Friday, January 20, 2012

Francesco Micheli è il nuovo direttore artistico dello Sferisterio, Macerata

Scelta unitaria del CDA sulla prossima stagione lirica e sulle linee di sviluppo per il futuro dello Sferisterio.

Giancarlo del Monaco curerà un progetto per le collaborazioni e cooproduzioni con i teatri internazionali e con la Cina in particolare. Scelta unitaria del CdA dello Sferisterio sulla prossima stagione lirica e sul futuro dello Sferisterio secondo un progetto che coniuga sviluppo economico e culturale del territorio alla promozione internazionale dell’Arena maceratese. Ad attuare il nuovo corso dello Sferisterio sarà Francesco Micheli, nominato all’unanimità direttore artistico della stagione 2012. Traviata Bohème e Carmen saranno le opere in cartellone. Alla base della scelta del giovane regista emergente alla direzione artistica dello Sferisterio è l’idea forte di coniugare la tradizione con la valorizzazione dei giovani talenti, il rafforzamento del legame tra il teatro d’opera e il territorio nonché la capacità di far dialogare il melodramma con altre forme d’arte, indicati dal CdA nelle linee guida. Accanto alla direzione artistica, il Cda ha voluto fin d’ora mettere in campo un progetto di promozione internazionale dello Sferisterio e dell’intero territorio, avvalendosi di Giancarlo del Monaco per curare nei prossimi due anni le collaborazioni e coproduzioni con i maggiori teatri esteri e della Cina in particolare. Il Festival 2012 che, come già annunciato, vivrà quindi sotto il nume tutelare del grande Josef Svoboda nel decennale della morte e nel ventennale della sua memorabile Traviata degli specchi, vedrà anche una serata speciale dedicata al trentennale della morte di Mario del Monaco curata dal figlio Giancarlo. Confermata la collaborazione con Civitanova Danza per una serata di balletto. Lo Sferisterio si aprirà anche a nuovi generi quali il musical, avvalendosi dell’esperienza di Saverio Marconi. Un cartellone fondato quindi su tre dei più significativi e popolari titoli del grande repertorio, allestiti con spettacoli classici ma nello stesso tempo aggiornati alla contemporaneità e in grado di aprirsi ad altri generi ed altri eventi, per fare della città di Macerata e del suo territorio un palcoscenico della musica e del teatro. “Non ci sono parole per descrivere il sentimento di soddisfazione e responsabilità per questo incarico in una teatro importante come lo Sferisterio di Macerata, commenta il neo direttore artistico, Francesco Micheli. Che il teatro si sia rivolto ad una persona che ha meno di 40 anni, è un segno molto forte di attenzione verso i giovani in un momento in cui si parla molto della loro valorizzazione. Metterò tutta la mia energia per un Festival di cui si parla in tutto il mondo. Spero di essere all’altezza di questo incarico, la cui importanza è attestata dalla levatura del mio predecessore, da cui ho tanto appreso e che ho tanto ammirato in quanto regista”“Esprimo soddisfazione – dichiara il presidente Carancini - per la decisione unitaria del CdA. Pienamente convincenti appaiono le parole chiave che hanno ispirato le scelte: i giovani e il futuro nella tradizione segnano una svolta che rilancerà lo Sferisterio, la città di Macerata e l’intero territorio provinciale al centro di un progetto innovativo e coraggioso”.Il vice presidente Pettinari sottolinea con soddisfazione “l’unanimità del CdA sul progetto innovativo che vuole fare dello Sferisterio anche un’occasione di sviluppo per il territorio provinciale sia dal punto di vista economico e turistico, sia per le tante realtà ed istituti culturali e formativi che esso esprime”


Francesco Micheli

Nato nel 1972 a Bergamo, laureato in Lettere Moderne, si è diplomato a 24 anni alla Civica Scuola d'Arte Drammatica "Paolo Grassi" di Milano. Insegna regia presso il biennio di specializzazione in Scenografia all’Accademia di Brera e collabora con la rete satellitare SKY Classica nell’ideazione e conduzione di programma relativi all’opera lirica. E’ stato recentemente insignito del prestigioso XXX Premio Abbiati per la regia de Il Killer di parole di Claudio Ambrosini su soggetto di Daniele Pennac, rappresentato al Teatro la Fenice di Venezia, che andrà in scena la prossima estate anche all’Opera Nazionale Loren di Nancy. Sempre per la Fenice ha firmato recentemente la regia de la Bohème e curerà la nuova produzione de L’Otello di Giuseppe Verdi che inaugurerà per la prossima stagione 2012 del teatro veneziano. Francesco Micheli inizia a lavorare come aiuto regista per il circuito lirico regionale toscano (Manon Lescaut), il circuito lirico regionale lombardo (Falstaff, Trovatore), il Festival di Wexford (Cavalieri di Ekebù). Nella regia d'opera debutta nel 1997 con La Cantarina di Niccolò Piccinni, per il Museo del Teatro alla Scala. Nello stesso anno dà inizio alla collaborazione con l’As.Li.Co. per il progetto Opera Domani che conduce nei successivi tre anni alla produzione de L'Isola di Merlino da Gluck, Il Piccolo Flauto Magico da Mozart, Don Chisciotte da Massenet, distribuiti poi al Teatro Comunale di Firenze e alla Fenice di Venezia.
E’ autore di lavori innovativi che si collocano tra il concerto e lo spettacolo per il desiderio di dare forma al teatro lirico di ricerca. Tale progetto lo porta a collaborare con vari teatri italiani, con lavori quali W Verdi, Da Vivaldi a Pasolini, Da Verdi a Mina. In quest’ottica ha inoltre curato una collaborazione con enti non teatrali in cui il repertorio classico si trovi a dialogare con i linguaggi del contemporaneo: dal Carcere di San Vittore a locali jazz milanesi fino all’inaugurazione dei Padiglioni Atrium di Giorgio Giugiaro per le Olimpiadi di Torino.  Ha curato la regia di numerose opere: Le Nozze di Figaro per il Luglio Musicale Trapanese, Il Nabucco per il Circuito lirico Lombardo, Mozart e Salieri e il piccolo Mozart per i Pomeriggi Musicali di Milano, l’opera inedita Tana a Candragopoli per il Festival di Montepulciano, Il Flauto Magico di Mozart per il circuito regionale lombardo, ripreso per la rassegna Milano-estate 2000, organizzata dal Teatro alla Scala. E ancora La Bohème di Puccini per il circuito lirico lombardo, un’opera contemporanea al Teatro Goldoni di Firenze per il Maggio Musicale, collaborazione col Festival Verdi per le celebrazioni nazionali al Teatro Regio di Parma assistendo Andrej Kontchalovskji nel Ballo in Maschera (diretto da Valery Gergiev) e firmando la regia del Trovatore. Nell’estate 2002 per il Festival Opera Barga cura la regia de l’Orlando Furioso di Antonio Vivaldi. Caratteristica della sua attività come regista d’opera è la sperimentazione e la ricerca che lo ha portato a ramificare la sua attività in diversi ambiti: dalla pedagogia alla scrittura, dall’interazione con i nuovi media alla direzione artistica di progetti complessi; creando un laboratorio sperimentale permanente per vivere il teatro lirico anche in contesti inusuali, dialogando con le forme di comunicazione della contemporaneità quali linguaggi cibernetici, video, televisione, convinto della necessità che il melodramma torni al centro della vita sociale nazionale. Ha ideato e curato il progetto Opera.it per la produzione di spettacoli di sperimentazione e divulgazione destinati al pubblico giovanile. Ha collaborato con il Massimo di Palermo al progetto per le scuole ideando, scrivendo e allestendo spettacoli di vario genere, ha ideato e diretto eventi in piazza e progetti a carattere sperimentale con l’Accademia di Santa Cecilia di Roma, il Maggio Musicale Fiorentino, le Olimpiadi invernali di Torino, il Rossini Opera Festival, per il quale ha allestito un evento multimediale dedicato al Barbiere di Siviglia cooprodotto con Sky.

