Saturday, July 19, 2014

Tosca alla Cave San Giovanni di Crevoladossola

Foto: Martina Ferro

Renzo Bellardone

TONES on the STONES 2014 – 17 luglio ore 21,30 TOSCA –  Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, musica di Giacomo Puccini. Floria Tosca - Maddalena Calderoni, Mario Cavaradossi          Giancarlo Monsalve, Il Barone Scarpia- Emilio Marcucci, Cesare Angelotti, Giovanna Tarasconi, Spoletta- Saverio Pugliese, Sagrestano - Romano Franceschetto, Regia - Renato Bonajuto. Scene e costumi- Laura Marocchino. Scenografia in video Mapping 3D a cura di Area Odeon. Direttore- Stefano Romani. Coro Schola Cantorum S. Geregorio Magno preparata da Maro Rolfi. Coro Giovanile della Provincia Vco diretto da Enrica Pletti. Orchestra Filarmonica del Piemonte.

Se l’opera è emozione, Tosca alla Cave San Giovanni di Crevoladossola   ne è stata la  sognante conferma. Arrivando per la prima volta alla cava si resta ammutoliti dalla spettacolarità risultante dal lavoro dell’uomo, cui andranno ad aggiungersi l’ingegno e l’arte. Il palco su due livelli è stato creato con blocchi  di granito, così come gli elementi scenici fissi sul palco e lo sfondo di marmo, che in una cifra unica e spettacolare valorizza il naturale contesto del teatro di pietra. Le proiezioni in Mapping 3D-innovativa tecnica di videoproiezione- hanno letteralmente trasformato la gigantesca parete in un frammentato palazzo Farnese, piuttosto che in un cielo dove ‘lucean le stelle’ con sotto lo scorrere di immagini di tutta Roma (quella che fino a prima tremava dinanzi a Scarpia). Convinto da anni che le proiezioni possono sostituire egregiamente ingombranti ed a volte troppo costosi  allestimenti, non posso che esprimere plauso al lavoro dell’Area Odeon che ha realizzato le luci e la suggestiva scenografia virtuale. La direzione dell’orchestra Filarmonica del Piemonte è stata affidata  al Maestro Stefano Romani che  ha tratto un’ attenta lettura con spunti emozionanti, mentre la regia, sul palco enorme e di forte impatto, è stata curata da Renato Bonajuto che, trattandosi di approdo dell’opera a Tones on the Stones, ha privilegiato la classicità che il foltissimo pubblico si attendeva dalla sperimentazione del’opera  alla cava. Laura Marocchino si attenuta alla stessa chiave di lettura  per scene e costumi. Tosca ha qui incontratto la voce del soprano Maddalena Calderoni, anche direttrice artista della rassegna, che ha inevitabilmente strappato l’applauso al “Vissi d’arte” interpretato con eleganza vocale, mantenuta in linea per tutta l’opera. Una nota particolare va riconosciuta a Emilio Marcucci nei panni di Scarpia, altezzoso ed arrogante; voce profonda e brunita spazia agilmente sul rigo, conservando linea di canto coinvolgente. Apprezzati Saverio Pugliese in Spoletta  e Giovanni Tarasconi in Angelotti; vera ovazione per il sagrestano di Romano Franceschetto.  A placare la trepida attesa è giunta alfin “O dolci baci oh languide carezze” …l’aria che mi fece innamorare dell’opera negli anni giovanili! Il giovane tenore cileno Giancarlo Monsalve, con alta presenza scenica, chiaro fraseggio  e morbido timbro ricco di sfumature, l’ha cantata con passione coinvolta. Cantante di provata bravura tecnica ed interpretativa ha fatto rivivere le fibrillanti emozioni di Cavaradossi  fino all’uccisione di questi, in cima al masso più alto e da dove, in preda alla disperazione, si è lanciata nel vuoto Tosca, mentre sulla parete di marmo appariva l’immagine di Castel Sant Angelo. Bravi i coristi della Schola Cantorum S. Gregorio Magno preparati da Mauro Rolfi e simpatici i ragazzi  del Coro Giovanile della Provincia del Vco diretto da Enrica PlettiL’insieme della realizzazione è risultata talmente affascinante, da indurmi a concludere con  ancora una parola di apprezzamento per l’iniziativa  e per la globale emozionante suggestione  che luci, immagini, musica e voci insieme hanno dipinto, non solo sulle pareti di granito, ma anche nello spirito sensibile degli spettatori. La Musica vince sempre.



Baveno Festival 2014 - Cave di Granito Rosa

Foto Baveno Festival

Renzo Bellardone

BAVENO FESTIVAL  2014 – 18 luglio. Cave di Granito Rosa – Stabilimento minerario. Musiche di Juan Cabanilles, Diego Ortiz, Johann Hieronymus Kapsberger, Claudio Monteverdi, Andrea Falconieri, Gianluigi Trovesi, Barbara Strozzi, Giovanni Felice Sances. Gemma Bertagnolli, soprano, Gianluigi Trovesi, clarinetti e saxofono, Alessandro Palmeri, violoncello, Claudio Astronio, organo e cembalo

