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Saturday, April 25, 2015

I Puritani - Teatro Regio di Torino

Foto: Ramella&Giannese - Teatro Regio
Renzo Bellardone
Una narrazione dalle tinte fosche, ben rappresentata dalla scenografia cupa e goticheggiante di Tiziano Santi. La grande cupola rovesciata sparirà parzialmente alla fine del primo atto e completamente al cambio scena del secondo. Le luci di Marco Filibeck hanno grande importanza ed efficacia con tagli decisamente esaltanti dei colori di scena, dai vari toni di grigio, all’azzurro ed al bronzo ramato; luci molto evocative quando illuminano con spaccature di color fuoco i volti dei danzatori mimi in movimento sopra le tombe. Il regista Fabio Ceresa ha diretto con movimento delle masse e atleticità degli interpreti. Senza antiche credenze Giuseppe Palella ha inserito molto viola nei costumi di scena davvero belli ed azzeccati. Michele Mariotti ha dimostrato le proprie capacità di lettura interpretativa estraendo molta poesia e limitando al minimo l’euforia risorgimentale. Il baritono Nicola Alaimo ha offerto un tono dolce ed accorato con chiaro fraseggio. Olga Peretyatko, con agilità fisiche e presenza scenica ha reso il personaggio di Elvira con cristallinità e limpidezza. Dmitry Korchak ha interpretato Arturo con piglio e bei passaggi di colore, con poetica gestione dell’emissione. Nicola Ulivieri ha offerto il bel timbro,  con possanza vocale e forte immedesimazione, riuscendo a coinvolgere fortemente  il pubblico torinese . 
Fabrizio Beggi e Samantha Korbey hanno dato ottima prova. Di grande interesse i movimenti scenici di ‘Fattoria Vittadini’ che completano alcune scene, ravvivando il momento del ‘velo di Elvira’ qui dalle tinte scure. La prima rappresentazione dell’altro cast, che ha riscosso un incredibile successo di pubblico: Sir Valton ha trovato in Mirco Palazzi un parimenti valido interprete, dalla voce naturalmente brunita e molto possente. Simone del Savio ha convinto per alcune rotondità e felici passaggi, porgendo con dolce armonia. Enea Scala si è imposto con una gran bella complessiva interpretazione e con voce matura ed emissione luminosa. Sia per lui che per l’interprete femminile, applausi ripetuti a scena aperta. Desiree Rancatore si è dimostrata una giustamente affermata interprete: sicura nel ruolo, sempre accattivante e preziosa nelle agilità e nelle coloriture. Il Coro del Regio ha raggiunto traguardi sempre più alti sia per la validità del direttore Claudio Fenoglio, che per i coristi di gran vaglia.  La musica vince sempre

Friday, September 12, 2014

Armida de Rossini en Pesaro Italia, ROF 2014

Foto: ROF 2014

Massimo Viazzo

Armida estuvo ausente del ROF más de veinte años.  Se trataba de la histórica edición con Renée Fleming y Gregory Kunde dirigida por Daniele Gatti.  Desafortunadamente la nueva producción firmada por Luca Ronconi, además de ser interesante desde el punto de vista escénico estuvo caracterizada por una cierta elegancia general  (muy bellos por ejemplo fueron las “pupi sicilianas” colgadas de las típicas paredes movibles de Ronconi, creadas por Margherita Palli, que se mezclaban con paladines de carne y hueso en el primer acto) no tuvo el apoyo de una protagonista adecuada.  Carmen Romeu encarnó a la maga del Tasso de modo creible desde el punto de vista escénico, pero en el aspecto vocal pareció inadecuada. En el transcurso de la funcion, la soprano española no pudo encontrar la homogeneidad en la emisión que le habría permitido obtener sonidos timbrados, una línea vocal más apropiada y una coloratura mayormente definida.  Su Armida pareció no estar encendida. A su lado, Antonino Siragusa, en el papel de Rinaldo, desfogó indudable facilidad y actitud en el registro agudo, de verdadero tenor contraltino.  Pero su timbre resultó un poco monótono y el fraseo con poca variedad.   Un poco forzado pareció también Dmitri Korchak en el doble papel de Gernando y Carlo, mientras que estuvo correcto, aunque quizás demasiado ligero Randall Bliss como Goffredo y Ubaldo. Al final, Carlo Lepore, dio un buen resultado a los personajes de Idraote y Astarotte, aunque parece que su acento se adapta más a los papeles bufos. Rica y extrovertida fue la coreografía de los bailables a cargo de la compañía Abbonzanda/ Bertoni. Carlo Rizzi dirigió a la Orquesta del Teatro Comunale de Bolonia con alguna pesadez y poco refinada en su conjunto, mientras que el coro boloñés se distinguió con precisión y de manera compacta.  