Tuesday, January 17, 2012

The National Youth Orchestra of the United States of America is currently being established and its first conductor will be Valery Gergiev.

Photo: Valery Gergiev

New York’s Carnegie Hall is founding the first National Youth Orchestra of the USA which is set to include one hundred and twenty musicians aged between sixteen and nineteen from all over the country. Clive Gillinson, Executive and Artistic Director of Carnegie Hall, stated that the orchestra’s first performances will take place in the summer of 2013 at the Concert Hall of Purchase College University, New York State. The orchestra will subsequently appear at the Kennedy Center in Washington after which it will undertake an international tour, giving concerts in Moscow, St Petersburg and London. The orchestra will be performing at Carnegie Hall in the summer of 2014. The orchestra will appoint a new conductor on an annual basis. Valery Gergiev, Artistic and General Director of the Mariinsky Theatre, will be the orchestra’s conductor for its first season. The programme and dates of the tour will be announced early in 2013, although one work that the orchestra will be performing is already known – Shostakovich’s Tenth Symphony in E Minor.



Monday, January 16, 2012

Anna Bonitatibus interpreta Par che mi nasca in seno de Tamerlano de Handel

Anna Bonitatibus (mezzosoprano) - Irene de Tamerlano de Hancel
Par che mi nasca in seno

Saturday, January 14, 2012

Entrevista con la clavecinista y directora de orquesta francesa Emmanuelle Haïm

Fotos: Emmanuelle Haïm. Copyright: Simone Fowler - Virgin Classics

Directora de orquesta, clavecinista y hoy directora artística de la agrupación de música antigua Le Concert d’Astrée, Emmanuelle Haïm es pianista y organista de formación. Después de haber realizado sus estudios de clavecín con Kenneth Gilbert y de obtener diversos premios en el Conservatoire National Supérieur de Musique et de Danse de Paris, la pasión de esta talentosa artista francesa por la expresión vocal la llevó a la dirección de canto en el Centro de Música Barroca de Versalles. De 1990 al 2002 dio cursos de música vocal y repertorio barroco en el Conservatorio de París y ha dirigido a renombrados solistas y formaciones en prestigiosos escenarios internacionales. Tuvo gran éxito dirigiendo con la Glyndebourne Touring Opera Rodelinda y Theodora de Händel.

Emmanuelle fue la primera mujer en dirigir una ópera con la compañía Lyric Opera de Chicago, que fue Giulio Cesare en el 2007. Se presenta frecuentemente en el Festival de Glyndebourne, donde en el 2008 presentó una nueva producción de L’incoronazione di Poppea de Monteverdi, y dirige regularmente a las orquestas Age of Enlightment, de Birmingham, de Escocia, de Frankfurt así como la prestigiosa Orquesta Filarmónica de Berlín. En Norteamérica debutó recientemente dirigiendo la Filarmónica de Los Ángeles y próximamente lo hará con la de Nueva York. En producciones de ópera ha colaborado con directores de escena como Robert Carsen, Peter Sellars, Jean-François Sivadier, Jean-Louis Martinoty, Jean-Marie Villégier, Robert Wilson, David McVicar, y con su grupo le Concert d’Astrée ha dirigido obras como Thésée de Lully, Hippolyte et Aricie de Rameau, L’Orfeo de Monteverdi, Le nozze di Figaro de Mozart, Agrippina y Orlando, así como Giulio Cesare de Händel, con puesta escénica de Laurent Pelly en la Opéra Garnier de Paris.

Emmanuelle Haïm aceptó amablemente realizar esta entrevista, un día después de su debut orquestal norteamericano en el que dirigió a la Los Ángeles Philharmonic en un programa de música de Handel.  donde nos habla sobre su carrera y su interés por la voz y la música antigua.  http://www.leconcertdastree.fr/

Comencemos por un aspecto que quizás para ti nunca ha tenido importancia, pero en un mundo pensado para hombres, y más tradicionalista de lo que se puede pensar, ¿ser directora de orquesta mujer ha sido complicado para ti?

Es algo que me han preguntado en varias ocasiones pero en lo que no pienso demasiado; como tampoco en los obstáculos que pudieran existir, quizás porque mi trabajo lo hago con pasión, con temperamento, e incluso con ingenuidad. Te cuento una anécdota: cuando tenía nueve años de edad en la escuela me pidieron que dirigiera un coro, y de cierta forma eso fue algo que me dio una pauta para continuar y para pensar dónde y cómo llevar a cabo mis estudios de música. Generalmente se tiene la idea de que un líder, una figura política y un director de orquesta debe ser siempre un hombre mayor; no una mujer, y menos aún si es joven o guapa. Pero lo que yo he descubierto es que la verdadera dificultad para ser director o manager radica más en cómo saber mantener y manejar un grupo y en cómo crear y hacer música.

En tu pasado fuiste pianista y organista; en tu presente eres clavecinista y directora ¿Cómo ves tu futuro?

En realidad yo no lo planeé así, ya que es un proceso que se ha dado en mí y que me ha llevado a ser organista, pianista, clavecinista y luego directora de orquesta, actividad en la que tengo ya 10 años. Éste es un medio de relaciones, una microsociedad, por llamarla así, que te permite explorar y descubrir muchas cosas, por lo que, en cuanto a mi futuro se refiere, me veo haciendo lo mismo que ahora, pero además realizando investigaciones y editando y publicando música.

¿Qué significa para ti dirigir a cantantes y a instrumentistas? ¿Encuentras muchas diferencias?

No encuentro una diferencia y, de hecho, no creo que una cosa deba estar separada de la otra, ya que tanto el drama como la música tienen una historia y a mí me interesa descubrir qué es lo que esa historia tiene y quiere decirnos. Los cantantes, por su parte, pueden actuar además de cantar la música.

Es conocido el interés que tienes por las voces  ¿Qué es lo que mas te fascina de la voz humana?

Me gusta sobre todo por su ductilidad, por sus colores y sus matices. Es una parte íntima y frágil de una persona que a la vez puede ser universal. Como lo es por ejemplo una cantata de Bach.

¿Cómo nace para ti el proyecto de hacer una ópera? ¿Cómo eliges el título y cómo creas un elenco cuando tienes la ocasión de elegir todo tú?

