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Friday, September 12, 2014

Armida de Rossini en Pesaro Italia, ROF 2014

Foto: ROF 2014

Massimo Viazzo

Armida estuvo ausente del ROF más de veinte años.  Se trataba de la histórica edición con Renée Fleming y Gregory Kunde dirigida por Daniele Gatti.  Desafortunadamente la nueva producción firmada por Luca Ronconi, además de ser interesante desde el punto de vista escénico estuvo caracterizada por una cierta elegancia general  (muy bellos por ejemplo fueron las “pupi sicilianas” colgadas de las típicas paredes movibles de Ronconi, creadas por Margherita Palli, que se mezclaban con paladines de carne y hueso en el primer acto) no tuvo el apoyo de una protagonista adecuada.  Carmen Romeu encarnó a la maga del Tasso de modo creible desde el punto de vista escénico, pero en el aspecto vocal pareció inadecuada. En el transcurso de la funcion, la soprano española no pudo encontrar la homogeneidad en la emisión que le habría permitido obtener sonidos timbrados, una línea vocal más apropiada y una coloratura mayormente definida.  Su Armida pareció no estar encendida. A su lado, Antonino Siragusa, en el papel de Rinaldo, desfogó indudable facilidad y actitud en el registro agudo, de verdadero tenor contraltino.  Pero su timbre resultó un poco monótono y el fraseo con poca variedad.   Un poco forzado pareció también Dmitri Korchak en el doble papel de Gernando y Carlo, mientras que estuvo correcto, aunque quizás demasiado ligero Randall Bliss como Goffredo y Ubaldo. Al final, Carlo Lepore, dio un buen resultado a los personajes de Idraote y Astarotte, aunque parece que su acento se adapta más a los papeles bufos. Rica y extrovertida fue la coreografía de los bailables a cargo de la compañía Abbonzanda/ Bertoni. Carlo Rizzi dirigió a la Orquesta del Teatro Comunale de Bolonia con alguna pesadez y poco refinada en su conjunto, mientras que el coro boloñés se distinguió con precisión y de manera compacta.  

Armida - Rossini Opera Festival, 2014

Foto: ROF 2014

Massimo Viazzo

Armida mancava al Rof da più di vent’anni. Si trattava della storica edizione con Renée Fleming e Gregory Kunde, diretta da Daniele Gatti. Purtroppo il nuovo allestimento firmato da Luca Ronconi, peraltro interessante dal punto di vista scenico e caratterizzato da una certa eleganza complessiva (molto belli, ad esempio, i “pupi siciliani” appesi alle tipiche pareti mobili ronconiane, realizzati da Margherita Palli, che si mescolavano con i paladini in carne ed ossa nel primo atto), non era supportato da un’adeguata protagonista. Carmen Romeu ha incarnato la maga del Tasso in modo credibile dal punto di vista scenico, ma l’aspetto vocale è parso inadeguato. Nel corso della recita il soprano spagnolo non ha saputo trovare quella omogeneità di emissione che le avrebbe permesso di ottenere suoni timbrati, una linea vocale più appropriata e una coloratura maggiormente definita. La sua è stata un Armida quasi mai a fuoco. Al suo fianco Antonino Siragusa, nei panni di Rinaldo, ha sfoggiato indubbia facilità e piglio nel registro acuto, da vero tenore contraltino. Ma la timbrica è risultata un po’ monotona e il fraseggio poco variegato. Un po’ forzato, poi, è parso Dmitry Korchak nel doppio ruolo di Gernando e Carlo, mentre corretto vocalmente ma un po’ leggerino Randall Bills (Goffredo e Ubaldo). Carlo Lepore, infine, ha dato buon risalto ai due personaggi di Idraote e Astarotte, pur sembrando il suo accento più adatto a ruoli buffi. Ricche ed estroverse le coreografie dei ballabili a cura della compagnia Abbondanza/Bertoni. Carlo Rizzi ha diretto l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna con qualche pesantezza e poca rifinitura d’insieme, mentre il Coro bolognese si è distinto per precisione e compattezza.

Tuesday, August 19, 2014

Armida - Rossini Opera Festival 2014

Foto: Rossini Opera Festival

Renzo Bellardone

Il 27 gennaio del 1770 al Teatro Regio di Torino andava in scena ARMIDA di Pasquale Anfossi su libretto del santhiatese Jacopo Durandi (mi si conceda la citazione da concittadino del Durandi), per i festeggiamenti carnevaleschi e per tentare di risollevare le sorti del Teatro. Quarantasette anni dopo, al Teatro San Carlo di Napoli, veniva invece rappresentata per la prima volta l’Armida di Gioacchino Rossini. L’allestimento presentato al Rof 2014 è  stato firmato da Luca Ronconi che è  tornato sulla scena pesarese di Armida per la seconda volta e con una chiave di lettura molto differente: non più rimandi cinematografici, ma essenzialità e simbolismo. Le scene del primo atto hanno  catapultato gli spettatori  nel teatro dei “pupi”, mentre nel secondo, si riscontra l’affidamento all’uniformità grigia delle scene ed alle luci, più che a marcate ideazioni registico/scenografiche. Il balletto al secondo atto, ancorchè con costumi rigorosi che hanno  contenuto la sensualità della scena, è risultato  comunque erotico e modernamente avvincente; al contempo i costumi del coro femminile son risultati  riccamente luccicanti. La narrazione musicale è fluida e gradevole con la direzione di Carlo Rizzi e fin dalla sinfonia emergono dolcezza, desiderio di battaglie e ritmo incalzante. L’opera è nota per il preponderare delle voci tenorili: Goffredo e Ubaldo sono affidati alla fresca  voce del giovanissimo  Randall Bills che nonostante la naturalmente breve carriera si è presentato con piglio sicuro e grande fermezza nella linea di canto. Antonino Siragusa, fuoriclasse nelle impervie agilità, ha cantato il ruolo di Rinaldo con purezza vocale ed acuti vibranti e limpidi; nei duetti e nel terzetto ha colto le più poetiche sfumature insite nelle arie, espandendole nella bellezza musicale; Dmitry Korchak ha sostenuto le parti di Gernando “non soffriro’ l’attesa”e Carlo con voce morbida ed avvolgente che si è innalzata in acuti raffinati. Interessante Vassilis Kavayas che si è presentato con  una bella voce gradevole, ben apprezzata nei recitativi. Idraote e Astarotte, (due volti per uno stesso simbolismo) con azzeccati costumi ispirati ad uccelli notturni che aprono e spiegano le ali in modo inquietante, hanno incontrato la possanza vocale di Carlo Lepore, la cui forte presenza scenica si arricchisce e si fa ancor più autorevole grazie alla brunita profondità timbrica dai variegati, ma ben definiti colori scuri. Carmen Romeu, interprete di  Armida,  non ha incontrato i favori di larga parte del pubblico in sala, per alcune difficoltà nel controllo della voce, seppur sia stato ben evidente l’impegno profuso per un ruolo non certamente semplice, il quale richiede agilità coloristiche ed indagate raffinatezze. Il coro è risultato ben diretto da Andrea Faidutti. Interessante l’idea del nastro trasportatore per  alcune entrate ed uscite dei personaggi, di effetto la spaccatura del foglio di carta da parte dei ballerini, per l’ingresso in scena dopo le ombre cinesi, e di  stile il dominante grigio all’Acheronte” con inquietanti uccellacci che contornano Lepore che appare al dispiegamento del suo mantello alato. La musica vince sempre