Armida - Rossini Opera Festival, 2014

Foto: ROF 2014

Massimo Viazzo

Armida mancava al Rof da più di vent’anni. Si trattava della storica edizione con Renée Fleming e Gregory Kunde, diretta da Daniele Gatti. Purtroppo il nuovo allestimento firmato da Luca Ronconi, peraltro interessante dal punto di vista scenico e caratterizzato da una certa eleganza complessiva (molto belli, ad esempio, i “pupi siciliani” appesi alle tipiche pareti mobili ronconiane, realizzati da Margherita Palli, che si mescolavano con i paladini in carne ed ossa nel primo atto), non era supportato da un’adeguata protagonista. Carmen Romeu ha incarnato la maga del Tasso in modo credibile dal punto di vista scenico, ma l’aspetto vocale è parso inadeguato. Nel corso della recita il soprano spagnolo non ha saputo trovare quella omogeneità di emissione che le avrebbe permesso di ottenere suoni timbrati, una linea vocale più appropriata e una coloratura maggiormente definita. La sua è stata un Armida quasi mai a fuoco. Al suo fianco Antonino Siragusa, nei panni di Rinaldo, ha sfoggiato indubbia facilità e piglio nel registro acuto, da vero tenore contraltino. Ma la timbrica è risultata un po’ monotona e il fraseggio poco variegato. Un po’ forzato, poi, è parso Dmitry Korchak nel doppio ruolo di Gernando e Carlo, mentre corretto vocalmente ma un po’ leggerino Randall Bills (Goffredo e Ubaldo). Carlo Lepore, infine, ha dato buon risalto ai due personaggi di Idraote e Astarotte, pur sembrando il suo accento più adatto a ruoli buffi. Ricche ed estroverse le coreografie dei ballabili a cura della compagnia Abbondanza/Bertoni. Carlo Rizzi ha diretto l’Orchestra del Teatro Comunale di Bologna con qualche pesantezza e poca rifinitura d’insieme, mentre il Coro bolognese si è distinto per precisione e compattezza.

Friday, August 19, 2011

IL BELCANTO E LA 3^ EDIZIONE DEL REATE FESTIVAL (Rieti, 21-30 agosto 2011)

Foto: Teatro Flavio Vespasiano, Kent Nagano

“Così fan tutte” in forma di concerto diretta da Kent Nagano con l’Orchestra da Camera di Mantova completa la trilogia mozartiana iniziata nelle precedenti edizioni, ancora una volta con un cast d’eccellenza (Poplavskaya, Ganassi, Korchak, Capitanucci, Bordogna). Il direttore americano sarà anche impegnato in un programma sinfonico di grande repertorio classico alla guida dell’orchestra Concerto Köln, specializzata in prassi esecutiva con strumenti originali. Il Belcanto italiano in apertura e chiusura con i cantanti di Opera Studio si colora di tinte risorgimentali, e tutta ispirata al Risorgimento una raffinata serata dei Cameristi della Scala.

Terza edizione del Reate Festival, ancora interpreti eccellenti, ancora il Belcanto come centro tematico, da cui si dipanano i percorsi mozartiani operistici da una parte, quelli del classicismo strumentale sinfonico dall’altra e quelli tutti italiani legati alla nostra storia e identità, di natura belcantista o strumentale, con particolari riferimenti al nostro Risorgimento, nell’anno delle celebrazioni dei 150 anni di unità nazionale. Queste le linee guida del programma che – nelle intenzioni del direttore artistico della sezione musica del Festival, Bruno Cagli, Presidente dell’Accademia di Santa Cecilia – non può mai essere disgiunto da uno stile vocale e da un’esecuzione strumentale rispettosa della prassi esecutiva dell’epoca. Nel caso di Rieti poi a tutto questo si unisce un luogo di straordinaria bellezza ed acustica, come il recentemente restaurato Teatro Flavio Vespasiano.