La elección de un título de opera en realidad se da inicialmente con base en un gusto o deseo personal, aunque después se debe considerar si el proyecto es viable desde el punto de vista económico y las dificultades que implicaría, por ejemplo, el montar una ópera francesa o de Rameau. Un proyecto se puede realizar mediante teatros que se asociaron para un proyecto. Yo trabajo frecuentemente con los teatros de ópera de Lille y Dijon, como también con los de París. Un proyecto grande se puede probar primero de manera experimental y a menor escala, presentándose ante estudiantes, por ejemplo. Los elencos se eligen dependiendo del teatro y los medios disponibles, ya que no siempre se puede contar con estrellas.

Frecuentemente vemos representaciones de óperas de música antigua con puestas en escena modernas en las que parecería que la parte escénica va en sentido contrario a la música. ¿Qué piensas al respecto?

Con base en investigaciones podemos darnos una idea y conocer cómo eran históricamente las representaciones y el público que asistía a las óperas barrocas. Hoy nos enfrentamos a un público moderno que tiene más conocimientos y experiencias, por lo que la representación de una obra histórica debe estar enfocada a ese público, y el hecho de que estas obras sean alcanzables para el público depende del trabajo del director de escena y de la actuación. Si lo moderno es una forma de llegar al público, entonces considero que está bien; como la reciente puesta en escena moderna que hicimos de Agrippina de Händel en Lille, que funcionó bien tanto en lo musical y como en la parte escénica, con una producción situada en una epoca moderna. 

Monteverdi, Händel, Mozart ¿Son estos los compositores que más se acercan a tu sensibilidad?

Sí, los tres que mencionas indudablemente son algunos, aunque la elección algunas veces depende también del estado de ánimo del día. Yo agregaría a la lista a Bach, Rameau, Lully, Couperin, Cavalli, Purcell por el lado de la música antigua; y entre los contemporáneos mencionaría a Stravinski, Ravel, Ligeti, y Schumann, Schubert entre los románticos.

¿Qué tan importante consideras que debe ser ejecutar y presentar obras de autores desconocidos?

Ya que esto va ligado a un uso de recursos que hoy en el mundo de la cultura parecen escasear cada vez más. Creo que todas las obras que tiene un valor musical e histórico deben ser representadas. Hablo desde obras conocidas como podrían ser Acis and Galatea o Il trionfo del tempo e del disinganno de Händel, por mencionar algunas, hasta las obras menos conocidas de Rameau o los grandes motetes de Mondoville, por ejemplo; sólo que en la actualidad se deben considerar cuidadosamente los riesgos financieros que la ejecución de algunas obras pueden tener en los teatros y orquestas que las presentan. Por otra parte, los recursos son siempre necesarios para realizar mayores investigaciones y para la creación musical, que es como finalmente se crea un patrimonio.

¿Cuál consideras que es la importancia de la música en tiempos de crisis?

Yo estoy convencida de la necesidad de las artes y sobre todo de la música en tiempos de crisis. La música fue creada sin fines de lucro, y ello debe guiar a la gente a vivir de manera más simple y sin tantos lujos, a ponerse metas más altas y a encontrar la manera de alcanzarlas.

¿Qué importancia le das el papel que juega la mercadotecnia en la música antigua?

Creo que es una parte muy importante y necesaria de mi trabajo, cuyo propósito es el de difundir y compartir con la mayor cantidad de gente, y de hacer universal un estilo de música que es considerado como de museo y sobre todo elitista.

¿Qué nos puedes decir en relación al papel que juega un manager musical para un artista? ¿Has encontrado personas que te han alentado y facilitado tu trabajo?¿Cuál es tu experiencia al respecto?

Mi experiencia en ese sentido ha sido positiva, ya que mi grupo y yo tuvimos a una mujer como manager y su papel fue extremadamente importante: nos ayudó mucho porque apostó en nosotros como artistas, apoyándonos y animándonos a tomar riesgos y a realizar proyectos. Sé incluso que en ocasiones no dormía pensando en cosas que ni yo ni ninguno de nosotros mismos se hubieran imaginado.

¿Cómo consideras que se deba hacer para generar más interés en la música antigua? En Francia, por ejemplo, el público está formado en su mayoría por jóvenes. ¿Por qué? ¿A qué se debe?

Ya hablábamos sobre la difusión que se le debe dar a la música antigua, pero, en mi caso, parte de mi trabajo es dedicar tiempo a realizar proyectos educativos para diversos públicos. Varios miembros de mi grupo y yo tenemos hijos, por lo que estamos conscientes de la importancia que tiene introducir los niños a la música desde muy temprana edad. Hemos realizado versiones reducidas de obras importantes e históricas y de música de cámara en escuelas, mediante el uso dibujos animados, incluso al nivel de niños muy pequeños.

Finalmente ¿Consideras que en este mundo de hoy algo se ha perdido irremediablemente?

No creo que algo se haya perdido, porque soy una persona optimista, porque tengo esperanzo y porque creo en la gente. RJ

Friday, January 13, 2012

Una obra considerada inédita de Brahms tendrá pronto su estreno mundial

Foto: Andras Schiff

Una obra para piano recientemente descubierta del compositor romántico alemán Johannes Brahms (1833-1897) tendrá su estreno mundial en una de las emisoras de la BBC la próxima semana, casi 160 años después de haber sido escrita. Brahms compuso esta pieza de dos minutos de duración en 1853, con sólo 20 años, pero la obra fue descubierta recientemente por casualidad por el director de orquesta y musicólogo británico Christopher Hogwood mientras consultaba una colección de manuscritos en la Universidad de Princeton (Estados Unidos), según la BBC. La página de música de piano, que llevaba la firma de Brahms, figuraba en un libro de visitas que perteneció al director musical de Göttingen (Alemania), y que incluía también mensajes de Franz Liszt, Felix Mendelssohn o Robert Schumann, entre otros ilustres invitados. La obra, titulada Aque, se considera inédita, y era hasta ahora desconocida incluso para los estudiosos de Brahms. Sin embargo, es una obra "pequeña pero perfectamente formada, con sus apropiados acentos expresivos. Tiene un principio, un medio y un final", explicó el corresponsal de arte de la BBC, Will Gompertz. Además, contiene un tema que Brahms repitió 12 años después en el segundo movimiento de su Trío para Cuerno op.40. La emisora Radio 3 ha grabado por primera vez esta obra interpretada por el célebre pianista húngaro Andras Schiff. "Albumblatt es un increíble descubrimiento que nos da elementos fascinantes para entender cómo funcionaba ese gran compositor", dijo el responsable de la emisora, Roger Wright, antes del estreno previsto para el 21 de enero.

Thursday, January 12, 2012

Florencia - Temporada 2012 - un grand tour a través de las obras maestras - en un año caracterizado por el tema del viaje - 75a edición del Festival del Mayo Musical de Florencia - 4 de mayo – 10 de junio 2012‏


Temporada 2012,  un grand tour a través de las obras maestras en un año caracterizado por el tema del viaje temporada 2012 (enero - diciembre). 75a edición del Festival del Mayo Musical de Florencia 4 de mayo – 10 de junio 2012

Son muchas las novedades en esta temporada, durante un año que se caracteriza por el tema del viaje, que vuelve, desarrollado en múltiples formas y claves de lectura, a lo largo de recorridos musicales, literarios y artísticos, filosóficos, históricos y geográficos, en sintonía con las celebraciones vespucianas. Desde las numerosas producciones hasta las tournées (cabe destacar la más importante en América del Sur en agosto de 2012, precisamente para recordar al explorador florentino Américo Vespucio – Florencia, 9 de marzo de 1454 – Sevilla, 22 de febrero de 1512), desde los conciertos hasta las renovadas colaboraciones con las instituciones territoriales, el Teatro del Mayo Musical de Florencia aumenta la producción alcanzando ya para el 2012 un incremento del 20%% de subidas del telón.