Incontrarsi…in concerto ed ecco che su un immaginario tappeto volante si è compiuto un viaggio dal 1600 alla contemporaneità. Leggendo infatti i nomi della maggior parte dei compositori ci si era posizionati temporalmente nel ricco ‘600 musicale, ma all’ascolto immediatamente ci si è ritrovati immersi  nel mondo del jazz e delle sue   nuove armonie. Le attente quanto esaustive note di sala di Gemma Bertagnolli, chiariscono che il “Seicento… è uno dei momenti più densi di ricerca di nuovi linguaggi…di un sentire profondo e passionale: la musica degli affetti”.  Il soprano, con la ben  nota caratterizzante passionalità, si esprime spaziando agilmente  tra i registri con leggera naturalezza: acuti, colorature e variazioni si confondono con timbri profondi in un caleidoscopico rincorrersi di note, sorrisi e brillantezza vocale. Il suo stare sul palcoscenico con tranquilla spontaneità affascina lo spettatore che viene ipnotizzato dalle espressioni e dalla luce degli occhi e  della voce. I musica quasi in jam session, entrano uno alla volta: per primo Claudio Astronio che inizia a suonare ancora a luci accese ammutolendo il pubblico, poi Alessandro Palmeri con il suo violoncello ed a chiudere il trio, Gianluigi Trovesi prima con il sax e poi con i clarinetti. Questo “strano ensemble” è risultato ben gradevole ed “educativo”, portando l’ascoltatore ad apprezzare nuovi suoni per scritture antiche in un amalgama di storicità e contemporaneità, come a riguardare un quadro del Caravaggio con occhio nuovo e scoprire in quei volti ed in quegli sguardi, i volti e gli sguardi di oggi. L’ideale linea di continuità ha sottolineato quanto la bella musica possa essere ascoltata in stili diversi, con colori e suggestioni diverse, strumenti diversi e contaminazioni riflettenti il buon gusto interpretativo: meritevole ricerca! Il grande clavicembalista Astronio, anche all’organo, ha tratto armoniche sensazioni dalle sue ispirazioni; il violoncello di Palmeri ha unito le diverse sonorità con la sua dolce e sicura voce; i clarinetti, ma ancor più il sax di Trovesi hanno improntato di contemporaneità musiche che vivono nel tempo. Speriamo che la Musica vinca sempre.

Wednesday, July 16, 2014

LA VEDOVA INGEGNOSA - BAVENO FESTIVAL 2014

Renzo Bellardone

BAVENO FESTIVAL 2014 – 15 luglio ore 21,30. Baveno Sagrato della Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso LA  VEDOVA  INGEGNOSA Intermezzi per musica di Tommaso Marini. Musica di Giuseppe Selliti. Prima esecuzione dell’edizione critica di Marilena Laterza, Drusilla, vedova - Manuela Ranno, Strabone, medico - Alessandro Ravasio,Volpino, paggio che non parla - Federico Gagliardi, Sergio, prattico che non parla Simone Ori, Azione scenica - Sebastiano Romano, Direttore al cembalo- Claudio Astronio

Master Class in residenza ‘La Napoli di Pergolesi’ in collaborazione con Centro Studi Pergolesi, Università degli Studi di Milano. Docenti : Gemma Bertagnolli  e Caludio Astronio.

Un incontro che è….una scoperta! Ebbene si, incontrare questi intermezzi del 700 napoletano è sempre una scoperta, anzi una piacevole scoperta ! La scena è stata allestita all’aperto sul sagrato laterale della Chiesa. Un palco, qualche sedia, 2 leggi rovesciati a terra e teli bianchi. Entrato il paggio, ha assolto ai suoi compiti: riassettare ed allestire la scena. Drusilla, vedova scaltra ed ingegnosa, ha puntato gli occhi su Strabone, medico sprovveduto, ma ricco e questa qualità è bastante a renderlo attraente agli occhi della vedovella diremmo  consolabile!
Manuela Ranno nelle vesti di Drusilla ha calcato il palcoscenico con grinta e sicurezza interpretativa: la voce è risultata  certamente bella e poderosa negli acuti, quanto chiara nei recitativi. Ranno ha affrontato il personaggio con movenze da conclamata attrice ed estrema naturalezza infondendo assoluta credibilità al personaggio. Molto apprezzata dal pubblico. Alessandro Ravasio – Strabone - vanta un bel timbro scuro dai riflessi ambrati che ha saputo  arrotondare opportunamente per rendere il giusto  tono umoristicamente scanzonato. Con  fraseggio  molto chiaro ha arricchito i recitativi, risultati gradevolissimi. Ironico e sarcastico: “vi darò una purghetta blanda blanda che se non muore, guarisce”. Tra ventagli, sospiri, travestimenti  e mancamenti, al fin della questione, Drusilla la vince sulle resistenze di Strabone ed in un abbraccio finale con ammiccamento al pubblico, la storia finisce bene. La direzione affidata a Claudio Astronio, anche al cembalo, ha riflesso la consolidata esperienza che ne fa uno dei più apprezzati clavicembalisti contemporanei; la messa in scena di Sebastiano Romano ha presentato tutti gli elementi necessari per una semiscenica e  seppur realizzata al risparmio ha potuto  vantare  leggerezza e piacevolezza anche grazie al sapiente uso degli elementi e delle  luci. La preparatrice vocale e scenica degli interpreti è stata Gemma Bertagnolli, il cui nome è da solo presentazione della grande cantante e docente conosciuta ed applaudita in tutto il mondo. Note simpatiche il paggio di Federico Gagliardi ed il prattico Simone Ori che nelle note di sala viene indicato come non parlante’, ma che invece, pur continuando all’organo,  parla e ravviva allegramente. Speriamo che la musica vinca sempre.


Saturday, July 12, 2014

L’Incontro…Distacco e nostalgia - Marina Bartoli (soprano), Giovanni Sollima (violoncello)

Renzo Bellardone

BAVENO FESTIVAL 2014 – 11 luglio ore 21,30 Chiesa dei Santi Gervaso e Protaso. L’Incontro…Distacco e nostalgia Marina Bartoli- soprano, Giovanni Sollima- violoncello

