Opera-Musica Foto: Die Feen - Wagner - Théâtre du Châtelet, Paris - 04/2009(c) Marie-Noëlle Robert.
Wednesday, February 5, 2020
Romeo y Julieta en el Teatro alla Scala de Milán
Saturday, February 1, 2020
Roméo et Juliette a Milano (Teatro alla Scala)
Thursday, October 24, 2019
Giulio Cesare en el Teatro alla Scala Milano
Giulio Cesare - Teatro alla Scala, Milano
Monday, November 28, 2016
L’Incoronazione di Poppea - Teatro alla Scala
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| Monica Bacelli |
Sunday, November 27, 2016
L’Incoronazione di Poppea de Monteverdi en el Teatro alla Scala de Milán.
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| Carmela Remigio - Poppea |
Monday, February 15, 2016
Il Trionfo del Tempo e del Disinganno di Handel - Teatro alla Scala, Milano
Thursday, February 11, 2016
Il Trionfo del Tempo e del Disinganno en el Teatro alla Scala de Milán
Il Trionfo del Tempo e del Disinganno - Teatro alla Scala, Milano
Monday, February 23, 2015
La Coronación de Popea en el Teatro alla Scala de Milán
Sunday, February 22, 2015
L’Incoronazione di Poppea - Teatro alla Scala, Milano
Tuesday, October 9, 2012
Il Ritorno di Ulisse in Patria de Monteverdi en Turín, Mito Settembre Musica
Foto: Roberto Alvares (C) MITO SettembreMusicaRenzo Bellardone
Thursday, October 4, 2012
IL RITORNO DI ULISSE IN PATRIA - MITO Settembre Musica 2012, Torino
Foto: Roberto Alvares MITO SettembreMusicaThursday, September 29, 2011
Il Ritorno di Ulisse in Patria en la versión de Robert Wilson en el Teatro alla Scala de Milán
Il Ritorno di Ulisse in Patria - Teatro Alla Scala di Milano
Thursday, December 30, 2010
Stabat Mater di Pergolesi - Salle Pleyel, Parigi
Foto: Anna Caterina Antonacci - copyright Pascal VictorSunday, December 26, 2010
Anna Caterina Antonacci y Sara Mingardo en el Stabat Mater de Pergolesi en la Salle Pleyel de Paris
Foto: Anna Caterina Antonacci -copyright: Pascal VictorWednesday, October 7, 2009
L'Orfeo- Teatro alla Scala
Foto: Luigi De Donato (Caronte)Crédito: Lelli & Masotti, Archivio Fotografico del Teatro alla Scala
Massimo Viazzo
Con L’ Orfeo è iniziata al Teatro alla Scala la trilogia monteverdiana firmata da Robert Wilson. Ad apertura di sipario l’impatto visivo ci rimanda alla Venere con Eros e organista di Tiziano (dipinto esposto al Prado), ma qui i due filari ben proporzionati di cipressi confluiscono sullo sfondo stabilendo una prospettiva geometrica tendente ad idealizzare l’effetto naturalistico complessivo. Le pose statuarie dei protagonisti vivacizzate in parte da una gestualità quasi meccanica e rituale atta ad amplificare gli affetti, un’atmosfera prevalentemente livida entro la quale si stagliano volti pallidi e diafani, movimenti composti faticosamente e lentissimi (peculiarità stranote della visione registica wilsoniana) si scontrano però, soprattutto nella prima parte dello spettacolo, con l’intima drammaturgia dell’opera di Monteverdi. Un clima funereo incombe fin dal Prologo (e Orfeo ed Euridice vestono a lutto già al loro primo incontro) venendo così eluse la gioia per gli sponsali tanto desiderati e la gaiezza della festa annunciata, festa intesa anche in relazione alle ragioni della committenza originaria. Meglio l’atto infernale con un aldilà rappresentato da pareti mobili (pareti anche mentali) che si aprono e si chiudono liberando sprazzi di cielo terso. Ma L’Orfeo di Monteverdi non è solo ritualità, né tantomeno solo intimità patetica, e così lo spettacolo stenta a decollare trascurando quella corporeità, quella fisicità che è, invece, la novità più esaltante del nascente teatro musicale Rinaldo Alessandrini, con il suo Concerto Italiano impegnato nella realizzazione del basso continuo, punta su una studiatissima mobilità agogica e se la scelta di alcuni tempi non è abituale (sentire per esempio il ritornello della Musica qui staccato a rotta di collo o per converso il «Qui miri il Sole vostre carole» reso con insolita stupita pacatezza) è pur vero che l’attitudine nel sostenere il recitar cantando risulta sempre idiomatica. In sostanza Alessandrini asciuga la partitura, così poco interessato agli effetti in technicolor, né a facili edonismi sonori, e neppure sensibile al fascino di fuorvianti sirene folcloristiche, percorrendo, invece, la più angusta via verso una possibile verità verginale. Omogeneo il cast nella sua quasi totalità (limpida e aerea l’Euridice di Roberta Invernizzi, commossa la Messaggiera di Sara Mingardo e validissime tutte le parti di fianco, mai indispensabili come in quest’opera). Nondimeno è parsa incomprensibile la scelta di affidare il ruolo di protagonista a Georg Nigl, unico straniero della compagnia, encomiabile solo per l’impegno profuso, ma acerbo nel fraseggio, arido nell’emissione e con palesi problemi d’intonazione, quando nei panni di Apollo (un Apollo cantato da manuale, tra l’altro) c’era Furio Zanasi, l’Orfeo di riferimento di questi anni, conoscitore come pochi dell’arte di far sgorgare musicalità e poesia dalla parola cantata. E il confronto tra i due nel finale dell’opera è apparso impietoso. En attendant Ulisse…
Saturday, September 19, 2009
Aci, Galatea e Polifemo - Teatro Regio di Torino

Foto: Sara Mingardo (Galatea) e Cristina Banchetti (mimo)
Credito: Ramella & Giannese - Fondazione Teatro Regio di Torino
Massimo Viazzo
VERSIÓN EN ESPAÑOL
Aci, Galatea e Polifemo no es una opera. Se trata de una serenata a tre- una verdadera joya (el hecho que todas las piezas que la componen fueron reutilizados por el












