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Thursday, February 8, 2024

El Elixir de Amor en Civitanova Italia

Foto:Foto: Luigi di Benedetto 

Eduardo Andaluz 

La Temporada de Civitanova all’Opera, que se lleva a cabo en la ciudad homónima en la costa adriática italiana, llega a su quinta edición, como un ejemplo fehaciente de cómo se pueden montar producciones valiosas a pesar de no disponer de grandes recursos económicos, y gracias a la pasión, al genio, a la imaginación y al respeto por la tradición de todos, para que el público pueda revivir épocas pasadas divirtiéndose y soñando. El mérito principal es sin duda del maestro Alfredo Sorichetti, creador del proyecto y director, quien contó con la colaboración de la Orquesta Puccini y del excelente Coro Ventidio Basso dirigido por el un profesional que es Giovanni Farina. Este año se estrenaron los diseños escenográficos de Sauro Maurizi que recreó una granja, una posada con fardos de heno, carros, sacos de harina, mesas de la época, todo bajo un cielo en el atardecer, con la luna llena y el mar al fondo. Las iluminacion de Giordano Corsetti y el vestuario de la entusiasta Camilla Melelli, hizo resaltar aún más el todo. Dirigió la escena el maestro mexicano, el tijuanense, José Medina quien ofreció una visión atenta y respetuosa del libreto, y caracterizó a los personajes con ideas divertidas y sugerentes. Paola Antonucci, experta cantante del bel canto, interpretó el personaje de Adina de manera sobresaliente. Por fin una soprano, que, gracias a su segura técnica, no sólo canta las notas dando sonido y volumen, sino que no hizo que no se nos perdiera ni una sola palabra. Mostró cualidades como una agilidad deslumbrante y notas agudas brillantes. Su personalidad escénica es fuerte, y además demostró en algunos momentos que es buena bailarina. Nemorino fue interpretado por el joven venezolano Reinaldo Droz con buena presencia escénica creó un personaje convincente amoros. En el papel del charlatán Dulcamara, el histriónico Giampiero Ruggeri encantó y entretuvo al público con su lenguaje florido y sus exageraciones. Refinado experto en recitar cantando, ciertamente honró, junto con Antonucci, al legendario barítono Sesto Bruscantini, de quien fueron alumnos en su juventud y a quien estuvo dedicada la velada. Davide Bartolucci encarnó muy bien al atrevido y pomposo Belcore, y cantó con buen timbre vocal y confianza en el escenario. Finalmente, la ingeniosa Giannetta de Jessica Ricci, joven y segura de sí misma, hizo gala de un cálido timbre vocal y facilidad en sus desplazamientos escénicos. La obra, que como sabemos aborda temas universales como el amor, los celos y la búsqueda de la felicidad, sigue siendo representada hoy en día en todo el mundo y la velada en Civitanova dejó entusiasmados al público que rindió homenaje a todos los artistas con largos y sentidos aplausos al final. Cabe mencionar que en esta quinta edición de Civitanova all’opera, que comenzó el 16 de diciembre del 2023 con Rigoletto y concluyó en esta velada reseñada, la elección de los dos títulos fue elegidos para celebrar al bajo-barítono civitanovese, oriundo de esta ciudad, Sesto Bruscatini, quien fallecería hace 20 años, y que fue un intérprete insuperable en ambos títulos. Ambos títulos fueron anunciados inicialmente en la tercera edición del festival en febrero del 2020 pero que debió ser cancelada por la pandemia de Covid. Fue a causa de la insistencia del público local que hicieron que se decidiera montar este año, los títulos como estaban previsto y el correspondiente homenaje a uno de los grandes de la lírica.