“Memory” è stato il primo brano ascoltato dalla  luminosa e  dolce voce di Marina Bartoli con l’accompagnamento dell’eclatante violoncello di Giovanni SollimaIl viaggio si è snodato dal 1470 con musiche di Pierre Verdelot ed attraversando Monteverdi, Vivaldi e Barbara Strozzi, giunge agli anni di Dowland, Śostakovič e Sollima stesso. Seppur comunemente associato alla musica classica, tra le mani di Sollima, il violoncello è assurto a strumento polifonico strettamente associato ad ogni tipo di musica e corrente musicale: l’ecletticità interpretativa ha portato lo strumento a elemento e voce in grado di interpretare e reinterpretare qualsiasi rigo. Parlare di improvvisazioni, rielaborazioni  e variazioni, per il grande violoncellista, sembra addirittura riduttivo:  tra pizzicati e armonici trascina l’entusiasmo del pubblico a vette da rockettari. Marina Bartoli, naturalmente elegante, inizia il concerto con voce quasi trattenuta a simboleggiare la nostalgia del ricordo. Con i campanelli tra le mani a segnare il tempo e con intrusioni scenografiche tra il pubblico ha interpretato cadenzate ballate cinquecentesche per poi esplodere in acuti cristallini che hanno disegnato un equilibrio aereo con il violoncello; il soprano, senza soluzione di continuità, è subentrato  con la voce al pianissimo delle corde raggiungendo un’armonia che ha saturato di piacevoli colori le navate della chiesa. Gli assolo di Sollima hanno colto sensazioni dolcissime e struggenti per esplodere in virtuosismi  evocanti treni in corsa e stridori di freni, con piccolo archetto lanciato alla fine del brano e lasciarsi poi andare in melodie narranti che ben si  coniugano con la dolcezza romantica della voce di Bartoli. Veramente un duo interessante che ci si augura di reincontrare nelle prossime stagioni ed ancor più di reincontrare nell’accogliente atmosfera del festival di Baveno che di anno in anno si va affermando come una delle perle del Lago Maggiore. Speriamo che la Musica vinca sempre

Friday, July 11, 2014

Concerto Inaugurale - Baveno Festival 2014

Renzo Bellardone

BAVENO FESTIVAL 2014 - Giovedì 10 luglio ore 22,00 Andrea Dulbecco Dmitrij ( Variazioni sui temi del conc.op.35 di Dmitrij Šostakovič, Arnold Shönberg Verklärte Nacht

Baveno Festival Ensemble Raffaello Negri e Rossella Borsoni violino, Gianni De Rosa, Maria Bocelli viole, Andrea Sacchi e Marco Radaelli violoncelli, Salvatore  Maiore contrabbasso, Andrea Dulbecco vibrafono Alessandro Maria Carnelli direttore

Alla recensione del  concerto inaugurale è buona cosa spendere due parole sull’ Umberto Giordano Baveno  Festival che di anno in anno si va affermando con solide basi artistiche e seguito di pubblico. Il titolo dato quest’anno è “Incontri”  e le note sul libro di sala di Raffaella Valsecchi- direttore artistico e di Sebastiano Romano-direttore allestimenti scenici, ben definiscono l’umanità della scelta, anzi delle scelte. L’oggi incontra l’ieri. La contemporaneità è moderna: il titolo del concerto potrebbe avere ancora decine di sottotitoli, ognuno a sottolineare la magia che suoni e colori insieme hanno acquerellato, evocando visioni e suggestioni.

Il concerto d’apertura è iniziato alle ore 22,00 ed apparentemente può sembrare una scelta ardita, ma se coniughiamo il buio della sera con i colori delle installazioni di Sebastiano Romano, le poche luci sul palco dell’orchestra ed il rosso che illumina il circostante porticato, ecco che la scelta non appare solo opportuna , ma decisamente efficace. Andrea Dulbecco solo sul palco di fronte al suo vibrafono ha iniziato a suonare; dal buio della piazza del sagrato è letteralmente spuntato un musicista con  contrabbasso che ha iniziato un pizzicato e poi uno ad uno, ben distanziati ed a passo lento hanno fattoo uno scenografico ingresso tutti gli altri musicisti.

Dulbecco è ottimo compositore ed interprete e le sue improvvisazioni sul tema di Šostakovič hanno affascinato la ricca platea, rimasta ancor più coinvolta quando l’intero Ensemble è diventato partecipe. Il sensibile direttore Alessandro Maria Carnelli ha un gesto chiaro  e sicuro; pur essendo buon conoscitore della matematica musicale vive e fa vivere la musica come un poetico dialogo, un insieme di ricercate vibranti sensazioni.    

Colori in movimento salgono e scendono luminosi o cupi sulla facciata romanica della chiesa dedicata ai Santi Gervaso e Protaso; forme  che evocano stili e pittori cari all’individuale immaginario  fantasioso, ma che ben armonizzano con i chiari e scuri dell’orchestra: figure metafisiche ed onde  in risacca si fondono misteriosamente con la profondità dei brani. Con Shönberg    le emozioni si fanno ancor più tangibili e parimenti gli azzurri delle installazioni  lasciano spazio al rosso che irrompe ed avvampa a sottolineare  le note. La scelta di affidare l’inaugurazione ad un giovane, ma già affermato direttore, espressione della ricchezza musicale del Lago Maggiore,   risultata vincente: il Verbano è la terra del Maestro Carnelli ed “in casa” ha portato le esperienze maturate nei grandi teatri europei, confrontandosi con il grande  Andrea Dulbecco che quale bis ha offerto delle variazioni su un tema jazz di Bill Evans.

Alla luce della vibrante atmosfera  che ieri ha avvolto il sagrato della Parrochiale, è molto triste leggere che la nuova amministrazione comunale intenda chiudere una delle eccellenze culturali del Lago Maggiore, portando quindi ad estinzione il festival intitolato ad Umberto Giordano. Fëdor Michajlovič Dostoevskij  scrisse che “la Bellezza salverà il mondo”, concetto ripreso da Karol Woitjla ed nel caso del Baveno Festival non resta che sperare che non abbiano il soppravvento   elementi che con la bellezza nulla hanno da spartire. Di consuetudine  chiudo la mia narrazione emotiva con questa frase “La Musica vince sempre”, ma per quanto riguarda questa edizione del Baveno Festival scriverò:
Speriamo che la Musica vinca sempre.


