Opera-Musica Foto: Die Feen - Wagner - Théâtre du Châtelet, Paris - 04/2009(c) Marie-Noëlle Robert.
Sunday, January 28, 2018
Giulio Cesare de Handel en Houston
Thursday, February 13, 2014
Lo splendore di Theodora - Costa Mesa, California
Sunday, February 2, 2014
Theodora de Handel en Costa Mesa, California
Tuesday, January 3, 2012
Xerxes de Handel en la Ópera de San Francisco
Thursday, December 29, 2011
Serse di Haendel - San Francisco Opera
Wednesday, September 7, 2011
La Griselda dramma per musica di Vivaldi - Santa Fe Opera
Anche se al suo tempo Antonio Vivaldi fu un compositore prolifico, le sue opere liriche oggi sono ancora in gran parte sconosciute e sono poco rappresentate sulla scena mondiale. La Griselda, dramma musicale che ha debuttato nel 1735 al Teatro San Samuele di Venezia, e che ha segnato la prima collaborazione tra Vivaldi e il commediografo veneziano Carlo Goldoni che scrisse il libretto basato sul Decameron di Boccaccio ha ricevuto la sua prima esecuzione negli Stati Uniti in questa stagione di Santa Fe Opera. Il progetto ha acquisito notorietà anche perchè affidato a Peter Sellars, il registro eccentrico, famoso per le sue produzioni di classici moderni. Ancora una volta, come era successo sullo stesso palcoscenico nel 2005 con l'opera di Osvaldo Golijov - Ainadamar, la produzione teatrale è stata creata da Gronk, il pittore messicano, che ha predisposto un dipinto murale colorato, un collage pieno di immagini estratte dall'espressionismo tedesco, dai fumetti, dai cartoni animati, e dai graffiti e dall’arte vernacolare del New Mexico. In questo quadro di irrealtà e di magia, senza elementi scenici e con un suggestivo uso delle luci, la trama è stata posta in un luogo indefinito. I costumi suggerivano un tempo presente, come per esempio: Gualtiero vestito come un giocatore di polo, Ottone come cantante di "rap" e Robert come un banchiere. Nel complesso, la regia di Sellars si è svolta con fuidità e naturalezza, anche se a volte la trama intricata era caricata di comicità esagerata e sovraeccitata. Il ruolo di Griselda è stato interpretato dal contralto Meredith Arwady, che ha mostrato una robusta voce scura carente, però, della luminosità e della leggerezza necessaria in questo repertorio. Da parte sua, il tenore Paul Groves, ha mostrato le sue ampie qualità vocali nel fraseggio, nella dizione e nell’intonazione, ma il suo Gualtiero si è rivelato scenicamente inespressivo. Il controtenore David Daniels ha mostrato la sua solita voce e carisma da virtuoso, il mezzosoprano Isabel Leonard ha commosso con la sua delicata Costanza, espressiva e agile. Amanda Majeski, ha reso Ottone con timbro cristallino, e facilità negli gli acuti, mentre il tenore e ucraino Yuri Minenko, come Corrado, ha mostrato un canto omogeneo, leggero e ben calibrata in ogni registro. La piccola orchestra(Santa Fe Opera Orchestra) di strumenti antichi è stata la vera trionfatrice della serata, dal momento che sotto la guida entusiasta di Grant Gershon ha emesso un suono omogeneo, dinamico e pieno di musicalità. RJ.
Sunday, September 4, 2011
La Griselda de Vivaldi en la Opera de Santa Fe
El elenco vocal se mostró poco homogéneo, como el papel de Griselda que fue interpretado por la contralto Meredith Arwady, quien exhibió una oscura y robusta voz carente del brilló y la ligereza necesaria para este repertorio. Por su parte, el tenor Paul Groves, evidenció buenas cualidades vocales en el fraseo, la dicción y la entonación pero su Gualtiero resultó ser escénicamente frío e inexpresivo. El contratenor David Daniels mostró su habitual virtuosísimo vocal y carisma; y la mezzosoprano Isabel Leonard conmovió con su delicada caracterización de Constanza, y por su expresividad vocal y agilidad. Amanda Majeski, dio vida a Ottone y cantó con un timbre cristalino y facilidad para los agudos; y el tenor ucraniano Yuri Minenko, como Corrado, se exhibió como un tenor ligero de canto uniforme y bien calibrado en cada registro. La reducida orquesta de
Tuesday, August 16, 2011
The Santa Fe Opera announces new works for forthcoming seasons
Foto: Charles Mckay (copyright Ken Howard), David Daniels, Judith Weir.Operas by Theodore Morrison, Judith Weir, Jennifer Higdon scheduled beginning 2013.