Wednesday, February 7, 2024

L'Elisir d'Amore -Civitanova all'Opera

Foto: Luigi di Benedetto 

Eduardo Andaluz 

La Stagione di Civitanova all’Opera è arrivata alla sua quinta edizione; un esempio di come si possano metter su allestimenti pregevoli pur non possedendo grandi risorse economiche, ma con la passione di tutti, la genialità , la fantasia ed il rispetto per la tradizione, così che il pubblico possa rivivere epoche passate e divertendosi e sognando. Il merito principale è sicuramente del Maestro Alfredo Sorichetti, ideatore del progetto e direttore d’orchestra, il quale si avvale della collaborazione dell’Orchesta Puccini e del bravissimo Coro Ventidio Basso diretto dal grande professionista Giovanni Farina. Quest’anno fanno il loro debutto le scene di Sauro Maurizi che ricreano la fattoria,la locanda con le balle di fieno, , carri, sacchi di farina, tavoli dell’epoca, sotto un cielo al tramonto, la luna piena ed il mare nel fondo. Le luci di Giordano Corsetti ed i costumi dell’appassionata Camilla Melelli, davano risalto al tutto . Il messicano José Medina curava la regia. Attento e rispettoso del libretto, ha caratterizzato i personaggi con trovate divertenti e suggestive. Paola Antonucci, esperta belcantista, interpreta il personaggio di Adina da vera fuoriclasse. Finalmente un soprano, che, forte della sua sicurissima tecnica, non canta solo le note dando suono e volume, ma che non ci fa perdere una sola parola. Agilità sfolgoranti ed acuti brillanti. Forte personalità scenica , che ci dà prova in alcuni momenti, anche di essere una brava ballerina. Nemorino e’ interpretatato dal giovane venezuelano Reinaldo Droz di bella presenza scenica e convincentemente amoroso. Nei panni del ciarlatano Dulcamara , l’istrionico Giampiero Ruggeri che incanta e diverte il pubblico col suo linguaggio fiorito e le sue esagerazioni. Raffinato esperto del recitar cantando , ha certamente fatto onore , insieme a madame Antonucci, al mitico baritono Sesto Bruscantini, di cui sono stati allievi in gioventù e al quale la serata e’ stata dedicata. Davide Bartolucci incarna molto bene lo spavaldo e borioso Belcore. Bel timbro vocale e sicurezza scenica . Infine , la spiritosa Giannetta e’ Jessica Ricci , giovane e spigliata, sfoggia un caldo timbro vocale e spigliatezza scenica. Quest’opera che affronta temi universali come l’amore , la gelosia e la ricerca della felicità e’ rappresenta ancor oggi in tutto il mondo e la serata civitanovese ha lasciato entusiasta il pubblico , che ha omaggiato tutti gli artisti con lunghi e sentiti applausi finali.


Wednesday, March 30, 2016

La Cenerentola - Teatro Regio di Torino

Foto: Ramella&Giannese - Teatro Regio di Torino

Renzo Bellardone

La ‘favola’ in musica viene presentata in ‘prova generale’ con le caratteristiche che il termine ‘prova’ include ed a cui vincola nelle considerazioni; in questa occorrenza ad esempio Giuliana Gianfaldoni –nel ruolo di Clorinda- per una improvvisa afonia non ha cantato, limitandosi all’interpretazione attoriale e le sue parti sono state cantate dalla direttrice, per la prima volta sul podio del Regio,  Speranza Scappucci. Questa, con piglio sicuro ed elegante gesto ampio ha diretto con tranquillità ed attenzione, ricavandone una lettura fedele, vivace  e ricca di spunti gradevoli. L’idea registica del  giovane  Alessandro Talevi di ambientare la vicenda in una Cinecittà post bellica con l’evidente desiderio sociale di ripresa, di mettersi in mostra e di scalata sociale  è simpatica, grazie anche ai ‘ruoli cinematografici’ affidati di volta in volta ai personaggi della vicenda. La favola è ben conosciuta ed in Rossini viene ripreso il fil rouge dell’amore semplice e puro che vince sulla ricchezza ed anche sulla beltà: se in Barbiere il Conte si traveste più volte per raggiungere l’innamorata,  qui il principe Don Ramiro manda in avanscoperta il fido Alidoro ed il servitore Dandini per individuare il cuore più puro. Chiara Amarù è consolidata ottima interprete rossiniana ed anche in questa Cenerentola esprime bravura con  accenti luminosi e vividamente brillanti; della sorellastra Clorinda si è già detto, mentre un commento positivo va a  Loriana Castellano buona  interprete di Tisbe. Carlo lepore, in Don Magnifico riesce a coniugare l’interpretazione scenica alla possente voce timbricamente rilevante che sa usare con sorprendente duttilità. Il principe Ramiro incontra in Antonino Siragusa un sempre valido interprete vivace e brillante; piacevole sorpresa l’Alidoro interpretato da Roberto Tagliavini, attento ben misurato ed efficace. Il brillante Paolo Bordogna, una garanzia nel ruolo,   raccoglie consensi per un’interpretazione allegra ed accattivante. In pomeridiana ho replicato l’ascolto con l’altro cast e fatte salve le buone  impressioni della generale si è potuto risottolineare  l’efficacia della simpatica direzione di Speranza Scappucci e si è apprezzata Giuliana Gianfaldoni, la quale ripresasi dall’afonia ha ben interpretato il ruolo di Clorinda. Simpatica e divertente  è l’inserimento della figura del ‘sarto’ molto ‘stiloso’ interpretato da Lorenzo Battagion. Venendo agli altri interpreti non si può che essere contenti di un cast così giovane e valido. Don Magnifico trova in Marco Filippo Romano un degnissimo interprete: voce robusta e gradevole, sapientemente modulata, in aggiunta  a verve interpretativa. Giorgio Misseri, nel ruolo di Ramiro, ha espresso un bel colore e mantenuto sicura e costante linea di canto. Davide Bartolucci, brillante Dandini,  ha convinto esprimendo vivacità e tono, come Simon Lim in Alidoro reso con voce potente ed interpretazione disinvolta. Venendo al ruolo del titolo, Daniela Pini è stata ‘elegantemente’ Cenerentola offrendo voce dai bei colori ambrati e vividi oltre ad essere completamente a proprio agio sul palcoscenico. Costante resta l’apprezzamento al coro diretto da Claudio Fenoglio. La Musica vince sempre.