Monday, July 7, 2014

Plácido Domingo ofrece una noche triunfal junto a Verónica Villarroel en el Movistar Arena de Chile

Santiago. Johnny Teperman A. 

El famoso tenor español Plácido Domingo, una figura sobresaliente de la lírica mundial, ofreció un triunfal concierto gratuito ante 12 mil personas en el Movistar Arena de Santiago, en el cual tuvo como acompañante a la gran soprano nacional Verónica Villarroel, quien también cumplió una esplendorosa presentación. En la oportunidad, el popular cantante de reconocida fama mundial contó con la participación de la Orquesta Filarmónica de Santiago conducida por el maestro estadounidense Eugene Kohn y, junto a sus acompañantes, brindaron una seleccionada programación compuesta por arias líricas, temas de zarzuelas y clásicos de la música popular latinoamericana. En la parte culminante de la presentación, Plácido Domingo ofreció varias sorpresas que aportaron positivamente al total éxito de la programación de una noche espectacular, como fueron la presencia de la bailarina española Nuria Pomares y la cantante lírica rusa Julia Novikova. El gran cantante también mostró, por primera vez en Chile, su faceta de director orquestal, conduciendo a la Filarmónica de Santiago en un trozo de la zarzuela "El tambor de granaderos" y completó su actuación cantando al más puro estilo de charro mexicano,  junto a un grupo de mariachis el tema "Sigo siendo el rey", que fue coreado por todos los asistentes. Como despedida Plácido Domingo cantó "Granada", el inmortal tema de Agustín Lara y recibió, junto a sus acompañantes, una cerrada ovación final de los asistentes.

Sunday, July 6, 2014

INTERVISTA al MAESTRO ALESSANDRO MARIA CARNELLI

Renzo Bellardone

“Frammenti da una prova in cui si stava costruendo davvero qualcosa: ''Siamo divisi in due gruppi, pianissimo con sordina e fortissimo senza sordina, sono luci taglienti, non addolciamolo'' ''Solo primo e secondo violino, ascoltate come un'unica melodia passa da uno all'altro... sì, così, è il momento della tenerezza!'' ''Qui iniziamo a vibrare ma senza far sentire il punto esatto in cui cambia il suono'' ''Secondo violoncello ritmico, rigoroso, contro la terzina di seconda viola e primo violoncello, una carezza'' ''Aspettiamo a fare il crescendo, è un fiammata'' ''Qui il tempo è di colpo più lento, senza preparazione, come due pezzi accostati a collage'' ''Poco suono, assecondando il primo violino, ascoltate come a fine battuta ha bisogno di un po' più di tempo...'' ''Qui è rubato a battuta: due tempi in avanti con la prima viola, ansioso, e l'ultimo indietro con i violini, implorante'' ''Sì qui di solito si fa più lento, proviamo a tenere il tempo, funziona così'' ''Hai ragione, si può fare rallentando come è scritto!''

Gentilissimo Alessandro, quanto sopra riportato è un copia incolla di un tuo post ante il concerto inaugurale che hai diretto all’Umberto Giordano Baveno Festival 2014; emozione pura vero?

Sì. Sulla scia di quanto diceva Claudio Abbado, è una cosa molto semplice e difficile allo stesso tempo, un riuscire a far emergere ciò che io vedo scritto nella partitura, che mi risuona già dentro, e che finalmente sento prendere forma nei suoni, nell'aria. Verklärte Nacht in particolare, che abbiamo appena eseguito a Baveno Festival, è una partitura di enorme complessità, in cui succedono tante cose diverse contemporaneamente, in cui la scrittura cambia stile e modi dopo pochissime battute. Bisogna chiarire ogni sezione in sé e metterla in rapporto di evoluzione o contrasto con ciò che la precede e la segue. E così succede che durante le prove vedo sui volti dei musicisti l'espressione di chi sta sentendo qualcosa di nuovo, anche se il brano l'avevano già eseguito. Quando poi ogni tessera del mosaico è pronta, allora nasce una nuova libertà che ti permette di far fluire il tutto con naturalezza.

Sempre per restare al Baveno Festival, pur “giocando in casa” sei giunto qui dopo direzioni in prestigiosi teatri e sale da concerto europee. A Baveno hai diretto Verklärte Nacht di Schönberg in ideale continuazione del libro da te scritto 'Il labirinto e l'intrico dei viottoli', prima monografia in assoluto sull'argomento. Ce ne vuoi parlare?

Verklärte Nacht è una composizione che mi sta accompagnando da vari anni. Avevo già diretto la versione per orchestra d'archi, e proprio a Vienna, durante le prove, era nata l'idea di dedicare a Verklärte Nacht la mia tesi di laurea; da lì poi le ricerche sono proseguite fino al libro perché, anche se può sembrare incredibile, c'era ancora molto da indagare su questa composizione complessa e affascinante. Ad esempio è molto interessante la ricostruzione del mondo di riferimento del giovane Schönberg nella Vienna di fine '800: ciò che ascoltava, ciò che suonava, ciò che gli piaceva - tutto questo è finito dentro Verklärte Nacht, riutilizzato in modo molto creativo ed espressivamente potentissimo. Oltre alla parte concertistica sto tenendo sull'argomento incontri e conferenze per vari enti e università perché questo lavoro sta suscitando interesse, cosa che mi rende molto felice.

La collaborazione nata al teatro degli Arcimboldi di Milano con CPI (Cantori Professionisti d'Italia), ti ha portato a lavorare con solisti del calibro di Gemma Bertagnolli, Alessandro Corbelli e Pietro Spagnoli. Nel tuo futuro pensi anche all’opera o preferisci concentrarti sulla concertistica?

L'opera mi attira: ho lavorato con piacere con molti cantanti e mi auguro che ci sia sempre più opera nel mio futuro. L'incontro con le attività di CPI, iniziato all'Arcimboldi grazie al mio carissimo amico, il basso Federico Sacchi, mi ha dato molte soddisfazioni e ha fatto nascere rapporti in cui la musica e l'amicizia si sono fuse e arricchite: penso a Gemma Bertagnolli, Alessandra Palomba e Gabriella Sborgi, tre cantanti che sono vere musiciste e con cui ho lavorato in varie occasioni.