Estimates for commissioning and co-production costs, which include the commission fees, preparation of the score, construction of scenery and costumes for each opera are $1.5 to $1.8 million. They will be shared between the two companies on a 60/40% basis with The Santa Fe Opera serving as the lead partner and fiscal agent. The commissions will be supported by the Wyncote Foundation of Philadelphia, The Santa Fe Opera’s General Director’s Premiere Fund, established in honor of former General Director Richard Gaddes, and gifts from individuals and other private foundations.
Although Theodore Morrison began composing relatively late, he has won considerable acclaim. He is a respected composer of vocal works, numerous pieces for chamber ensembles and orchestras which have been performed world-wide. He is founder of the Baltimore Choral Arts Society which he led for sixteen seasons, becoming one of the most successful in the country. Among his orchestral works is a five movement symphony, War and Reconciliation, based on Civil War poems by Walt Whitman, for full orchestra, soloists and chorus. Famed stage director John Cox has been Morrison’s collaborator in the development of Oscar. He is the librettist and will be co-director of the production with Kevin Newbury. Cox has directed six productions for Santa Fe, the last one being Arabella in 1997. He began his professional career at Glyndebourne in 1959 and served as its Director of Productions throughout the 70s. During his long career he has been associated with virtually every important opera company in the world, as well as directing stage and television productions.
2015 marks the 150th anniversary of the end of the Civil War. Cold Mountain is Charles Frazier’s powerful account of one soldier, W. P. Inman, who deserts the Confederate army as the war is coming to an end and makes his way back to his home on Cold Mountain. The novel won the 1997 National Book Award and was made into a film in 2003. The film was nominated for seven Academy Awards. The Civil War has a special resonance for New Mexicans. The New Mexico Territory was the site of one of the final and westernmost battles of the Civil War, fought at nearby Glorieta Pass in 1862. Historians have called it a major event in the history of the Civil War. The village of Pecos is the site of an annual reenactment of the skirmish. Cold Mountain composer Jennifer Higdon is one of the most in-demand composers today. She was awarded the 2010 Pulitzer Prize in Music for her Violin Concerto and a Grammy the same year for her Percussion Concerto. blue cathedral, written in 2000, on the death of her brother, has become one of the most performed modern orchestral works. Her compositions have been performed by leading orchestras throughout the country and she has received commissions from numerous instrumental ensembles. The versatile American librettist and composer Gene Scheer is the librettist. Among his many projects are several with composer Jake Heggie, the latest being Moby Dick for the Dallas Opera which was premiered in 2010. He collaborated with Tobias Picker on two operas, An American Tragedy, premiered at the Metropolitan Opera, and Therese Raquin for the Dallas Opera. He has written songs for singers including Renée Fleming, Sylvia McNair and Stephanie Blythe, and a song cycle, Voices from World War II for Nathan Gunn.
Saturday, July 2, 2011
Temporada 2011-2012 de la Opera de San Francisco
http://sfopera.com/Home.aspx
Friday, January 1, 2010
El Mesias - Les Violons du Roy, Walt Disney Concert Hall, Los Angeles
Foto: Bernard Labadie. Crédito: David Cannon. Les Violons du Roy y Bernard Labadie. Crédito: Luc Delisle.Ramón Jacques
Saturday, December 19, 2009
Les Violons du Roy - Carnegie Hall, Nova York
Messiah at Carnegie Hall; Photograph: © 2009 Richard Termine PHOTO CREDIT - Richard TermineCopyright Notice - © 2009 Richard Termine.Ramón Jacques
Les Violins du Roy è la più importante orchestra da camera della regione del Québec. Fondata nel 1984 dal suo direttore titolare Bernard Labadie il complesso ha adottato il nome della celebre orchestra d’archi di Jean Baptiste Lully che suonava alla corte dei re di Francia nel secolo XVII. Anche se l’ensemble ha un ampio repertorio di brani eseguiti con strumenti moderni, il barocco viene suonato con copie di strumenti originali, con una particolare attenzione stilistica al fraseggio e alla cura interpretativa. L’orchestra, in tournée nel Nordamerica (Montreal, Québec, Los Angeles...) si è esibita presso la mitica Carnegie Hall dove ha incantato con una sublime versione del Messiah di Haendel. Musicalmente si è notato un approccio caldo e omogeneo basato su sonorità ariose e leggere degli archi e un sostegno del clavicembalo molto dinamico, ma anche tenue (a seconda delle necessità). Labadie ha diretto con entusiasmo e abilità e la sua bacchetta incisiva ha sprigionato vitalità e grande varietà. Le parti corali sono state affidate a La Chapelle de Québec, gruppo fondato sempre da Labadie nel 1985, che ha dimostrato di essere un ensemble molto ben amalgamato e coeso in ogni intervento, come in “Glory to God” accompagnato teatralmente da una tromba posta nella parte alta del palco, (chiare le riminiscenze della Water Music), o nel brillantissimo “All we like sheep” o ancora nel giubilante “Alleluja”.
