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Tuesday, September 24, 2019

Pergolesi incontra Mozart (con Stravinskij) - Stresa Festival


Foto: Stresa Festival

Renzo Bellardone

Il programma di sala recita: “Composto tra il 1919 e il 1920, il “balletto con canto” Pulcinella di Stravinskij viene comunemente iscritto al periodo neoclassico del compositore russo. Ispirato a temi che all’epoca si attribuivano a Pergolesi, l’autore rielabora con la sua straordinaria capacità di orchestrazione un linguaggio musicale settecentesco, plasmandolo con i colori e la ricchezza ritmica che gli sono propri. Un cast di eccezione, Frittoli, Marsiglia, Ulivieri, guidati da Gianandrea Noseda con l’Orquesta de Cadaques, sono i protagonisti di questa serata preziosa, che si completa con un concerto mozartiano interpretato dallo straordinario pianista francese Pierre-Laurent Aimard. Scritto nel 1786, il n. 25 KV 503 è uno dei concerti più celebri ed eseguiti del genio salisburghese, adatto a mettere in luce virtuosismo solistico e interazione tra pianoforte e orchestra.”

Pergolesi incontra Mozart (con Stravinskij) W.A. MOZART, Concerto per pianoforte e orchestra K. 503 I. STRAVINSKIJ, Pulcinella (integrale) Barbara Frittoli, soprano Francesco Marsiglia, tenore Nicola Ulivieri, basso Pierre-Laurent Aimard, pianoforte Orquesta de Cadaqués Gianandrea Noseda, direttore Il concerto inaugurale di un Festival è sempre un momento importante per la manifestazione e conscio di questa valenza il Maestro Gianandrea Noseda, direttore artistico dello Stresa Festival, sceglie di dirigere alla prima serata. Il programma è apparentemente non filologico, ma anche oltre l’esposizione di Noseda, circa le maschere utilzzate da Mozart e a Stravinskji che uniscono i due compositori seppure temporalmente distante, l’ascolto cancella le perplessità per portare all’affascinamento di bellezze contrapposte. La direzione di Noseda, pare ogni volta più coinvolgente della precedente e potrebbe anche essere, ma credo che sia talmente bravo che sa esaltare quale unicità ogni partitura che legge e dirige, portandola a livelli assolutamente fantastici e fantasiosamente arricchenti. Molto amato dal suo pubblico è sempre accolto con entusiasmo e rispettato, così come lui ama e rispetta il pubblico offrendo altissima qualità. Per il concerto n. 25 in do maggiore K503 di Mozart al pianoforte siede l’artista residente del festival Pierre-Laurent Aimard, che molti spettatori, me compreso, hanno ascoltato per la prima volta. Mi ricordo quando alla presentazione del programma dell’edizione 2019 del Festival il Maestro Noseda aveva parlato del pianista con toni di assoluto rispetto ed apprezzamento e, dopo poche note al pianoforte, tutto il pubblico si è convinto di quanta bravura esprime: tocco elegante e sicuro, mai eccessivo e sempre fortemente coerente   trae emozioni che trasferisce agli animi ascoltanti. La seconda parte vede impegnati nel canto dei brani di Pulcinella, il tenore Francesco Marsiglia ben impostato e bel fraseggio, l’affermato soprano Barbara Frittoli con voce sempre avvolgente e dai bei colori, ospite abituale del Festival, come il basso Nicola Ulivieri dal timbro profondo e grande carica interpretativa. Molto apprezzato l’intero balletto con canto stravinskjiano e troppo simpatico il terzetto –proposto come bis- dalle nozze di Figaro a ricollegare con la prima parte: con voce prorompente entra inaspettato Ulivieri seguito da Frittoli e Marsiglia che creano uno spaccato dalle ‘Nozze’ con toni vivaci e divertenti. La Musica vince sempre.






Friday, February 19, 2010

James Levine dirigió la Orquesta Sinfonica de Boston

Fotos: James Levine (director); Pierre-Laurent Aimard (piano); Steven Ansell (violín). Crédito: Michael J. Lutch.
Lloyd Schwartz (The Phoenix)

James Levine director musical de la Orquesta Sinfónica de Boston regresó a la sala Symphony Hall por primera vez desde octubre, cuando dejo de dirigir por un tiempo debido a una cirugía en la espalda. Su ambicioso y no tan conocido programa estuvo cargado con su acostumbrada perspicacia y energía, y sin muestras de fatiga. Comenzó con una obra nueva para el, Dialogues de Elliot Carter, un cambiante mini concierto para piano y orquesta de catorce minutos, compuesto en el 2003 (cuando Carter tenia 93 años). Pierre-Laurent Aimard demostró un carácter variado y mayor expresividad momento a momento que la que había escuchado con anterioridad en esta pieza y la colorida orquesta – agresiva, conciliatoria, astuta, graciosa- fue un cómplice en la agradable conversación-argumento.

En el 2008, Levine guió a Steven Ansell, el principal violinista de la orquesta en el concierto o sinfónica narrativa Harold en Italia de Berlioz, inspirada en Byron. En esta ocasión Ansell sonó mas byronico, y el y la orquesta tocaron con aun mayor precipitación. La oscura fuga orquestal de inicio tuvo el peso de Bach. Posteriormente, Aimard volvió para interpretar un divertido y matizado concierto de piano para la mano izquierda, que Ravel compuso en 1930 para Paul Wittgenstein (el hermano del filosofo Ludwig, quien perdió su brazo derecho en la Segunda Guerra Mundial). El siniestro inicio orquestal – bajas cuerdas y contrabajo- tiro hacia el horizonte como un barco de guerra, y la sencilla mano izquierda sonó como una orquesta entera. La velada concluyó con la suite no. 2 de Daphnis y Chloe de Ravel, que hizo erupción como un volcán. La grabación completa de Daphnis con Levine y esta misma orquesta ganó recientemente un Grammy por la mejor interpretación orquestal.