Dal 2006 al 2010 sei stato assistente di Umberto Benedetti Michelangeli; quanto questa esperienza ti è stata preziosa?

L'incontro con Umberto Benedetti Michelangeli è arrivato nel momento in cui stavo diventando sempre più direttore e sempre meno studente. Il lavoro con lui ha significato un grande arricchimento: la sua conoscenza dello stile classico è enorme, è un musicista molto esigente e rigoroso, e questo si è innestato sulla mia formazione a Vienna che già era impostata su queste basi. Il suo lavoro mi ha ulteriormente mostrato come il suono, il tempo, il fraseggio possano integrarsi e diventare tutt'uno, cosa che anche grandi interpreti del passato dicevano e che ritengo alla base di un'esecuzione convincente. Umberto Benedetti Michelangeli è però capace di esecuzioni magiche anche in altri repertori; leDanze popolari Rumene di Bartòk dirette da lui sono un capolavoro.

Ed ora ti chiedo una confessione: tra ricerca stilistica ed emozione pura, per quanto sia possibile scegliere, dove ti dirigi?

Entrambe. Sto sempre più scoprendo che l'approfondimento condotto con serietà e anche con lo spirito del detective che ricostruisce le tracce e mette insieme gli indizi (sulla partitura anziché sulla scena del delitto!), apre le porte a una grande libertà: una libertà simile a quella di chi conosce bene la montagna, è allenato alle lunghe camminate, conosce tutti i sentieri, gli scorci suggestivi. Quel lavoro preliminare mi fa sentire 'a casa' quando mi muovo tra le pieghe di una grande sinfonia o quando con l'orchestra dialogo con un solista o un cantante d'Opera. Questo è anche il motivo per cui sto sempre più dirigendo a memoria: questo mi permette di stare in contatto con la musica e con i musicisti, e anche in questo mi riconosco nel modo di lavorare di Claudio Abbado.

In chiusura è di rigore la domanda d‘obbligo: l’immediato futuro ti vede impegnato in...?

Mi aspettano molti progetti; avvicinerò per la prima volta composizioni che adoro come la Quarta Sinfonia di Schumann e ritroverò con grande piacere composizioni già dirette varie volte come l'Incompiuta di Schubert, ma nell'immediato mi concederò qualche settimana di stacco, di vacanza dalla musica, per lasciare decantare la miriade di note che mi si sono depositate dentro con gli ultimi concerti e fare spazio alla musica che sta per arrivare.
Grazie Alessandro per la cortesia con cui hai accettato questa intervista ed in bocca al lupo per tutto.


Grazie a te per questo momento di condivisione.

Thursday, July 3, 2014

Tosca de Puccini de presentará en el Teatro del Bicentenario de León, México


Domingo 10 de agosto / 18:00 horas

Miércoles 13 de agosto / 20:00 horas

Sábado 16 de agosto / 19:00 horas

http://teatrodelbicentenario.com 

Opera en tres actos con música de Giacomo Puccini (1858-1924) y libre de Luigi Illica (1857 -1919) y Giuseppe Giacosa (1847-1906) basado en el drama La Tosca, de Victorien Sardou. Estreno en el Teatro Costanzi de Roma el 14 de enero de 1900.

El idilio de los amantes Floria Tosca y Mario Cavaradossi pervive en medio de la opresión y la agitación política de la Italia de Moussolini. Estos intentan ayudar a Angelotti, preso político que se ha fugado de la prisión pero todos son descubiertos por el oscuro jefe de la policía el Barón Scarpia, dando pie a un dramático desenlace.

Tosca es considerada una de las  ooperas mas celebres de todos los tiempos por su intensidad dramática y  por la belleza de su música. En ella se entremezclan intensos momentos de amor, pasión y poder. Junto a Madama Butterfly y La Boheme, integra el trio de operas mas conocidas de Puccini.

Nueva producción del Teatro del Bicentenario

Violeta Davalos  Floria Tosca
Andeka Gorrotxategui Mario Cavaradossi
Ruben Amoretti Barón Scarpia
Enrique Órnelas Cesare Angelotti
Orlando Pineda Spoletta
Charles Oppenheim Sacristán
Jehu Sánchez Sciarrone
Jonathan Martínez Carcelero

Carolina Torres Pastorcillo

Orquesta y Coro del Teatro del Bicentenario
Coros del Valle de Señora

Marco Boemi dirección musical
Enrique Singer dirección de escena
Philippe Amand diseño de escenografía  
Víctor Zapatero diseño de iluminación
Carlo Demichelis diseño de vestuario

150 minutos con dos intermedios
*Cantada en italiano, con supertitulaje en español.

$150, $180, $350, $400, $650, $670, $700

Boletos a la venta en taquillas y por el sistema ticketmaster




Wednesday, July 2, 2014

La Philharmonia Orchestra de Londres ofrecerá gran concierto en el Auditorio Nacional de México

Fotos: Esther Yoo (Marco Borggrove) Vladimir Ashkenazy (Keith Saunders)