Il controtenore David Daniels ha mostrato autorità vocale sfoggiando bruniture timbriche fascinosissime, soprattutto nei suoi momenti migliori come l’aria “O thou that tellest” (accompagnato dal coro) o il solenne “He was despised“. Il soprano gallese Rosemary Joshua molto sensibile e sempre emozionante ha mostrato sicurezza nelle agilità e pulizia nella dizione. Notabile il suo “Rejoice greatly”. La tendenza all’opacizzaione e la debole emissione vocale del tenore lirico Alan Bennett hanno privato la sua prestazione di efficacia e il basso-baritono Andrew Foster Williams è parso un po’ pesante e fuori stile.
Les Violons du Roy - Carnegie Hall de Nueva York
Description - G. F. Handel, The Messiah at Carnegie Hall; Photograph: © 2009 Richard Termine - Copyright Notice - © 2009 Ramón Jacques
Les Violons du Roy es la orquesta de cámara más importante de la región de Québec. Fundada en 1984, por su director titular Bernard Labadie, la orquesta adoptó su nombre de la reconocida orquesta de cuerdas de Jean Baptiste Lully, que tocaba en la corte de los reyes de Francia del siglo XVII. A pesar de que el ensamble ejecuta un amplio repertorio de piezas con instrumentos modernos, el barroco lo hace utilizando replicas de arcos antiguos, buscando siempre la manera estilística, el fraseo, y las practicas de interpretación mas parecidas a las de esa era musical. Como parte de su tournée por Norteamérica (que incluyó a ciudades como: Montreal, Québec y Los Ángeles) la orquesta realizó una presentación en la mítica sala de conciertos del Carnegie Hall de Nueva York, donde ofreció una sublime versión del conocido oratorio El Mesías de Handel. Musicalmente, la orquesta produjo una calida y homogénea armonía basada en la ligereza y airosa sonoridad de su lucida sección de violines, y acompañamiento de clavecín, que fue muy dinámica y tenue, cuando fue necesario. Labadie dirigió su orquesta son entusiasmo y habilidad, y de su incisiva baqueta emanaron las límpidas texturas, vitalidad, y la variedad de la orquestación de Handel. Las partes corales fueron encomendadas a La Chapelle de Québec, agrupación fundada también por el propio Labadie en 1985, y que demostró ser un coro muy “vertiginoso” de amplia unidad y cohesión en cada intervención, destacando su “Glory to God”, que fue acompañado de unas trompetas desde la parte mas alta del escenario, con una resonancia evocadora de la “música acuática” del compositor”, el alegrísimo “All we like sheep”, y como en todo concierto del Mesías, en la parte mas emotiva y jubilosa del “Allelujah”.
El contratenor David Daniels, cantó de manera autoritaria y con suntuosa y oscura tonalidad vocal, teniendo su mejor momento en el aria “O thou that tellest” acompañado del coro, así como en la solemne “He was despised“. La soprano galesa Rosemary Joshua, ofreció conmovedora sensibilidad y admirable agilidad y dicción en todas sus partes, notablemente en “Rejoyce greatly”. La tendencia a opacarse y la escasa emisión en la voz del tenor lírico Alan Bennett, privaron su prestación de sentimentalismo y efectividad, y la voz del bajo-barítono Andrew Foster Williams emitió un sonido pesado, y por momentos alejado del estilo.


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