Bess fuggita con Sporting Life nella fantasmagorica  New York. Una dettagliata descrizione della messa in scena richiederebbe troppe parole, quindi mi limito ad alcuni spunti: interessantissimo il clima e la preghiera quasi esoterica per invocare la guarigione di Bess, cosi come i duetti sono di splendore musicale e raffinata ricercatezza. Gli insieme con il coro sono di un livello altissimo e vengono esaltati da carica interpretativa non comune  con la contestualizzazione dei costumi, una bella scenografia e luci ben disegnate. 
La direzione è di grande qualità e tenendo il giusto volume dell’orchestra, fa si che questa non sovrasti mai il canto espresso con forti momenti di passionale liricità. Alvy Powell esprime il personaggio di Porgy con veemente passione carica dei toni scuri del bass-baritone che coinvolgono emotivamente; Bess ha diversi volti: da quello della carnalità a quello di donna buona e forse anche innamorata, per poi rifugiarsi nella cocaina: Morenike Fadayomi è bel soprano dai toni lirici che incanta con il suo Summertime. Sporting Life  è interpretato da Chauncey Packer con voce tenorile buona e ben governata anche nelle situazioni vocalmente   ispide. Mary-yan Pringle sovrasta per colore e vigore dando al suo personaggio Serena una impronta indelebile, così come Marjorie Wharton rende la corpulenta Maria con un caricaturalità  eccelente e con interpretazione da manuale ! Sinceramente uno spettacolo di grande qualità in ogni suo aspetto, con un plauso ai solisti ed al coro per canto, danza e movimento scenico e coreografico! Una globale cifra stilistica viene espressa attraverso codici espressivi di intensità. Il 1 gennaio del 1935 al Colonial Theater di Boston andava in scena la prima rappresentazione assoluta di questo capolavoro e viene da pensare che dall’America all’Europa il periodo era uno dei più fervidi e produttivi; il pensiero in automatico va al 31 agosto del 1928 quando allo Schiffbauerdamm di Berlino, andava per la prima volta in scena  L’Opera da tre Soldi di Brecht-Weill creando un immenso ponte di congiunzione tra due mondi diversi e paralleli che stavano mutando e che l’arte e quindi anche la musica stavano emblematicamente narrando e descrivendo. La Musica vince sempre.

Monday, November 21, 2016

Porgy y Bess de Gershwin en el Teatro alla Scala de Milán

Foto: Teatro alla Scala

Massimo Viazzo

Después de dos importantes producciones hechas en Estados Unidos (la de 1955 del American National Theater Academy y la de 1996 de la Houston Grand Opera) el Teatro alla Scala propuso por primera ocasión un montaje autóctono de Porgy y Bess, que para respetar la voluntad del autor, ha debido realizarse en forma semi escénica.  Philippe Harnoncourt, hijo del llorado Nikolaus (a quien fue confiada originalmente la batuta) en una entrevista publicada en el programa de mano, explicó el impredecible vinculo entre su familia y la partitura de Gershwin.  De hecho, pensar que un grande la filología barraco y clásica (como Nikolaus) haya llegado en los últimos años de su carrera a interpretar Porgy y Bess, podría parecer de verdad sorprendente si no es porque se sabe que en su habitación vienesa, por medio de un culto y viejo tío americano, extractos de la ópera gershwiniana iniciaron a circular antes de que la ópera fuera tan conocida en el occidente. Philippe Harnoncourt impuso un trabajo meticuloso en la recitación coadyuvado de un óptimo grupo de cantantes-actores muy empeñados a realizar los propios personajes  de manera redonda.  Proyecciones, en realidad, no siempre eficaces en el fondo comentaban de manera más o menos didáctica la acción, y los bien diseñados vestuarios de época hicieron que el espectáculo estuviera bien situado en su tiempo.  Muy convincente fue el resultado musical de la partitura comenzando por la brillante y muy dinámica concertación de Alan Gilbert, muy atento a los vistosos colores y a la insistente rítmica de la partitura.  Esplendido estuvo el coro dirigido por Bruno Casoni y el apropiado elenco con Morris Robinson quien dio al protagonista su voz muy segura en el timbre, potente, pero no muy  tenue.  Kristin Lewis (Bess) demostró personalidad aunque algunos problemas al poner a fuego su registro más agudo. Por su parte, estuvo desbordante, violento y sanguinario  el Crown de Lester Lynch, mientras que convincente y musical se mostró Angel Blue (Clara).  También el insinuante Sporting Life de Chauncey Packer agradó por la nitidez de la dicción y por la confianza escénica.   En suma, un meritorio reconocimiento para todos, por un espectáculo de verdad agradable y muy aplaudido.


Porgy and Bess – Teatro alla Scala

Foto:  Fondazione Teatro alla Scala

Massimo Viazzo

Dopo due produzioni importate made in Usa (nel 1955  a cura della American National Theather Academy e nel 1996 della Houston Grand Opera) il Teatro alla Scala ha proposto per la prima volta un allestimento autoctono di Porgy and Bess, che per rispettare la volontà dell’autore, ha dovuto essere svolto in forma semi-scenica. Philippe Harnoncourt, figlio del compianto Nikolaus (a cui in un primo momento era stata affidata la bacchetta) in una intervista riportata sul programma di sala ha spiegato l’imprevedibile legame della sua famiglia con la partitura di Gershwin. In effetti, pensare che un campione della filologia barocca e classica (Nikolaus appunto) sia giunto negli ultimi anni di carriera ad eseguire Porgy and Bess, potrebbe apparire davvero sorprendente se non si sa che nella sua abitazione viennese, tramite un colto vecchio zio americano, estratti dell’opera  gershwiniana avevano iniziato a circolare ben prima che in occidente l’opera fosse conosciuta. Philippe Harnoncourt ha impostato un lavoro meticoloso sulla recitazione coadiuvato da un ottimo stuolo di cantanti-attori impegnatissimi a rendere i propri personaggi a tutto tondo. Proiezioni, in verità non sempre efficaci, sul fondale commentavano in modo più o meno didascalico l’azione, e costumi d’epoca ben disegnati rendevano la vicenda ben collocata nel proprio tempo. Molto convincete la resa musicale della partitura a cominciare dalla smagliante e dinamicissima direzione di Alan Gilbert, attentissimo ai colori sgargianti e alla ritmica incalzante della partitura. Coro superbo diretto da Bruno Casoni e cast appropriato con un Morris Robinson che ha donato al protagonista la sua voce timbricamente scurissima, potente, ma non molto sfumata e Kristin Lewis (Bess) che ha mostrato personalità ma anche qualche problema di messa a fuoco nel registro più acuto. Debordante, violento e sanguigno, invece, il Crown di Lester Lynch mentre suadente e musicale si è rivelata Angel Blue (Clara). Anche l’insinuante Sporting Life di Chauncey Packer è piaciuto per la nitidezza della dizione e la sua spigliatezza scenica. Insomma, un plauso meritato a tutti per una spettacolo davvero godibile e molto applaudito.