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Friday, April 12, 2019

Jenůfa - Teatro dell’opera Olandese

Foto: © Ruth Walz

Ramón Jacques
Jenůfa  è stata rappresentata al teatro dell’opera olandese con la nuova proposta di Katie Mitchell adattata all’epoca moderna con scene e costumi di Lizzie Clachan, che raccontava la storia come se si trattasse di una telenovela, toccando temi sociali attuali come le molestie sul posto di lavoro, le gravidanze non desiderate e la violenza contro le donne. Le iummagini apparivano dirette e realistiche e si sviluppavano in un ufficio, nella casa della Kostelnička e in un salone delle feste, con delle scene così ben progettate da sembrare in uno studio televisivo, sebbene ciò che effettivamente si osservava erano immagini della vita tormentata di Jenůfa. La scena più di impatto è stata quella nell’ufficio del primo atto in cui lo spettatore poteva vedere quello che succedeva negli ambienti di una importatnte impresa, separati da muri, e nel quale Jenůfa lavorava come segretaria esecutiva. Risaltava la drammaticità e la cupezza della partitura orchestrale grazie alla solida direzione di Tomáš Netopil davanti ad una omogenea Netherlands Philarmonic Orkest. Molto buono il disimpegno vocale pieno di lirismo e di qualità della voce esibito dal soprano Annette Dash, che debuttava nel personaggio di Jenůfa, la cui figura  attraente e slanciata ben si adattava al personaggio disegnato in questa produzione. Evelyn Herlitzius è stata la malevole Kostelnička, ambizionsa, diabolica e credibile, con un vigoroso dispiego di mezzi vocali. Altro punto di eccellenza nel cast è stata la presenza dell’esperto mezzosoprano tedesco Hanna Schwarz nel ruolo della nonna Buryiiovka, di cui si registrava la sua lunga esperienza e la sicurezza vocale. Norman Reinhardt ha  impersonato bene lo sgradevole Števa, da parte sua Pavel Černoch ha dato colore e smalto al suo canto come violento Laca. E’ piaciuto il mezzosoprano Karin Strobos per la sua incredula Karolka e il coro ha velocemente compiuto i propri interventi.



Thursday, February 14, 2019

Jenůfa en Amsterdam


0Foto: © Ruth Walz
Ramón Jacques 
Jenůfa fue presentada en el teatro de la ópera neerlandesa con una nueva propuesta de Katie Mitchell adaptada a la época moderna, con escenario y vestuarios de Lizzie Clachan que contó la historia como si se tratara de una telenovela, abordando temas sociales actuales como el acoso laboral, los embarazos no deseados y la violencia contra las mujeres. Las imágenes son directas y muy realistas, y se desarrollan dentro de una oficina, la casa de Kostelnička y un salón de fiestas, con sets tan bien diseñados como si se tratara de un estudio de televisión, aunque lo que en realidad se observa son imágenes de la atormentada vida de Jenůfa. La escena más impactante, es la oficina del primer acto, donde el espectador puede ver lo que sucede dentro de cada oficina de una importante empresa, separadas entre sí por muros, y en la que Jenůfa trabaja como secretaria ejecutiva. Resaltó el dramatismo y la oscuridad de la partitura orquestal gracias a la sólida conducción de Tomáš Netopil al frente de una homogénea Netherlands Philarmonic Orkest. Muy buen despliegue vocal pleno de lirismo y las cualidades de su voz, exhibió la soprano Annette Dasch, quien debutó el personaje de Jenůfa, y cuya atractiva y esbelta figura se adecuó fielmente a la papeleta que requería la producción. Evelyn Herlitzius fue la malévola Kostelnička, ambiciosa, diabólica y creíble, con un vigoroso despliegue vocal. Otro punto para destacar en el elenco fue la presencia de la experimentada mezzosoprano alemana Hanna Schwarz como la abuela Buryjovka, quien dejó constancia de su larga experiencia y su seguridad vocal. Norman Reinhardt personifico bien al desagradable Števa, Por su parte, Pavel Černoch dio colorido y matices a su canto como el violento Laca. Agradó la mezzosoprano Karin Strobos por su incrédula Karolka; y el coro cumplió con celeridad, pero empuje cuando fue requerido.