La temporada 2012 se inaugura con un título rossiniano de 1825, que meterá a los espectadores en una experiencia tanto irónica como solemne – la ocasión es la de la coronación del rey Carlo X de Francia – un auténtico grand tour del siglo XIX: Il viaggio a Reims ossia L'albergo del Giglio d'Oro (18 – 24 de enero de 2012), dirige la orquesta el joven Daniele Rustioni (nacido en 1983), con la dirección de Marco Gandini en una nueva producción del Mayo Musical de Florencia; a este le seguirá otro título italiano, Tosca de Giacomo Puccini (21 - 26 de febrero), que vuelve en la producción florentina de Mario Pontiggia, dirige la orquesta Daniel Oren.

Seguirá un melodrama, también italiano, Anna Bolena de Gaetano Donizetti (15 – 24 de marzo), con la dirección musical de Roberto Abbado, dirigido por Graham Vick, escenografía y vestuario de Paul Brown, iluminación de Giuseppe di Iorio; la producción retoma la que se puso en escena en el Teatro Filarmónico de Verona, coproducida por la Fundación Arena di Verona y el Teatro Verdi de Trieste.

La Traviata de Giuseppe Verdi seguirá después del 75° Festival del Mayo Musical de Florencia (20 – 26 de junio); se trata de una puesta en escena histórica, realizada en colaboración con Maggio Formazione, con la vuelta del muy joven director de orquesta Andrea Battistoni, ya aplaudido en Florencia en ocasión del 74° Festival. La dirección es de Franco Ripa di Meana, con escenografía de Edoardo Sanchi, vestuario de Silvia Aymonino, iluminación de Guido Levi. El verano se cerrará con Gianni Schicchi de Giacomo Puccini, de nuevo en colaboración con Maggio Formazione (17 – 22 de julio).

El 24 de noviembre de 2012, la primera opera después de la pausa de verano será Turandot de Giacomo Puccini (en escena durante seis representaciones hasta el 6 de diciembre), para inaugurar finalmente el Nuevo Teatro de la Ópera de Florencia: Zubin Mehta en la ya apreciada y varias veces aplaudida producción de Zhang Yimou. El fil rouge de toda la temporada 2012 será el repertorio italiano, a través de un grand tour que empieza por la Francia del Viaggio a Reims, para continuar en la República romana de Floria Tosca y de Scarpia, y luego en la Inglaterra de la época de los Tudor con Anna Bolena, para volver a la Francia del siglo XIX de La dame aux camélias (La Traviata…), pasando por la Florencia infernal de Dante con el Gianni Schicchi hasta llegar a una China mágica contada por Carlo Gozzi y retomada luego por Puccini en su último título de ópera (Turandot), mientras que el 75° Festival del Mayo Musical de Florencia será totalmente dedicado a la Mitteleuropa de comienzos del siglo XX, al mito de una Europa en fermento, al melancólico ocaso del Imperio de los Austrias.

El 75° Festival del Mayo Musical de Florencia (4 de mayo – 10 de junio 2012) estrenará con Der Rosenkavalier de Richard Strauss (4 – 11 de mayo de 2012), ópera representada por primera vez el 26 de enero de 1911. Para su dirección volverá entre nosotros Eike Gramss (ya autor en Florencia de una afortunada edición de el Ratto del Serraglio de Mozart), a la batuta el ya habitual, Zubin Mehta, que en 2012 celebrará 50 años de dirección florentina desde su primer estreno: era el 11 de febrero de 1962, en programa Incontri de Giorgi, el Concierto para piano de Schumann como solista el gran Friedrich Gulda y la Sinfonia n. 1 de Gustav Mahler, un autor poco conocido por entonces en Italia.

Sigue, como de costumbre, una ópera encargada especialmente para el Mayo, La metamorfosi (tres representaciones de 22 a 25 de mayo), de la joven compositora italiana Silvia Colasanti, e inspirada en el homónimo texto de Franz Kafka, editado en 1915. Algunos días más tarde, del 31 de mayo al 5 de junio, se pondrán en escena dos obras maestras del compositor húngaro Béla Bartók: El mandarín maravilloso (empezada en 1918 y representada por primera vez en 1926) y El castillo de Barbazul (cuya primera redacción remonta a 1911 y luego ejecutada en 1918) dirigidas por Seiji Ozawa, cuya vuelta al Mayo Musical crea gran expectación. Se trata de una coproducción con el Saito Kinen Festival, con la dirección y coreografía de Jo Kanamori.

Dentro de este recorrido que atraviesa Austria, Alemania, Bohemia y Hungría, en un repertorio inspirado en los acontecimientos de comienzos del siglo XX, se incluyen las creaciones de MaggioDanza: la primera engastada en El mandarín maravilloso, la segunda en ocasión de Die vier Temperamente (17 – 20 de mayo en el Teatro della Pergola) con música de Paul Hindemith, coreografía de George Balanchine, también en programa Verklärte Nacht con música de Arnold Schönberg y coreografía de Susanne Linke.

El Ballet, dirigido por Francesco Ventriglia, llegará al Festival después de volver a proponer El lago de los cisnes. El enigma Č Tchaikovsky (4 – 8 de febrero), con músicas de Pyotr Ilyich Tchaikovsky y coreografía de Paul Chalmer, producción muy apreciada por el público y la crítica en la temporada 2011. En el Teatro Goldoni, de 10 a 16 de marzo, se propondrá una nueva creación, Short Time, que inaugurará un concurso para jóvenes coreógrafos en sus primeras experiencias. Después de la gala de danza en la Plaza de la Señoría (28 de junio), MaggioDanza volverá al Anfiteatro de las Cascine para volver a representar The Genesis Tribute (11 - 13 de julio).

En septiembre, un nuevo montaje, que incluye Sechs Tänze, con músicas de Mozart y la coreografía de Jirí Kylián, y Les Noces, con músicas de Igor Stravinskij y la coreografía de Andonis Foniadakis (27 – 30 de septiembre), cuenta con la colaboración de MaggioDanza y el Coro del Mayo Musical de Florencia junto con la Scuola di Musica de Fiésole.

En el Nuevo Teatro de la Ópera de Florencia Nir Kabaretti dirigirá la Orquesta del Mayo Musical de Florencia para un nueva creación de MaggioDanza, Il Mago di Oz (19 – 23 de diciembre).