La Philharmonia Orchestra de Londres, una de las más prestigiadas en el mundo, viene a México para ofrecer un par de conciertos, uno de ellos en el Auditorio Nacional. En esta ocasión, la participación del músico ruso Vladimir Ashkenazy será al frente de la orquesta británica como director invitado y no como pianista. La orquesta, que cuenta con más de 70 años de trayectoria, ofrecerá en el Coloso de Reforma un programa con obras de Mijaíl Glinka y Piotr Ilyich Tchaikovsky en el Auditorio Nacional el martes 9 de septiembre, en el que además de la presencia de Ashkenazy destaca también la participación de la violinista norteamericana Esther YooCon este concierto, el Auditorio Nacional mantiene su línea de presentar a connotadas orquestas para hacer llegar a un público más amplio la experiencia sinfónica. Antes de la Philharmonia Orchestra de Londres, este recinto ha contado con la presencia de afamados conjuntos y directores, como: La Orquesta de Philadelphia, dirigida por Eugene Ormandy (1966); la Orquesta Filarmónica de Londres, bajo la batuta de Franz Welser-Möst (1992); la Orquesta Filarmónica de Israel, con Zubin Metha (1993); la Academy of Saint Martin in the Fields, dirigida por Sir Neville Marriner (1994), así como la Royal Philharmonic Orchestra, con Enrique Bátiz (2003) y la Orquesta Filarmónica de Viena, con Riccardo Muti en el podio (2006), por mencionar algunos. Este 2014 toca turno a uno de los conjuntos de mayor calidad y presencia en el Reino Unido, con una discografía que supera los mil títulos y una historia distinguida por la presencia de directores como Arturo Toscanini, Herbert von Karajan y Lorin Maazel, la Philharmonia Orchestra de Londres, que es una organización que alienta a jóvenes valores y echa mano de la tecnología para llegar a un mayor y joven público. Ashkenazy, galardonado pianista desde los años 50 y connotado director desde hace más de dos décadas, es uno de los artistas más prolíficos en la escena contemporánea; con la Philharmonia Orchestra de Londres ha grabado 13álbumes y con otros solistas y orquestas ha conquistado siete premios Grammy entre 1973 y 2009. Por su parte, la violinista Esther Yoo, quien ha tocado con prestigiosas orquestas, es un extraordinario ejemplo de talento artístico. Hace apenas cuatro años, ganó el afamado Concurso Internacional de Violín Jean Sibelius, aunque ha obtenido otros galardones. Siempre abierta a la experiencia musical, Yoo ha declarado: “Me enamoro de cualquier pieza que interprete. Creo que cada obra tiene su propia belleza y desafíos”. Como pianista y como director de orquesta Ashkenazy es reconocido como gran promotor de la obra de autores rusos. De ahí que el programa que trae la Philharmonia Orchestra de Londres al Auditorio Nacional esté integrado por las siguientes obras: Pasajes de Ruslán y Liudmila, de Mijaíl Glinka (1804–1857), compuesta entre 1837 y 1842, basada en el poema del mismo nombre de Alexander Pushkin, y la Sinfonía No. 5 de Tchaikovsky (1840–1893), en cuatro movimientos, escrita en 1888. Un día antes de su concierto en el máximo foro de espectáculos de Reforma, la Philharmonia Orchestra de Londres ofrecerá una presentación en el auditorio Blas Galindo del Centro Nacional de Las Artes, con un programa distinto, que incluye obras de Ralph Vaughan Williams, Ludwig van Beethoven y Johannes Brahms.
Philharmonia Orchestra de Londres

Considerada como la orquesta nacional del Reino Unido por la gran demanda de presentaciones que tiene, la Philharmonia Orchestra de Londres se distingue desde hace 70 años por sus altos estándares de calidad. Fundada en 1945 por Walter Legge, ha tenido en su podio a los más grandes directores clásicos del siglo XX: Wilhelm Furtwängler, Richard Strauss, Arturo Toscanini, Guido Cantelli, Herbert von Karajan y Carlo Maria Giulini. Otto Klemperer fue el primero de sus conductores titulares; a él le siguieron, por sólo citar a algunos, Lorin Maazel, Sir Charles Mackerras, Riccardo Muti, Kurt Sanderling, Giuseppe Sinopoli, Esa-Pekka Salonen y Vladimir Ashkenazy. Con una agenda de más de 80 conciertos anuales y la participación constante en soundtracks para filmes y videojuegos, la Philharmonia Orchestra de Londres es una institución cuyo impacto va más allá de los escenariosLa orquesta también es reconocida por su política de programación, atenta a dar promoción al quehacer de compositores vivos. Desde 1945 ha encargado más de 100 nuevas obras a autores como Sir Harrison Birtwistle, Sir Peter Maxwell Davies, Mark-Anthony Turnage y James MacMillan. A lo largo de su historia, la Philharmonia Orchestra de Londres ha estado comprometida en atraer a nuevos espectadores y ha recurrido a la tecnología para lograrlo. De 1945 a la fecha, millones de personas han disfrutado de su primera experiencia con la música clásica a través de una grabación de esta orquesta, que suma más de mil títulos, registrados en los sellos EMI, CBS, Deutsche Grammophone y Naxos. Por internet, los usuarios pueden interactuar con la orquesta a través de videojuegos y por sus canales de YouTube y Vimeo, en los que ofrecen documentales y videos pedagógicos que han sido vistos por más de dos millones de personas.
 
Vladimir Ashkenazy (Rusia, 1937)

Es un músico que ha combinado una exitosa carrera como pianista y director orquestal. Ashkenazy ganó prestigio mundial al conquistar el Concurso Chopin 1955 en Varsovia, al año siguiente el Reina Elisabeth en Bruselas y en 1962 el Concurso Internacional Tchaikovsky. La dirección orquestal ha sido su mayor ocupación en los 20 años más recientes; es director principal y asesor artístico de la Orquesta Sinfónica de Sidney, y la relación con la Philharmonia Orchestra de Londres ha sido tan extensa y fructífera que en el año 2000 fue nombrado Director Laureado de la institución. Nacionalizado islandés (su esposa nació ahí) y suizo, Ashkenazy mantiene aún su amor por el piano y se explaya sobre todo en el estudio de grabación. Sus 50 años de fidelidad con el sello Decca constituyen un hito en la historia de la música y ha recibido siete galardones Grammy. “El placer que me proporciona la dirección es el mismo que el piano. La música es indivisible”, ha dicho Vladimir Ashkenazy.
Esther Yoo

