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Thursday, June 9, 2011

Stabat Mater di Rossini - The Cleveland Orchestra

Foto: Roger Mastroianni

Ramón Jacques

The Cleveland Orchestra, con una formidabile e prolifica attività iniziata nel 1918, attualmente è senza dubbio la migliore orchestra sinfonica degli USA. E giustamente, con le orchestre di New York, Boston, Chicago e Philadelphia, forma il gruppo delle “Big Five” .Nell'antica e notevole sala dei concerti Severance Hall, tradizionale sede dell'orchestra, abbiamo assistito al concerto di chiusura della stagione 2010-11. Il programma è iniziato colla prima mondiale del concerto per flauto e orchestra Flûte en suite, del clarinettista e compositore tedesco Jörg Widmann (1973), commissionato dall'orchestra. L'opera constava di otto brevi movimenti, dove le atonali oscurità timbriche degli archi e dei fiati contrastavano con le brillanti e colorite armonie del flauto di Joshua Smith, che ha concluso la sua esibizione con la vivace Badinerie, un brano del più puro stile barocco. Ma il momento più alto del concerto è stata un'indimenticabile esecuzione dello Stabat Mater di Rossini, dove l'orchestra ha esibito tutte le sue possibilità timbriche e di fraseggio, privilegiando l'aspetto della soavità e della leggerezza e, soprattutto, della giusta misura, non poca cosa. Il direttore Franz Welser-Möst ha offerto così una lettura elegante e limpida, guidando inoltre l'ottimo Cleveland Orchestra Chorus e, soprattutto, il granitico quartetto di solisti ospiti, che hanno notevolmente contribuito al successo della serata. Il basso Luca Pisaroni ha saputo dare al suo canto, come sempre, accenti di autentica e lirica drammaticità, che arricchiscono la sua già lussuosa voce, mentre il tenore canadese John Tessier ha dimostrato di possedere una grande e gradevole voce. Del soprano Malin Hartelius abbiamo apprezzato un canto chiaro e brillante e il mezzosoprano Anna Bonitatibus, che sembra nata per cantare Rossini, col suo stile impeccabile e la nobiltà del suo canto ha affascinato totalmente l'auditorio nella commovente aria Fac ut portem.

Thursday, June 2, 2011

Stabat Mater de Rossini con la Orquesta de Cleveland

Foto: Roger Mastroianni - The Cleveland Orchestra

Ramón Jacques

Con una formidable y prolífica trayectoria que comenzó desde su fundación en el año de 1918, The Cleveland Orchestra, que forma parte del grupo denominado informalmente como “Big Five” (que junto a esta orquesta lo componen las de: Nueva York, Boston, Filadelfia y Chicago) es sin dudas la mejor orquesta sinfónica estadounidense en la actualidad.  En la antigua y admirable sala de conciertos Severance Hall, sede histórica de la agrupación, se realizó el concierto de clausura de la temporada 2010-2011 con un programa que inicio con el estreno mundial de: Flûte en suite, el concierto para flauta y orquesta del compositor y clarinetista alemán Jörg Widmann, compuesta por encargo de la propia orquesta.  En la obra de ocho breves movimientos, se contrastan oscuros timbres atonales de las cuerdas, los alientos y metales de la orquesta, con la brillante y colorida armonía que emergió del instrumento del flautista Josua Smith, y que concluyó con el brillante y alegre Badinerie, movimiento de estilo totalmente barroco. El momento más alto del concierto fue la sublime interpretación ofrecida del Stabat Mater de Rossini, en la que se escuchó la ductilidad y la ligereza en cada una de las  líneas de la orquesta, que con mesurado fraseo y una suave y delicada timbrica hicieron que la obra sonara ligera y suave. Su director musical Franz Welser-Möst mostró seguridad en una lectura que fue elegante y transparente. Optimo fue el desempeño del Cleveland Orchestra Chorus, y sobretodo del sólido elenco de solistas invitados, que contribuyeron al éxito de la interpretación y que contó con la presencia del bajo-barítono Luca Pisaroni quien dio a su cantó acentos de autentico y creible dramatismo; del tenor canadiense John Tessier, poseedor de una voz luminosa de grata sonoridad; de la soprano Malin Hartelius de brillante y claro canto; y de la mezzosoprano Anna Bonitatibus, de impecable acento y estilo, por la suave y mórbida belleza de su timbre y la nobleza mostrada, particularmente en su conmovedora ejecución de la cavatina Fac ut portem.