A la batuta de El Mayo se alternarán grandes directores (junto a la dirección de Zubin Mehta, Kazushi Ono, Daniel Oren, Seiji Ozawa) y jóvenes de talento reconocido y aclamado, a los que se han entregado producciones de ópera y conciertos sinfónicos. Daniele Rustioni (nacido en 1983) estará en el podio para el título inaugural de la temporada – Il viaggio a Reims – y Andrea Battistoni (nacido en 1987) en la Traviata a final de verano, mientras que Diego Matheuz (nacido en 1984) será el primer protagonista del primer concierto de la temporada sinfónica el 28 de enero, Omer Meir Wellber, discípulo de Daniel Barenboim (1981), dirigirá la prima mundial de una ópera encargada por el Teatro del Mayo Musical de Florencia, Invisibile Acropolis de Carlo Boccadoro (5 y 7 de octubre), Ryan McAdams (nacido en el 1982) estará en cambio a la batuta del Teatro Comunale el 12 y 14 de octubre y Pietari Inkinen (1980) dirigirá a Salvatore Accardo en el concierto del 19 y 21 de octubre.

Juraj Valcuha y Tomas Netopil (respectivamente nacidos en 1976 y 1975) precederán los últimas citas de la temporada encargadas a la batuta de Florencia, la prestigiosa y querida de Zubin Mehta (9 de noviembre y 30 de noviembre).

En los programas de los conciertos sinfónicos compositores y óperas ya se encajan en el tema del viaje, ya parecen adelantar o evocar sugestiones y ecos de la Mitteleuropa, y aquí vemos repetirse varias veces los nombres de Gustav Mahler, Béla Bartók y Antonín Dvorák, que, con la Sinfonía n. 9 en mi menor, Op. 95 Desde el Nuevo Mundo, (dirigida por Zubin Mehta el 10 de mayo) sugiere el descubrimiento de Américo Vespucio.

Los grandes solistas volverán al escenario florentino, desde Radu Lupu el 5 de mayo, hasta el ya mencionado Salvatore Accardo el 19 de octubre.

Los amantes del repertorio barroco no se pueden perder la cita del 10 de junio con Fabio Biondi, violinista y director de orquesta, uno de los mayores especialistas actuales del género barroco, por primera vez dirigiendo la Orquesta y el Coro del Mayo Musical de Florencia, en ocasión del 75° Festival, interpreta Israel in Egypt, uno de los más extraordinarios oratorios de Georg Friedrich Händel, que no se había presentado en el Comunale desde 1985.

En el programa, por lo tanto, junto a títulos conocidos, queridos por el gran público, aparecen óperas nunca representadas en el Teatro Comunale (por ejemplo Il viaggio a Reims y Anna Bolena), y otras encargadas precisamente por el Teatro, para subrayar una vez más la atención hacia el redescubrimiento del repertorio y la propensión a valorar la música contemporánea.

Durante el 75° Festival, menos dilatado en el tiempo pero muy intenso, con ritmos cerrados, volverán las colaboraciones con las más importantes instituciones de Florencia, en los eventos MAGGIOBIMBI, MAGGIOARTE, MAGGIOMOSTRE, MAGGIOLIBRI, etc.

El calendario completo del 75° Festival se comunicará en los próximos meses con una rueda de prensa con este objetivo.

Orquesta, Coro, Ballet MaggioDanza

Laboratorios y Técnicos del Mayo Musical de Florencia

Dirección Artística Paolo Arcà
Dirección Zubin Mehta
Dirección del Coro Piero Monti
Dirección de MaggioDanza Francesco Ventriglia
Dirección escenográfica Italo Grassi

Las novedades para los espectadores y los abonados

Vuelven los conciertos sinfónicos el domingo por la mañana, la matinée, para facilitar a un público que no reside en Florencia; de este modo, con este restablecimiento de horario, se amplia el abanico de abonos y posibilidades, para satisfacer las exigencias de cada categoría de espectadores.

Muchas representaciones del sábado empezarán en cambio a las 18.00.


Se ha puesto especial atención en la formación del público con la introducción de guías para la mejor audición antes de las representaciones de las matinée de óperas y conciertos, realizadas en colaboración con los Amici del Teatro del Mayo Musical de Florencia: cada domingo, a las 14.45 en ocasión de las óperas y a las 15.45 de los conciertos, durante más o menos 30 minutos en el Piccolo Teatro será posible profundizar sobre asuntos sinfónicos y de ópera, útiles para mejor comprender y apreciar el contexto del espectáculo.

Estos momentos de profundización, en la sede y en la fecha de la representación, no van a sustituir las citas habituales en el Piccolo Teatro, realizadas en colaboración con Firenze Lirica e Il Foyer. Se intensificarán los encuentros incluso fuera del teatro, ya que se realizarán en lugares emblemáticos de la ciudad para así consolidar las colaboraciones ya existente con muchas instituciones civiles (mencionamos sólo Villa Cora, el Museo Stibbert y el Auditorium del Duomo).  Aumentan las actividades para las escuelas, dedicadas a más de 20.000 estudiantes, que cada año frecuentan los laboratorios didácticos y los espectáculos a ellos dedicados. Todas las iniciativas y los espectáculos para los niños dentro de poco serán objeto de una rueda de prensa con este objetivo.

La Hora del Mayo

En Rete Toscana Classica, desde el 16 de enero 2012, cada lunes a las 15.40, Francesca Zardini y Giovanni Vitali cuentan la vida del Teatro. Noticias, curiosidades, profundizaciones, entrevistas, audiciones: un programa en directa para descubrir anécdotas curiosas, escuchar canciones de los archivos del Teatro, seguir las producciones con entrevistas de entre bastidores.

RAI RADIO 3

Toda la cartelera de ópera se transmitirá en directo en RAI RADIO 3.


 
Celebraciones y aniversarios:

- 500 años de la muerte de Américo Vespucio (Firenze, 9 de marzo de 1454 – 22 de febrero de 1512) dentro de las Celebrazioni Vespucciane
- 400 años de la muerte de Giovanni Gabrieli (1557 - 1612)
- 150 años del Teatro Comunale (inaugurado el 17 de mayo de 1862, en tiempos del Politeama Fiorentino)
- 75° Festival del Mayo Musical de Florencia
- 50 años del debut del Maestro Zubin Mehta a la batuta del Mayo Musical de Florencia (11 de febrero de 1962)

Unos números de la temporada y del festival 2012:

- 19 producciones de los cuales:
o 9 óperas
o 10 ballets
- 18 grandes conciertos y 2 Galas de verano
- 3 nuevas producciones:
o Il viaggio a Reims de Gioachino Rossini
o Der Rosenkavalier de Richard Strauss
o Gianni Schicchi de Giacomo Puccini
- 2 primas mundiales:
o La metamorfosi de Silvia Colasanti
o Invisibile Acropolis de Carlo Boccadoro
- 2 primeras representaciones en Italia:
o Dear Maler Träumt para barítono y orquesta de Wolfgang Rihm
o Pelleas und Melisande op. 5 de Arnold Schönberg, versión para orquesta de cámara de Cliff Colnot
- 2 primas absolutas en el Teatro Comunale:
o Il viaggio a Reims de Gioachino Rossini
o Anna Bolena de Gaetano Donizetti
- 5 reposiciones:
o Tosca de Giacomo Puccini
o La Traviata de Giuseppe Verdi
o Turandot de Giacomo Puccini
o El lago de los cisnes de Pyotr Ilyich Tchaikovsky
o The Genesis Tribute coreografía con músicas de los Genesis
- 1 coproducción:
o El mandarín maravilloso y El castillo de Barbazul Mandarino con Saito Kinen Festival
- 4 nuevas creaciones coreográficas:
o Short Time
o Verklärte Nacht
o Les Noces
o El maravilloso Mago de Oz



