Showing posts with label Guillaume Andrieux. Show all posts
Showing posts with label Guillaume Andrieux. Show all posts

Monday, January 16, 2017

Don Chisciotte Alle nozze di Gamace di Antonio Salieri in Messico

Foto: FIC

Alberto Rosas

La presentazione in concerto nello splendido teatro Juarez del Don Chisciotte alle nozze di Gamace di Antonio Salieri è stato uno degli appuntamenti più interessanti dell’ultima edizione del Festival Internazionale Cervantino  che ogni anno ha luogo a Guanajuato in Messico.  Considerata come un’opera buffa inframmezzata con danze in due atti, basata sull’opera di Cervantes, anche se in modo superficiale sui capitoli 19 e 21 della seconda parte, dove alcuni personaggi situazioni differiscono da quelli contenuti nel romanzo. L’opera fu composta dal compositore italiano Antonio Salieri per il carnevale di Vienna del 1771 e fu eseguita per la prima volta al Kärntnertortheater della stessa città. Il libretto è del ballerino e poeta Boccherini, e alla sua creazione partecipò il celebre ballerino coreografo francese dell’epoca , Jean Georges Noverre  che impresse alla partitura una chiara influenza di stile francese, con larghi passaggi orchestrali di balletto, E dove uno dei personaggi, precisamente il personaggio di Alfeo, è interpretato proprio da un ballerino. La partitura è stato rinvenuta nella Biblioteca di Vienna da parte di Sébastien d'Hérin,  clavicembalista e direttore dell’ensemble francese di música antica Les Noveaux Caracteres, in tema  con l’edizione del festival dedicata quest’anno a Don Chisciotte e a Cervantes. Secondo le indagini dello stesso d'Hérin,  durante la preparazione del suo concerto, non si è trovata prima nessuna interpretazione di quest’opera dopo la sua creazione, ad eccezione  di casi isolati dell’Ouverture o l’interpretazione pianoforte di alcune arie.Per questo si può parlare di una premiere moderna dell’opera perduta di Salieri.  Orchestralmente si tratta di una partitura leggera, di passaggi orchestrali gradevoli molto curati, un’opera nello stile mozartiano, con situazioni comiche e giocose, arie piene di virtuosismo, duetti, e come già menzionato, lunghi passaggi orchestrali di balletto. Come dato curioso e contrario allo stile della composizione dell’epoca, Salieri omise l’uso del flauto traverso o barocco e rinforzò l’orchestra col oboi,
fagotti e corni. 
Dal clavicémbalo d'Hérin ha diretto con entusiasmo e veemenza un ensemble molto ben strutturato, compatto, leggero, e molto musicale, particularmente nella sezione degli archi. Inoltre si è conformato con un buon cast di cantanti francesi che hanno reso giustizia ai personaggi e alle loro divertite situazioni,  in una attuazione semi scenica e con caratterizzazioni di alcuni personaggi come il cuoco Gnoco che organiza matrimoni, col berretto da chef e un esagerato accento francese Il ruolo di Don Chisciotte è stato interpretato dal barítono Frédéric Caton  con voce profonda e potente, e quello di Sancho Panca da Sébastien Droy , un tenore di timbro gradevole e voce chiara. Corrette sono state le sue controparti, con le quali si scatena una rissa durante il matrimonio, e il barítono Ronan Nédélec  come Nasone e il cavaliere del bosco, il tenore Jean-François Novelli,  interprete incantatore per la sua caratterizzazione di Gnoco. Armoniosi sono stati i duetti tra la Chiterria del soprano Hjördis Thébault  e il barítono Guillaume Andrieux, vincitore dell’importante premio francese del 2016 Revelation des Victoires de la musique classique, nel ruolo di Camacho. Molta capacità attoriale e vocale ha mostrato il soprano Caroline Mutel nel personaggio della innamorata Rosina, una interprete molto raffinata, delicata ed elegante, tanto per il suo stare in scena come per la sua interpretazione vocale di gran livello. Infine il soprano Camille Poul ha prestato al personaggio di Lena incanto e grazia , e un canto omogeneo e nítido nel timbro e nell’espressione. Don Chisciotte di Salieri è un’opera che meriterebbe di essere messa in scena con altre opportunità, e un riconoscimento va al festival per la lodevole impresa di aver fatto rivivere quest’opera sconosciuta


Friday, December 9, 2016

The Fairy Queen en Ambronay Francia

Fotos copyright Bertrand Pichène.
Sergio J. Medina.

Desde su creación en 1980 el Festival de Ambronay, que se celebra anualmente en la Abadía de Nuestra Señora, de esa pequeña localidad  al sureste de Francia es uno de los festivales musicales de música antigua más prestigiosos, por donde los especialistas de música barroca deben pasar, y donde se ha institucionalizado las grabaciones discográficas  con su sello propio y gracias a la excepcional acústica del recinto. Uno de los eventos principales de esta edición fue la presentación de la semi-opera de Purcell, The Fairy Queen, bajo la interpretación del grupo francés Les Nouveaux Caractères, de la no tan distante de aquí ciudad de Lyon.  El libreto y los argumentos parecen no tener coherencia como los actos  parecen no tener relación unos con otros, es una historia mágica que contiene seductoras melodías del teatro musical de Purcell. En esta ocasión, la agrupación ofreció, como no se había hecho en algún tiempo, la obra en su versión integral con todas las arias, coros y piezas orquestales que tradicionalmente se omiten.  Con gran energía de músicos y solistas se ofreció una prestación de alto nivel interpretativo y musical. La buena dinámica de los instrumentos, cuerdas, percusiones y trompetas se fundió en una orquestación sutil y puntual, bajo la entusiasta mano de Sébastien d’Hérin desde el clavecín. Su tejido sonoro fue compacto, y en harmonía con las voces.  Vocalmente el elenco contó con destacados solistas como la soprano Caroline Mutel, quien mostró una dúctil y refinada voz cantando con dulzura, agilidad en las ornamentaciones y virtuosismo en la coloratura. 
Hjördis Thébault tuvo un buen desempeño, pero agradó y sedujo con su presencia y notable vocalidad la mezzosoprano australiana Caitlin Hulcup, Dignos de mención fueron los tenores Anders J Dahlin, así como el tenor ingles Samuel Boden, por su entrega y pasión para cantar.  Correctos Julien Picard, la soprano Virginie Pochon y los barítonos Kevin Grenlaw, Guillaume Andrieux y Ronan Nedelenc que redondearon la compañía de canto con sus intervenciones.  Esta  misma versión completa fue grabada los días previos y posteriores a esta presentación en concierto, con los mismos solistas y pronto verá la luz.  Se puede resumir como una versión de alto nivel que mantuvo en vilo a todos los presentes que abarrotaron cada asiento de la abadía. ¡Esto es a lo que se llama hacer música!