Nacida en Estados Unidos en 1994, Esther Yoo se volvió célebre en 2010 al convertirse en la ganadora más joven —con 16 años— del Concurso Internacional de Violín Jean Sibelius. En 2012 volvió a ser calificada como un prodigio al ganar la septuagésima quinta edición del concurso Reina Elisabeth en Bruselas. Antes de estos logros, y sin cumplir aún los 10 años, fue galardonada con el Primer Premio en el Certamen Internacional de Violín Wieniawski para jóvenes violinistas (sección juvenil), el Premio de la Unión Europea para el Arte Música para la Juventud y el Primer Premio en el Concurso de Música de Nueva York. Con la Philharmonia Orchestra de Londres, dirigida por Lorin Maazel, comenzó a colaborar en 2012 durante una gira por China y Corea. Actualmente, la joven y portentosa violinista estadounidense toca un violín “Prince Obolensky” Stradivarius (1704), que le fue cedido por un coleccionista privado. La Philharmonia Orchestra de Londres, dirigida por Vladimir Ashkenazy y con la violinista Esther Yoo se presenta en el Auditorio Nacional (Reforma 50, Bosque de Chapultepec), el martes 9 de septiembre, a las 20:30 horas.  

Tredici concerti, da Haydn all’Antico Egitto Stagione 2014 – 2015 - Accademia Colare Stefano Tempia

Innovazione e tradizione, classico e contemporaneo, giovani talenti e musicisti di fama:  ecco gli ingredienti per la Stagione 2014 – 2015 dell’Accademia Corale Stefano Tempia  che, con i suoi tredici appuntamenti (tra il 9 novembre 2014 e il 15 giugno 2015), si  conferma centrale nel panorama musicale cittadino.  In cartellone sei concerti con coro e orchestra, due concerti vocali, di cui uno a cappella,  quattro concerti strumentali e tre serate dedicate ai giovani talenti. Tra le novità tre premi  destinati a giovani musicisti, di cui due di nuova acquisizione, e un’attenzione crescente a  progetti di collaborazione con altri enti e associazioni musicali.  Come da tradizione recente l’inaugurazione sarà imponente con il Coro e l’Orchestra  della Tempia diretti dal direttore artistico Guido Maria Guida in un doppio  appuntamento novembrino il 9 (anteprima, aperta al pubblico, alle 18) e il 10 (concerto, alle  21) negli spazi del Conservatorio “G. Verdi”. In programma la Missa in tempore belli di F.J.  Haydn, la sinfonia Le Matin e la Scena e aria di Berenice (su testo di P. Metastasio) che  costituisce una prima assoluta a Torino e verrà interpretata dalla spagnola Eugenia Burgoyne, specialista di fama internazionale del Barocco e del ‘700.  Il concerto natalizio, nella sala del Tempio Valdese il 22 dicembre, segnerà poi un  punto di arrivo e contemporaneamente una nuova partenza per il nostro Coro. Gli  Accademici, grazie alla guida del Maestro Dario Tabbia, saranno infatti chiamati a  confrontarsi per la prima volta con le musiche di Bach. Al procedere della stagione ecco quindi alcune importanti coproduzioni, come quella con l’Orchestra De Sono all’interno  del Progetto “Schubert” (il 30 marzo al Conservatorio) concepito congiuntamente da  De Sono, Antidogma e Tempia per eseguire opere del compositore viennese e stimolare la scrittura di nuove musiche a lui ispirate. Di grande interesse anche il ritorno de I solisti del  madrigale (il 20 aprile al Tempio Valdese) diretti da Giovanni Acciai, che eseguiranno  brani di Gesualdo e autori coevi, e la considerevole presenza in cartellone della musica da camera eseguita da strumentisti di chiara fama.  Culmine della stagione sarà il concerto del 15 giugno 2015 (preceduto dall’anteprima,  aperta al pubblico, il 14) che, in omaggio alla tematica Torino/Berlino interna ai vari  progetti proposti per l’EXPO, vedrà il ritorno a Torino di Daniele Damiano, primo  fagotto dei Berliner Philharmoniker. Mozart sarà il filo conduttore di questa lieta occasione concepita, per celebrare la riapertura del Museo Egizio dopo i restauri, con un programma  a tema che spazierà da Thamos, Re degli Egizi fino ad alcuni brani tratti da Il Flauto magico.  Ma le collaborazioni sono numerose. Un altro elemento di spicco della Stagione 2014 – 2015, infatti, sarà la presenza dell’Accademia Stefano Tempia nel board del Concorso  Pianistico Internazionale “Casagrande” e, il vincitore del prestigioso titolo 2014, sarà  ospite del cartellone con un concerto solistico previsto per il 9 marzo al Teatro Vittoria.  Una novità importante che conferma l’attenzione dell’Accademia Corale cittadina alla  valorizzazione dei giovani. Una prassi che, comunque, è evidente grazie agli appuntamenti  ormai classici della rassegna Giovani Talenti (nella nuova stagione saranno due date) e del  Premio Tempia che, realizzato in collaborazione con il Conservatorio di Torino, arriverà nel  2014 alla sua terza edizione. Prima edizione, invece, per un nuovo premio destinato ad un  allievo del Conservatorio di Torino dal Maestro Damiano che, dopo una selezione  mediante audizione, devolverà il suo cachet al vincitore. 

INFO  Accademia Corale Stefano Tempia, Via Giolitti 21/A  - 10123 Torino Tel. 0115539358 - Fax 0115539330, ufficiostampa@stefanotempia.it,    www.stefanotempia.it



BELLE o BRUTTE, COSI’ FAN TUTTE (…e belli o brutti ci cascan tutti) - Teatro Comunale di Bologna

Foto: Rocco Casaluci

Renzo Bellardone.

