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Friday, March 1, 2019

Le Nozze di Figaro - Teatro Coccia di Novara


Foto: Teatro Coccia di Novara

Renzo Bellardone

La trilogia Mozartiana con i libretti di Lorenzo da Ponte è veramente molto rappresentata, anche per la facilità all’ascolto e per il riamato riascolto. Certo è, che come per tutte le opere molto rappresentate, diventa difficile mantenere classicità ed innovazione al tempo stesso. Nel caso dell’edizione di cui vado a raccontare anche il cast di tutto rispetto ha giovato alla riuscita! La splendida ouverture riconduce l’animo al divertissement operistico e la direzione della giovane Erina Yashima  appare subito vivace e briosa grazie all’impeto impresso ed al gesto chiaro ed efficace, che ben si attaglia al sorriso costante della direttrice, in simbiosi con l’Orchestra giovanile Luigi Cherubini, cui va un plauso sincero ed in particolare a Maria Silvana Pavan, maestro al clavicembalo. Simone del Savio, protagonista di Figaro appare molto ‘comodo’ nel ruolo che risolve con caratterizzazioni attoriali ed un bel timbro vocale esposto con esuberante facilità. La storia è cosa nota e forse per questo Giorgio Ferrara, con la regia ripresa da Patrizia Frini ha scelto di non estrinsecare molto movimento, forse anche per lasciare spazio al canto. Le scene classiche di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo  con grande sipario alzato dipinto, raggiungono  il momento clou con i due troni dorati illuminati con gran risalto dell’oro e dei costumi particolari e di gran rilievo creati da Maurizio Galante. Il Coro di San Gregorio Magno è ormai avvezzo alle produzioni operistiche ed è valido punto di rilevanza nel complesso della realizzazione. 
Il Conte di Almaviva è Vittorio Prato, baritono affermato nei più importanti teatri d’opera del mondo; ha  studiato anche con Luciano Pavarotti ed oggi La Stampa dice di lui “L’Opera può essere sexy”, in  virtù anche del fato che è testimonial di Missoni. Venendo al ruolo di Conte d’Almaviva lo ha interpretato con nobile piglio,  emissione sicura e bel fraseggio che affascina. La Contessa di Almaviva incontra Francesca Sassu anch’essa interprete affermata che infonde un carattere fermo al personaggio espresso con voce interessante e bel colore. Lucrezia Drei, è la dolce, ma non troppo, Susanna che rappresenta con limpida estensione di  voce, con brillantezza e facilità negli acuti resi con fermezza e squillanti. Cherubino, ovvero Aurora Faggioli è abbigliato in modo un po’ circense e questo tratteggia il personaggio un po’ al di fuori di quanto risulta dalla scrittura di Mozart e di Da Ponte; in ogni caso le agilità fisiche e vocali manifestano esuberanza ed allegrezza. Isabel de Paoli interpreta Marcellina  in coppia con Bartolo, Ion Stancu ed entrambi risultano gradevoli, come Jorge Juan Morata in don Basilio. Leonora Tess è la scattante Barbarina, che disegna con voce decisa e facile agli acuti; Riccardo Benlodi è interessante caratterista e bella voce  in Don Curzio. Jonathan Kim chiude la carrellata degli interpreti con il personaggio del giardiniere Antonio. La Musica vince sempre.

Wednesday, March 7, 2018

La Cenerentola - Teatro Municipale di Piacenza, Italia

Foto: Teatro Municipale Piacenza

Renzo Bellardone

Le favole, non saranno mica solo appannaggio dei bimbi, vero? eh no! Le favole sono la semplice ricchezza esistenziale di piccoli, grandi e grandissimi; le favole fanno sgranare gli occhi ai bimbi, possono essere raccontate dai grandi e fanno intenerire i grandissimi ovvero i giovani di qualche anno fa !!!! Quando poi le favole vengono raccontate in Musica la fantasia galoppa, la mente vaga per spazi infiniti ed il ‘core’ si intenerisce.

Il commento maggiormente udito in teatro domenica 18 febbraio al Municipale di Piacenza è stato: ‘la più bella Cenerentola che abbia mai visto’ e sinceramente è difficile scostarsi da tale impressione, in quanto è proprio quello che in diversi abbiamo recepito. Fresca realizzazione classica, ma decisamente allegra e ricca di improvvisazioni necessarie, in considerazione degli inserimenti all’ultima ora in sostituzione di Pietro Adaini e Pablo Ruiz colpiti da indisposizione. Domenica 18 febbraio il cast è risultato stellare e degno dei più importanti teatri d’opera: Antonino Siragusa seppur inserito nelle 24 ore precedenti, conosce talmente bene la parte che ha saputo esprimere i migliori acuti che Don Ramiro possa emettere e, conosciuto da anni, vien da pensare che il vino buono migliora con gli anni. Paolo Bordogna, anch’egli solidamente nel ruolo ha creato   Dandini in modo ben più che brillante e la vocalità è sempre al meglio così come per Marco Filippo Romano che esprime toni e colori ottimi per un Don Magifico di riferimento: un trio di cantanti ed amici che da ‘consumati’ protagonisti del palcoscenico non deludono mai e che anzi ogni volta pare facciano meglio della volta precedente. La scena è stata realizzata da Enrico Musenich che ha optato per semplici ed efficaci pannelli  facilmente movibili ed intercambiabili, mentre i costumi classici e divertenti  sono del maestro dei maestri Lele Luzzati, mentre gli accorti disegni delle luci sono stati realizzati da Marco Minghetti ed il non facile compito della regia è stato brillantemente assolto da Aldo TarabellaLa direzione affidata ad Erina Yashima  è risultata puntuale ed equilibrata con il rilievo di un attento gesto rivolto anche al palcoscenico dove Monica Bocci ha realizzato delle simpatiche coreografie e la sorprendente Teresa Iervolino, la quale con bellissima voce e toni vellutati  ha dato vita ad una semplice Cenerentola che dopo un giro di danza diventa principessa nonostante le invidie delle sorellastre: Clorinda interpretata da una  bravissima Giulia Perusi che esprime una cifra di valore  e Tisbe, interpretata  da Isabel de Paoli decisamente interessante per vocalità e teatralità. Matteo d’Apolito realizza  un interessante Alidoro. II coro, valido ed importante elemento nell’opera, è stato diretto da Corrado Casati in ottimo affiancamento alla prestigiosa orchestra giovanile Luigi CherubiniMolto probabilmente, considerata l’alta qualità espressa, si ritornerà al Municipale di Piacenza a breve per riconfermare che: La Musica vince sempre