Wednesday, January 11, 2012

Oxana Arkaeva - soprano


Oxana Arkaeva - soprano

Ukrainian born soprano made her first stage appearance at the age of six. She studied the Russian folk instrument Domra and Piano and sang in her mother's vocal ensemble, performing various repertoire from folk songs to classical compositions. She studied at the Tchaikowsky State Conservatory, where she made her operatic debut as Euridice in Gluck's "Orfeo" and as Tatiana in Tchaikowsky' s "Eugene Onegin". Then followed two years at the Manhattan School of Music in New York, where she performed numerous recitals including the famous Steinway Hall.
Oxana Arkaeva is a winner of such renowned international Competitions such as.
1. Prize at the "Operalia - 94", World Opera Competition in Mexico -City.
2. Prize at the "Olga Koussewitzky Singing Contest", New York, USA
2. Prize at the "S´Hertogenbosch" International Vocal Competition, Netherlands
2. Prize "XXII Academia di perfezionamento di arte vocale", Italy
She continuosly performs at different theatres and concert halls throughout Germany and Europe, and has sung in Venezuela, Mexico, Russia and USA. She was a member of Frankfurt Opera and State Theatre in Saarbrucken opera ensambles and since the 2009-2010 she is a member of the Opera in Ulm, Germany



Ángeles Blancas: Lou Salomé en La Fenice-Venezia: Protagonista del estreno italiano de la ópera di Sinopoli

Enero 2012 - En las últimas temporadas Ángeles Blancas se ha destacado como una cantante versátil que ha podido asumir retos de gran complejidad sin problema alguno. Ahora está delante de uno de ellos y bien importante. Se trata del estreno italiano de "Lou Salomé", ópera compuesta por el fallecido director de orquesta y compositor Giuseppe Sinopoli estrenada en München en 1981. Estas funciones tienen lugar en el Teatro de la Fenice de Venezia para celebrar el 10º Aniversario de la muerte del compositor y el 30ª Aniversario del estreno de la obra.  El argumento narra la vida de Lou Andreas-Salomé, controvertida escritora rusa nacida en 1861 que tuvo relación con importantes personalidades de su época como Nietzsche o Rilke, con una prolífica obra publicada. La Fenice ha confiado en Ángeles Blancas para que sea quien presente esta difícil obra ante el público italiano. Las funciones serán entre el 21 y el 28 de enero del 2012 y cuenta con la dirección musical de Lothar Zagrosek y la puesta en escena de Luca Ronconi.  No es la primera vez que la soprano española representa óperas de esta dificultad. Recordemos que ya interpretó "Die Gezeichneten" de Schreker en Palermo y "La Cabeza del Bautista" de Enric Palomar en el Gran Teatro del Liceo de Barcelona. Inmediatamente después de Venezia se trasladará a Madrid, más concretamente al Teatro de la Zarzuela. Representará su retorno en una producción escénica en ese teatro madrileño desde 1994. Lo hará protagonizando "El Gato Montés" de Penella, con dirección escénica de José Carlos Plaza y dirección musical de Cristóbal Soler.

Próximos compromisos:


*Enero 2012
Teatro de la Fenice-Venezia
"Lou Salomé" (G. Sinopoli) - [Lou Salomé]

* Febrero-Marzo 2012
Teatro de la Zarzuela-Madrid
"El Gato Montes" (M. Penella) - [Solea]

* Mayo-Junio 2012
Teatro Villamarta-Jerez
"Tosca" (G. Puccini) - [Tosca]

"Lou Salomé" italian premiere at La Fenice-Venezia: Ángeles Blancas sings the leading role in Sinopoli's opera

January 2012 - In the last seasons Ángeles Blancas has emerged as a versatile singer who has been able to take on very complex challenges without problems. Now she is in front of one of those and a very important one. This is the Italian debut of "Lou Salomé" at Teatro Della Fenice di Venezia, opera composed by the deceased conductor and composer Giuseppe Sinopoli, which was premiered in Munich in 1981. These performances are held to celebrate the 10th anniversary of the composer's death and the 30th anniversary of the work's premiere. The storyline is about the life of Lou Andreas-Salomé, controversial Russian writer born in 1861 that was related to important personalities of her time as Nietzsche or Rilke, with a prolific published work. La Fenice di Venezia has entrusted Ángeles Blancas the presentation of this difficult work to the Italian public. The performances will take place between the 21st and 28th January 2012 with the musical direction of Lothar Zagrosek and the staging of Luca Ronconi. It is not the first time that the Spanish soprano faces operas of this difficulty. She performed "Die Gezeichneten" of Schreker in Palermo and "La Cabeza del Bautista" by Enric Palomar at the Gran Teatro del Liceo in Barcelona. Immediately after Venice she will move to Madrid, specifically to the Teatro de la Zarzuela, in what will represent the return there to a scenic production since 1994. It will be with the leading role in "El Gato Montés" by Penella, with stage direction by José Carlos Plaza and musical direction by Cristóbal Soler.

Next performances:

*January 2012
Teatro de la Fenice-Venezia
"Lou Salomé" (G. Sinopoli) - [Lou Salomé]

* February-March 2012
Teatro de la Zarzuela-Madrid
"El Gato Montes" (M. Penella) - [Solea]

* May-June 2012
Teatro Villamarta-Jerez
"Tosca" (G. Puccini) - [Tosca]

La couronne de fleurs y La descente d'Orphée aux Enfers de Charpentier en Boston

Foto: André Costantini

Lloyd Schwartz

Gracias al Boston Early Music Festival, muchos aficionados de la música antigua y de la opera en general, pueden agregar a su lista, el haber visto dos operas mas del compositor francés del siglo XVII Marc Antoine Charpentier, amigo y colaborador de Molière quien es muy conocido por su obra maestra Medée. Una de las dos operas de esta velada fue el pastoral La couronne de fleurs en la que la diosa Flora reta a unos pastores a una competencia para ver quien canta el mejor poema sobre las victorias de Luis XIV. Esta pequeña obra parece haber sido la revisión del prologo inicial de Le malade imaginaire, la ultima obra de Molière. La otra opera interpretada fue la inconclusa La descente d'Orphée aux Enfers una de muchas operas que se basan en el mito de la música como respuesta a la muerte. Por una idea del director de escena Gilbert Blin, se escenificaron los dos actos existentes de la opera de Orfeo, antes de la entrada al concurso de La couronne, pero antes del inicio de esta escena, un personaje vestido de mayordomo interrumpió la música para decir que solo Lully (el competidor mas férreo de Charpentier) tenia permitido interpretar estas operas, algo que pareció divertido, ya que algunas producciones pasadas del BEMF se han perdido en conceptos muy elaborados, y este si funcionó. La música de Charpentier es muy elegante, pero su mejor música estuvo en la partitura de Orfeo, con conmovedora música en la muerte de Eurdice en el infierno. Ambas obras tuvieron momentos de innumerable belleza, especialmente en los ensambles. La orquesta, compuesta por diez elementos y sus directores Paul O´Dette y Stephen Stubbs en la tiorba y la guitarra, fue el centro de la atención. En esta ocasión, el director de escena colocó a los músicos en el centro del escenario, la rodeó de una corona de guirnaldas, y toda la acción y los bailables se desarrollaron alrededor de ella. El cantante sobresaliente tenía que ser Orfeo y en ese sentido, el tenor Aaron Sheehan estuvo perfecto. Con su dulce y liquida voz y elegancia estilística, expresó su devoción por Euridice, el dolor por su muerte y su determinación por recuperarla del bajo mundo. La soprano Mireille Asselin fue una simpática Flora de brillante voz y el barítono Douglas Williams impresionó con su calido tono, como uno de los pastores y como Plutón. Los demás cantantes estuvieron mejor siendo parte del coro que en sus interpretaciones individuales




"CARMINA BURANA" EN RUINAS DE HUANCHACA CHILE

MÁS DE 8 MILPERSONAS VIERON OBRA SINFÓNICO CORAL"CARMINA BURANA" EN RUINAS DE HUANCHACA.