Nel 1770  Mozart soggiornò a Bologna, dove ospite del Conte Gian Luca Pallavicini, conobbe addirittura Farinelli ed ebbe anche l’occasione di prendere lezioni di contrappunto da Padre Martini. Venti anni dopo al Burgtheater di Vienna, la prima di “Così fan tutte, ossia la scuola degli amanti” ed ora  con  spirito omaggiante al grande compositore si è ascoltata e vista la messa in scena dell’allestimento del Lirico di Cagliari con coro e orchestra del  Comunale di Bologna. La lettura registica di Daniele Abbado ormai ha una ventina d’anni, ma i molti inserimenti di azione scenica in platea sia con i solisti che con il coro e gli allievi attori della Scuola di Teatro Alessandra Galante Garrone ed alcune ‘pensate’, hanno decisamente ravvivato e coinvolto il pubblico. La scena pressoché fissa è un susseguirsi di boccascena con effetto profondità; Luigi Perego oltre alle scene ha disegnato i  costumi con classicità pertinente all’idea di allestimento, ma con la  brillante intuizione di un semplice camicione da giardiniere per Despina –dottore. Le luci disegnate da Coloretti e riprese da Daniele Naldi sono risultate  interessanti, salvo qualche proiezione di non immediata efficacia. I cantanti sono stati tutti bravi ed insieme hanno realizzato un cast di ottimo livello. Yolanda Ayuanet è una deliziosa Fiordiligi dalla voce cristallina e poeticamente armoniosa che si  muovei frizzantemente  sul palco con la tranquillità della protagonista. Anna Goryachova è  il buon mezzosoprano dalle tinte ambrate  che interpreta Dorabella, ammiccante e tentatrice; nei duetti le due interpreti hanno reso con partecipata consapevolezza, offrendo un piacevole ascolto. Simpatico l’aver essenzializzato le scene, lasciando alle interpreti il compito di visualizzare e far visualizzare. Il mezzosoprano Giuseppina Bridelli, con voce ferma e ben articolata ha reso con vivacità Despina strappando ben più di una risata, interpretando un giardiniere con pompa per il verderame  spruzzato nell’aria, piuttosto che il solito dottore che estrae boccettine di sali ed essenze miracolose. Dmitry Korchak  agilmente è Ferrando; con chiaro fraseggio ed accenti di tenorile duttilità è stato simpaticamente innamorato prima, deluso poi, riacciuffato al finale.. Il bass-bariton Simone Alberghini crea un Guglielmo ammiccante,  astuto ma prudente,  con la ben nota voce scura, ma fresca, agile e convincente. Il basso Nicola Ulivieri  per accattivarsi Despina le passerà lo smalto sulle unghie dei piedi tanto che questa sta seduta sul palchetto vicino alla barcaccia, mentre alla conclamata vittoria della scommessa si mangerà una mela rossa a fondo palco, mentre osserva gli accapigliamenti degli amanti. Dal punto di vista vocale non è una sorpresa essere subito coinvolti dal timbro caldo e passionale; L’età del suo personaggio – Don Alfonso-,  certifica la conoscenza del mondo e con ironia Ulivieri diventa irriverente e saggiamente presuntuoso. Interessanti gli interventi del coro diretto da Andrea Faidutti e degli attori che rappresentano giusta integrazione ai canti d’insieme  (fino a sei voci) ed ai recitativi di qualità. L’orchestra del Comunale è stata in simbiosi diretta dal giovane talentuoso e sensibile Michele Mariotti, attento spasmodicamente ai due punti di produzione musicale, gestendo con raffinatezza ed ottime scelte l’orchestra con  perseverante attenzione ai cantanti che lo hanno seguito d’intesa. La Musica vince sempre.




Tuesday, July 1, 2014

Orfeo y Eurídice en Florencia - 77° Maggio Musicale Fiorentino

© Pietro Paolini / TerraProject / Contrasto

Leonardo Monteverdi


En un día de calor insoportable en el Teatro della Pergola de Florencia se estrenó la puesta en escena de “Orfeo ed Euridice” de Gluck, por el factótum Denis Krief autor de la dirección, diseño de escenas, vestuario e iluminación. Es difícil creer que a pocos días se vieran dos puestas de operas con un resultado tan opuesto: el superlativo “L’amour des trois oranges” y este pésimo “Orfeo” sin explicación. La dramaturgia de Ranieri de’ Calzabigi fue totalmente desordenada por Krief que la situó en espacios definidos e indefinidos entre paneles corredizos, céntricos o descompuestos, blancos y donde caminan hombres y almas con pocas decoraciones. Un pequeño sofá o una fábrica de muebles fue mucho,  y ahí transcurrió buena parte de la acción. El coro con trajes modernos y por minutos en trajes del siglo XVIII pelucas blancas, proyecciones inútiles de un túnel, con bailes de discotecas que fue el infierno de Krief. Aquí Orfeo fue un cantante vestido con cuero sin su instrumento la lira. No fueron buenos los movimientos de Anna Bonitatibus, inciertos y exagerados, imputables a la dirección escénica, la artista italiana no estuvo en uno de sus mejores papeles ya que siendo mezzosoprano, su registro grave se not cansado por estar a los límites de una tesitura pensada para una genuina contralto. La artista articulo admirablemente las frases con sentido dramático aunque su canto no voló con libertad. Sin embargo, tuvo mucho éxito con el aria “Che pur ciel” La petulante y colérica Euridice de Hélène Guilmette sobresalió por su brillante voz y elegante, sobre todo en su aria, donde logró buenas frases y gracia escénica.  Amore, vestido como un pilluelo lo cantó Silvia Frigato, sin infamia ni laude homeopática. Las coreografías de Cristina Rizzo estuvieron en sintonía con la pobreza de la producción y desconectada con la dramaturgia. El maestro Federico Maria Sardelli ofreció elegantes sonoridades de la orquesta del Maggio con tiempos bien elegidos, además de un rico y decorativo bajo continuo, donde emergía por su creatividad y suavidad el arpa de Ann Fierens. El coro bien preparado por Lorenzo Fratini tuvo éxito.