“Il Festival di Belcanto a Rieti ha segnato, nei due anni precedenti, un momento di livello particolarmente alto, - sottolinea Cagli - ampiamente riconosciuto dalla stampa internazionale. Ciò conferma quelle che erano le intenzioni iniziali di rivalutare questo immenso patrimonio che l’Italia ha dato al mondo e che rischia di disperdersi. La programmazione di quest’anno ha sofferto delle conseguenze economiche che stanno travagliando la vita culturale del Paese, ma il settore del Belcanto, che riteniamo quello veramente significativo, è stato preservato.”

L’apertura il 21 agosto è con musiche risorgimentali, “Arie e cori dell’800”, con l’Orchestra Roma Sinfonietta diretta da Carlo Rizzari e il Coro del Teatro Regio di Parma diretto da Martino Faggiani. Solista il soprano Rosa Feola, che dopo il perfezionamento nei corsi di Opera Studio con la direzione di Renata Scotto ha intrapreso una carriera che recentemente l’ha vista impegnata con Riccardo Muti a Salisburgo. Tra i brani in programma il finale del primo atto di Traviata di Verdi e “Giusto cielo, in tal periglio” dal Maometto II di Rossini. Nel vivo del patrimonio strumentale inedito dell’800 italiano entreranno il 23 agosto I Solisti di Musica del Risorgimento, ensemble composto da musicisti dei Cameristi del Teatro alla Scala, dal pianista e compositore Orazio Sciortino e dal soprano Natalia Gavrilan. La ricerca musicologica e la valorizzazione del repertorio connesso con le vicende risorgimentali sono alla base del loro raffinato programma che propone, tra l’altro, inediti di Fumagalli e Scontrino ritrovati nella Biblioteca del Conservatorio di Milano.

Il 27 agosto sul podio Kent Nagano, direttore musicale della Bayerische Statsoper di Monaco di Baviera e dell’Orchestra Sinfonica di Montreal. Nagano, che fin dalla prim edizione del Reate Festival ha condiviso ed è stato artefice con il direttore artistico del progetto del Belcanto, dirigerà la prestigiosa Orchestra Concerto Köln, specializzata nell’esecuzione di musica del Settecento e primo Ottocento, oggi considerata uno dei migliori gruppi di musica antica con strumenti originali. Il programma propone repertorio classico celeberrimo, tra cui la Sinfonia n.6 “Pastorale” di Beethoven e il Concerto K 488 di Mozart con la solista Mari Kodama, formatasi a Dusseldorf e Parigi, attiva con le più importanti orchestre negli Stati Uniti, in Giappone e in Germania.

La serata del 29 agosto sarà tutta dedicata al Belcanto (Rossini, Bellini, Donizetti, Verdi) con la collaborazione del pianista Fabio Centanni, protagonisti i giovani artisti di Opera Studio, la scuola di perfezionamento in canto lirico istituita dall’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, diretta da Renata Scotto e dedicata alla formazione professionale di giovani cantanti. Istituiti nel 2004 con l’intento di costituire un vero vivaio di interpreti in grado di riportare la tradizione italiana al centro dell’insegnamento del più autentico “Belcanto”, i corsi di specializzazione di canto lirico di Opera Studio hanno ottenuto sin dal loro inizio un crescente riscontro nel panorama didattico internazionale ed eccellenti risultati in termini di allievi avviati a carriere prestigiose. Dalla prima sessione tenuta nel maggio 2004, gli allievi che hanno frequentato i corsisono oltre 200 provenienti da ogni parte del mondo.