ANTOFAGASTA, CHILE, Johnny Teperman A.

En una producción gigantesca, el Ministerio de Minería de Chile, el Teatro Municipal de Santiago y la empresa cuprífera Xstrata Copper, presentaron la gran obra “Carmina Burana”, de Carl Orff, en uno de los entornos patrimoniales más emblemáticos del norte del país. Más de 8 mil personas disfrutaron y se conmovieron con la presentación de la obra “Carmina Burana”, de Carl Orff, en un mágico entorno natural con las Ruinas de Huanchaca como telón de fondo, en la Región de Antofagasta. El aplaudido espectáculo, fue ofrecido por la Orquesta Filñarmónica de Santiago y el Coro del Teatro Municipal de Santiago. Esta fue la segunda de cuatro presentaciones de “Carmina Burana” que se están realizando en las principales localidades mineras del país, en el contexto de la gira “Un Canto a la Minería”, iniciativa que responde al esfuerzo mancomunado de importantes actores de la industria minera nacional: Xstrata Copper,Codelco y Doña Inés de Collahuasi, las que actúan como co-organizadoras de este proyecto liderado por la cartera de Minería y el Teatro Municipal de Santiago. La obra fue interpretada por el Coro del Teatro Municipal, que dirige el maestro Jorge Klastornick, formado por 60 voces, junto a la soprano Pamela Flores, el barítono Pablo Oyanedel y el tenor Germán Greene y fue acompañado por la Orquesta Filarmónica de Santiago, con 82 músicos.El concierto fue dirigido por el maestro José Luis Domínguez. "Estamos muy contentos porque a través de esta iniciativa estamos acercando la minería a los chilenos y chilenas, por ello escogimos las Ruinas de Huanchaca como locación porque sin duda es un ícono de la minería de principios del siglo XX y fue el escenario perfecto para que los antofagastinos disfrutasen de un espectáculo de gran nivel al aire libre y totalmente gratuito. Esta gira ha logrado entregar al público un espectáculo monumental en entornos espectaculares”, afirmó el Ministro de Minería, Hernán de Solminihac.
El vicepresidente de Asuntos Corporativos y Desarrollo de Negocios de Xstrata Copper, Nicolás Fúster, señaló: “Anoche, la comunidad de Antofagasta pudo disfrutar de una velada maravillosa con este concierto único e inolvidable, que llegó a las Ruinas de Huanchaca gracias a la alianza entre el Ministerio de Minería, el Teatro Municipal de Santiago y Xstrata Copper. Se generó un gran interés en presenciar la obra ‘Carmina Burana’, lo que como empresa presente en la región a través de nuestra mina Lomas Bayas y el Complejo Metalúrgico Altonorte, nos enorgullece, pues se realizó un espectáculo cultural y de entretención familiar que esperamos sea un aporte para la comunidad de Antofagasta”. “Hemos presentado un espectáculo de gran calidad, con un esfuerzo enorme de producción, por lo que sentimos gran satisfacción al ver la excelente recepción que tuvo esta gran obra en la comunidad antofagastina. Este es otro hito en nuestra misión de llegar con lo mejor de la producción artística del Teatro Municipal de Santiago a todos los chilenos”, manifestó Pablo Zalaquett, Alcalde de Santiago. Las siguientes presentaciones de “Carmina Burana” serán en la playa Cavancha del puerto de Iquique y en la medialuna (recinhto de rodeo) de la ciudad de Rancagua, en la Sexta Región, del centro sur del país.

Tuesday, January 10, 2012

Don Pasquale en Puerto Montt

Por primera vez, una ópera completa se presentará ante cuatro mil personas en el gran recinto artístico de la capital de Los Lagos.  La obra elegida es la comedia 'Don Pasquale', de Gaetano Donizetti, que presenta enredos amorosos acompañados por bellas melodías, y que estará interpretada por los mejores cantantes líricos chilenos. Estrenada en 1842, 'Don Pasquale' es una de las últimas y más famosas comedias de la ópera italiana. El compositor Gaetano Donizetti, creador de la música de casi 70 óperas, puso varias de sus más bellas melodías al servicio de una historia de humor y engaños amorosos -inspirada en arquetipos de la Comedia Dell'Arte- en la que un millonario y anciano señor (Don Pasquale) quiere casarse con una joven y coqueta veinteañera (Norina). Lo malo es que Norina es la enamorada de Ernesto, el sobrino del viejo. Por eso, antes de que se pueda dar cuenta, esta tentación matrimonial va a llevar a Don Pasquale a un gran enredo en el cual va a perder más de lo que cree. Esta ópera llega a Arena Puerto Montt en forma integral, con una producción completamente nueva y gracias al auspicio de la I. Municipalidad de Puerto Montt, en el marco del Festival de Verano 2012 de la ciudad. La producción es de René Naranjo y Paloma Gordián, y el trabajo escenográfico ha sido realizado por Cristián Zurita y la productora Escénica, que ya ha realizado las obras teatrales 'Papelucho historiador' y 'Los fantasmas de Scrooge' y que en este montaje operático elabora las escenas a partir de proyecciones de imágenes e intervenciones de video. El elenco de 'Don Pasquale' está formado por el bajo-barítono Arturo Jiménez (Don Pasquale), la soprano Patricia Cifuentes (Norina), el tenor Patricio Saxton (Ernesto), el barítono Patricio Sabaté (Doctor Malatesta) y, en una innovación que enfatiza el carácter de farse de la obra, la soprano Grete Bussenius hará el breve rol del notario, que tradicionalmente es interpretado por un hombre. También se incorporan, con mucho más protagonismo que el habitual, un actor y una actriz que harán los roles del mayordomo y la sirvienta. Es importante destacar que Patricia Cifuentes, Patricio Sabaté y Patricio Saxton interpretaron estos mismos roles en septiembre de 2011 en el Teatro Municipal de Santiago, con gran éxito de crítica. La dirección escénica ha sido realizada por el director teatral Felipe Molina y Grete Bussenius a partir de una atractiva revisión de los arquetipos de la Comedia del Arte. La dirección musical corresponde a Juan Luis Edwards y los peinados y maquillaje (muy importantes en esta comedia) son de Claudio Toledo, quien viene de realizar todo el trabajo de peluquería de la superproducción cinematográfica 'El Caleuche', de Jorge Olguín.  También participa, en forma muy especial, y como una manera de integrar a los talentos líricos regionales, un coro formado por 24 voces de Puerto Montt, provenientes de las agrupaciones corales de la Universidad Austral de Chile, sede Puerto Montt, y de Corporación Cultural Diego Rivera. Esta trabajo está bajo la dirección de la maestra Marita Cortés. La función está fijada para las 19 horas del sábado 28 de enero y espera reunir a más de cuatro mil en el Arena Puerto Montt, en lo que será la presentación más masiva de una obra operática completa que se haya realizado en Los Lagos.  El espectáculo tiene una duración de 125 minutos(con intermedio), tiene traducción simultánea al español y la animación es de René Naranjo. La entrada es gratuita.

Friday, January 6, 2012

Don Carlos - Estreno sudamericano de la versión original en cinco actos cantada en francés. Teatro Argentino de la Plata

Fotos: Genitti / Teatro Argentino de la Plata

Dr. Alberto Leal

Libreto de Joseph Mery y Camile Du Locle, basado en el drama “Don Carlos, Infant von Spanien” de Friedrich Schiller. Música de Giuseppe Verdi. TEATRO ARGENTINO DE LA PLATA. 18-11-11. Director de Orquesta: Alejo Pérez. Director de escena y diseñador de vestuario: Francesco Esposito. Diseñador escenográfico y de iluminación: Enrique Bordolini  Director de Coro: Miguel Fabián Martínez. Orquesta y Coro estables. Elenco: Élisabeth de Valois, Reina de España: Carla Filipcic Holm, La Princesa Éboli, noble española: Elena Sommer, Thibault, paje de la reina: Fabiola Massino, Philippe II, Rey de España: Rubén Amoretti, Don Carlos, Infante de España: Luca Lombardo, Rodrigue: Marqués de Posa: Krum Galabov, Le Grand Inquisiteur: José Antonio García y elenco  

Un gran desafío constituyó para el Teatro Argentino la presentación, en carácter de estreno Sudamericano, de la gran ópera de Verdi “Don Carlos” en su versión francesa de cinco actos, cantada en el idioma original. Es la ópera más larga del Maestro y la que más modificaciones tuvo. Fue estrenada en el Teatro Imperial de la Opera el 11 de marzo de 1867, por encargo de la Opera de París para la Exposición Universal del mismo año. Por ese motivo fue concebida como una Grand Opera francesa, con ballet incluido en el tercer acto, como era de rigor. A pesar de la belleza de la misma no fue bien acogida en su estreno, tal vez por la presencia en la sala de la Infanta española y la parcial veracidad de los hechos por parte del libro original de Schiller. Mucho camino y modificaciones sufrió la obra hasta ser estrenada en la versión italiana en el Teatro La Scala de Milán el 10 de enero de 1884 y ésa es la versión más representada hasta la fecha. Aunque en el último tiempo varios teatros – básicamente europeos – han presentado la versión francesa. Luego del “Tristán e Isolda” y ahora “Don Carlos”, el Teatro Argentino ha demostrado palmariamente que se encuentra en condiciones de ampliar su repertorio sin límites a la vista. Don Carlos (o Don Carlo) es una maravillosa ópera, con un estupendo nivel musical y una trama agobiante, donde amores contrariados se entreveran con el absolutismo y el fuerte peso de la Santa Inquisición. Es una obra que requiere una gran Orquesta y Coro y por lo menos cinco cantantes de auténtica fibra verdiana. Alejo Pérez condujo la Orquesta en excelente forma, perfecto estilo, tiempos adecuados y certero balance entre foso y escenario. Y la misma le respondió en todo momento. Sin dudas se ha convertido en uno de los mejores directores de opera de nuestro medio. Gran trabajo. El Coro fue otro puntal de esta representación, aunque en algunos momentos no fue favorecido por la puesta. Pero su trabajo nunca bajó nivel de excelencia. La puesta fue menos convincente. Partiendo de la trillada idea del teatro dentro del teatro y moviéndose dentro de la pesada, preciosista - y algo anacrónica – escenografía creada por Enrique Bordolini, que además presentaba serios problemas de movilidad cada vez que había que correr alguna de las imponentes gradas, Francesco Esposito combinó aciertos y desaciertos en igual medida. Las escenas intimistas perdieron su carácter y su fuerza al estar siempre presente otros personajes en los palcos y fue realmente inexplicable ver salir a la Princesa Eboli de la cama de Felipe II, a la vista de Élisabeth, con lo cual pierde todo sentido el aria “Ah! Je ne verrai plus la Reine!”. Pero movió con bastante acierto a los cantantes y mantuvo el clima de opresión exigido, con la salvedad de los momentos nombrados.

El vestuario tuvo también fluctuaciones, desde trajes realmente impactantes y muy bien logrados a cuadros completos en colores totalmente monocordes. Desde el punto de vista vocal Carla Filipcic Holm brindó una estupenda Élisabeth desde todo punto de vista. Con espléndido timbre, perfecta técnica y afinación, un canto pleno de matices y potente volumen, brindó una inolvidable «Toi qui sus le néant des grandeurs de ce monde», siendo ovacionada por el público. Un trabajo para atesorar. Luca Lombardo no posee el tipo de voz más adecuado para el rol de Don Carlos y su timbre no es de los más agradables, sobre todo en la zona aguda. Pero cantó toda la ópera con ímpetu, con correcta línea de canto y – gracias a que tiene una voz plena de armónicos - se escuchó durante toda la representación, aunque no posee un gran volumen, llegando al final de la misma en buena forma vocal, lo que no es poco debido a las exigencias del rol. Rubén Amoretti posee una bellísima voz de bajo, cantando con buena línea, pero su canto es poco matizado y sus posibilidades actorales nulas. No logró conmover en ningún momento ni imponerse cuando era necesario. Realmente una pena dado al valor de su timbre y la facilidad de su canto. Krum Galabov, muy desenvuelto como actor, posee una voz de buen caudal y timbre en la zona aguda. Canta con buena línea y gran entrega, pero su centro y grave se tornan opacos y por momentos poco audibles. De todas formas generó un personaje totalmente creíble. La mezzo rusa Elena Sommer es poseedora de una agradable voz central, de regular volumen. La extensión de la misma no parece hacerla adecuada para este rol donde graves notables y agudos expuestos son imprescindibles y ella no los posee. Tampoco, aunque desenvuelta, fue convincente como actriz. José Antonio García brindó un correcto Inquisidor. Destacándose del resto del elenco el bien cantado Thibault de Fabiola Masino, la exquisita “ Voix du Ciel” de Victoria Gaeta y el Monje de Mario De Salvo. Pero con sus más y su menos es una función que debe ser vista por los amantes de la ópera, una versión que seguramente no se vuelva a repetir por largo tiempo y el acercamiento a un Verdi que en cualquiera de sus versiones siempre es maravilloso. Lamentablemente en la función que asistí la sala estaba con muy poco público, triste. El gran esfuerzo del Teatro Argentino debe ser premiado por todos los que llevamos la ópera en el alma.