Infine due repliche, il 28 e 30 agosto per l’atteso Così fan tutte di Mozart diretto da Kent Nagano, compimento della trilogia iniziata con la nascita del festival (Don Giovanni nel 2009 e Le nozze di Figaro nel 2010), che ha portato e porterà a Rieti alcune delle più grandi stelle internazionali del grande teatro musicale. Il cast di quest’anno vedrà nei ruoli femminili Marina Poplavskaya (Fiordiligi), Sonia Ganassi (Dorabella), Damiana Mizzi (Despina), in quelli maschili Dmitry Korchak (Ferrando), Fabio Maria Capitanucci (Guglielmo) e Paolo Bordogna (Don Alfonso). Kent Nagano dirigerà l’Orchestra da Camera di Mantova, una delle compagini di maggior qualità nel nostro paese per brillantezza esecutiva e sensibilità stilistica. Il Belcanto Chorus, nato in occasione del Reate Festival 2009, è formato da artisti provenienti dalle compagini corali del Teatro Regio di Parma e della Corale Luca Marenzio di Roma e sarà diretto da Martino Faggiani.


Biglietti: 10e 15euro In vendita dal 1° agosto presso la biglietteria del Teatro Flavio Vespasiano in via Garibaldi, 267, Rieti. Italia.  Orario di apertura tutti i giorni (festivi inclusi 9-­‐13•16-­‐20) tel. +39 0746271335 fax +39 0746200080



Concerto di belcanto’ del tenore russo Dmitry Korchak - Rossini Opera Festival 2011, Pesaro

Foto: Dmitry Korchak

Renzo Bellardone

ROSSINI OPERA FESTIVAL 2011. Per i 150 anni dell’Unità d’Italia. Martedì 16 agosto ore 17,00 – Auditorium Pedrotti. DMITRY KORCHAK - tenore. Alexander Pokidchenko - pianoforte. Sergei Rachmaninov: Do not sing, my beauty, I am again alone, They answered, The isle of the dead, Spring water. Gioacchino Rossini. Soirées musicales, 7. la gita in gondola, 1. la promessa, Pechés de viellesse, Vol.I, Album italiano, 3.Tirana alla spagnola, Pechés de viellesse, Vol. XIII, Musique Anodine, 1. Prelude, Pechées del viellesse, Vol.I, Album italiano, 2. La Lontananza, Pechès del viellesse, Pechés de viellesse, Vol.III, Morceaux réservés, 2. L’esule. Soirées musicales. 4. L’orgia.

L’elegante auditorium Pedrotti impreziosito dal grande organo del 1906 ( Famiglia Organaria Vincenzo Mascioni di Cuvio) ivi collocato grazie all’interessamento di Marco Enrico Bossi, ospita oggi il ‘Concerto di belcanto’ del tenore russo Dmitry Korchak, con un omaggio a Rachmaninov ed uno ovviamente a Rossini. Korchak è una presenza abituale al ROF , quindi ben conosciuto al pubblico pesarese che lo apprezza.; oggi il giovane cantante presenta un programma belcantista: con presenza scenica e capacità interpretative di buon livello, seppur apparentemente ‘spinto’controlla agilmente sia le note alte che il registro inferiore. Apre con Rachmaninov che ‘porge’ con l’accorata tenerezza del ricordo; voce piena e timbro nitido presenta un gradevole colore pieno, che sa sfumare in atmosfere più tenui. Alexander Pokidchenko, consolidato musicista lo accompagna al pianoforte con la sicurezza del concertista di ‘lungo corso’, manifestandosi appieno con il brano per pianoforte solo ‘Prelude’ da Pèches de viellesse di Rossini, nella seconda parte del concerto. L’ovvio omaggio a Rossini va ad innestarsi sulla celebrazione dei 150 anni dell’unità d’Italia, e con l’ ‘Esule’, Korchak sfoggia schietta acutezza tenorile, mentre fa emergere il ricordo degli anni rossiniani a Parigi. Con il ‘cantiam, cantiam , cantiam ridiam’ dall’ ‘L’orgia’ dalle Soirées musicales, tratteggia un inno all’amor profano, quasi una ‘Burlesque’, cui certamente Rossini non era insensibile. Ben amalgamati il tenore ed il pianista lavorano d’intesa ricreando le attese atmosfere con  note danzanti e divertissement, trilli e variazioni, virtuosismi ed agilità . La Musica vince sempre.